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7 agosto 2019 - La news ha avuto 86 visite
Ecobonus e sismabonus: pressing di Confartigianato per l’abolizione della norma sullo sconto in fattura
ecobonus

E’ un no deciso, quello di Confartigianato, allo “sconto in fattura” per le forniture che ricadono nei benefici fiscali cosiddetti di ecobonus e sismabonus, previsto dal recente Decreto Crescita,  già manifestato in modo tempestivo e documentato mesi fa al Governo prima ancora dell’approvazione del Decreto stesso contenente la misura incriminata.

Tale posizione si basa sulla consapevolezza della profonda distorsione della concorrenza introdotta dalla norma – come evidenziato anche dall’Antitrust – a danno di mezzo milione di micro e piccole imprese operanti nel settore delle costruzioni e degli impianti.

Confartigianato ha successivamente ribadito la sua posizione anche in una comunicazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che ha riconosciuto e avvalorato l’allarme lanciato dall’Associazione.

Il problema sollevato è gravissimo, in forza anche del considerevole valore economico del mercato interessato dalla norma.

Il mercato sostenuto dall’ecobonus, infatti, ammonta a 3.331 milioni di euro di investimenti, vale il 6,6% degli interventi di manutenzione straordinaria sugli edifici residenziali ed è distribuito su 334.846 interventi. La distribuzione per tipologia di tali lavori è così suddivisa: il 37,6% ai serramenti, il 16,9% alle caldaie a condensazione, il 15,9% a pareti verticali, il 14,5% a pareti orizzontali, il 6,7% a pompe di calore, il 3,8% a schermature solari, l’1,1% al solare termico e lo 0,5% a Building automation.

Confartigianato non si è fermata alla sola segnalazione all’Autorità Garante ma, con una delegazione guidata dal Segretario Generale Cesare Fumagalli, ha incontrato nei giorni scorsi l’On.Davide Crippa, Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico con delega all’energia e alle risorse minerarie, per individuare soluzioni ai problemi per le piccole imprese derivanti dall’applicazione della nuova norma.

Il Segretario Generale Fumagalli ha ribadito al Sottosegretario Crippa il grave rischio di alterazione della concorrenza a danno dei piccoli imprenditori dei settori costruzioni e installazione impianti, in capo ai quali si scaricherebbero tutti e subito gli oneri dello sconto immediato sulle fatture. I rappresentanti di Confartigianato hanno anche ricordato all’esponente del Governo che l’Autorità Antitrust è intervenuta in sede di discussione parlamentare, evidenziando che la norma del Decreto Crescita “appare suscettibile di creare restrizioni della concorrenza nell’offerta di servizi di riqualificazione energetica a danno delle piccole e medie imprese, favorendo i soli operatori economici di più grandi dimensioni”.

Anche nella nostra Regione Confartigianato ha da subito avversato tale norma con la presa di posizione pubblica dei Presidenti interprovinciali e regionali delle Categorie interessate, sostenuti dall’azione delle Associazioni territoriali e della Federazione Regionale. In particolare il 24 luglio scorso il Presidente Regionale di Confartigianato, Giuseppe Mazzarella, ha indirizzato un’ampia, documentata e pressante lettera a tutti i Parlamentari eletti nelle Marche affinché agissero tempestivamente, con atti legislativi efficaci dei propri Gruppi, per l’abolizione o correzione sostanziale della norma. La lettera chiedeva anche che si intervenisse sull’Agenzia delle Entrate affinché venisse nel frattempo sospesa la pubblicazione del decreto di attuazione della norma stessa, a quella data non ancora emanato.

Il pressing di Confartigianato contro lo sconto in fattura è stato parallelamente condotto a livello nazionale su tutte le forze politiche presenti in Parlamento, ottenendo buoni risultati: alcuni Gruppi politici hanno raccolto l’allarme della Confederazione e si sono mossi per cambiare o abolire l’articolo 10 del Decreto Crescita. In comune a tutte le iniziative parlamentari, la consapevolezza degli effetti negativi che il meccanismo dello sconto in fattura provoca sugli artigiani e sulle piccole imprese del “sistema casa”.

Il Presidente di Confartigianato Nazionale, Giorgio Merletti, ha espresso apprezzamento per le iniziative parlamentari di cancellazione o modifica del provvedimento, ribadendo che “le imprese non possono essere chiamate a finanziare gli interventi di riqualificazione energetica. L’articolo 10 deve essere rapidamente superato e la migliore soluzione a questo problema consiste nell’abrogazione della norma. Seguiremo con molta attenzione le iniziative parlamentari che consentiranno di risolvere una situazione estremamente penalizzante per gli artigiani e i piccoli imprenditori”.

L’emanazione però della Direttiva di attuazione del Decreto, avvenuta il 31 luglio scorso da parte del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, insolitamente solerte nell’emettere il provvedimento, fa sospettare fortemente della sincerità delle recenti posizioni di “ravvedimento” della maggioranza di Governo rispetto alla dannosa norma da essa stessa voluta ed approvata, Ministro dello Sviluppo Economico in primis.

Confartigianato sta quindi valutando altre e più drastiche azioni da intraprendere a tutela delle imprese assistite, non ultima una grande manifestazione nazionale di protesta delle Categorie interessate.

Nel frattempo sono state studiate ed avviate misure operative, sotto forma di strumenti finanziari e di cessione del credito, per assistere e sostenere le micro e piccole imprese dei settori coinvolti, che si trovano già alle prese purtroppo con l’agguerrita lobby dei grandi gruppi industriali e dalle società Multi-utilities (spesso partecipate da Enti pubblici), veri destinatari e beneficiari di questa norma ingiusta e dannosa.

Norma ingiusta e gravemente dannosa per chi tira da sempre la carretta del Paese (il 95% di tutte le imprese italiane sono micro e piccole!) e viene pure trattato da asino e bastonato. Ma anche, a conti fatti, norma dannosa per gli stessi consumatori e cittadini che vedranno aumentare consistentemente il costo unitario complessivo di impianti, apparecchiature e servizi.

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