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12 agosto 2017 - La news ha avuto 314 visite
Gestione macerie post sisma: la nota congiunta di Confartigianato, Confindustria e Fondazione Symbola
gestione macerie

“Gestione e sgombero delle macerie prodotte dal sisma”

La stima della macerie pubbliche effettuata dalla Regione Marche si attesta intorno al 1.100.000 di tonnellate (100.000 solo quelle di Ussita e Castelsantangelo Sul Nera), pertanto presumibilmente, il totale di macerie da gestire tra pubbliche e private, potrebbero superare 5,5 milioni di tonnellate complessive.

La preoccupazione di Confartigianato, Confindustria, Symbola è la lentezza nello sgombero delle stesse che deriva dalla scelta di un modello fortemente centralizzato su due unici siti provinciali per tutti gli 87 comuni marchigiani ricompresi nell’area del cratere – il Cosmari per Macerata e PicenAmbiente per Ascoli e Fermo – e delle difficoltà nelle fasi di prelevamento in sito, vista la situazione delle strade ancora in parte inaccessibili, case pericolanti, puntellamenti e demolizioni ancora da completare. Di questo passo le macerie pubbliche verranno sgombrate non prima di fine 2018. E siccome sappiamo che la ricostruzione, specie quella pesante, non partirà se non verranno sgombrate tutte le macerie pubbliche, ecco la necessità di velocizzare questa fase preliminare.
La distanza del COSMARI dai luoghi più duramente colpiti sta generando, oltre che una dispersione della produttività legata alla lunghezza dei tempi nelle fasi di trasporto e conferimento, un aumento dei livelli di inquinamento ambientale e di rischio nel trasporto stradale dovuti alla circolazione dei mezzi pesanti nei vari tragitti percorsi dalle zone del terremoto al sito temporaneo. Si pensi che il comune di Castelsantangelo sul Nera dista dal COSMARI oltre 70 chilometri.

Per tali motivazioni sarà necessario il ricorso ad impianti privati (fissi e/o mobili) o all’individuazione di aree pubbliche dedicate o cave dismesse che rispettano appieno il principio della prossimità, al fine di stoccare e gestire  le macerie dei comuni montani con quantitativi elevati di macerie. Questa soluzione dovrà comunque rispettare le disposizioni e le procedure che oggi valgono per il sito temporaneo già individuato (rimozione RAEE, rimozione rifiuti ingombranti, rimozione rifiuti urbani indifferenziati) gestendo la filiera delle macerie direttamente sul luogo e con l’obiettivo del suo riutilizzo, una volta frantumate e trattate, nelle fasi della ricostruzione post-sisma.

La Regione Umbria, i cui quantitativi di macerie sono molto inferiori a quelli marchigiani, ha adottato un sistema articolato sul territorio pur avendo solo 15 comuni ricompresi nell’area del cratere e conseguentemente minori costi di trasporto:

  • il Comune di Norcia ha individuato un’area di cava dismessa in loc. Misciano che dista dal centro abitato di Norcia e dall’area produttiva 1,5/2,3 km.
  • La società Valle Umbra Servizi S.p.A. in qualità di affidatario del servizio di rimozione, trasporto, trattamento, recupero e smaltimento delle macerie ed altri materiali derivanti dal crollo degli edifici e di gestore del deposito temporaneo è stata autorizzata all’utilizzo dell’impianto mobile per lo svolgimento delle operazioni di recupero R13 – R5.

Del resto anche la normativa di riferimento (Legge 229/2016 art. 28 commi 7 e 9) prevede che:

  1. Il Commissario straordinario autorizza, qualora necessario, l’utilizzo di impianti mobili per le operazioni di selezione  e  separazione  di flussi omogenei di rifiuti da avviare agli impianti  autorizzati  di recupero e smaltimento. Il Commissario  straordinario  stabilisce  le modalità di rendicontazione dei quantitativi dei materiali di cui al comma 4 raccolti e trasportati, nonché’  dei  rifiuti  gestiti  dagli impianti di recupero e smaltimento.
  2. Al fine di agevolare i flussi e ridurre  al  minimo  ulteriori impatti  dovuti  ai  trasporti,  i  rifiuti  urbani   indifferenziati prodotti nei luoghi adibiti all’assistenza alla  popolazione  colpita dall’evento sismico possono essere conferiti negli impianti già allo scopo  autorizzati  secondo  il  principio  di   prossimità,   senza apportare modifiche  alle  autorizzazioni  vigenti,  in  deroga  alla eventuale definizione dei bacini di provenienza  dei  rifiuti  urbani medesimi. In tal caso, il gestore dei servizi di raccolta si  accorda preventivamente con i gestori degli  impianti  dandone  comunicazione alla Regione e all’Agenzia regionale  per  la  protezione  ambientale (ARPA) territorialmente competenti.

In tal senso Confindustria e Confartigianato rappresentative degli operatori economici, sono preoccupate per le soluzioni che vengono paventate per l’accelerazione delle attività di sgombero delle macerie pubbliche. L’utilizzo del Genio Militare per tale attività pone degli interrogativi sia in termini di qualificazione che di adeguatezza del personale impiegati nelle attività di specie, sia per l’ennesimo danno che viene arrecato al coinvolgimento delle imprese private in possesso di idoneità tecnica, economica e finanziaria per svolgere tali interventi. Sarebbe possibile infatti attraverso meccanismi concorrenziali e di evidenza pubblica selezionare rapidamente operatori economici in grado di fronteggiare e contribuire all’obiettivo comune di rapida rimozione delle macerie.

Le imprese private sono consapevoli del ruolo che potranno assumere nell’intera filiera della gestione delle macerie sia per ridurre gli impatti ambientali legati alla loro movimentazione, sia per snellire ed accelerare anche la fase successiva di lavorazione presso gli impianti dedicati delle macerie provenienti dai siti di deposito temporaneo gestiti dal COSMARI.
Importante sarà anche la collocazione del materiale recuperato, per il quale dovrà essere imposto con vincolo di destinazione il riutilizzo per l’attività di ricostruzione post-sisma, con l’inclusione di apposita voce nel prezziario regionale. In subordine dovrà essere incentivata la destinazione per attività di recuperi ambientali, sottofondi stradali o fabbricazione di prodotti innovativi certificati che garantiscano la sicurezza sismica.

La visione strategica d’insieme dell’intera filiera è fondamentale per evitare che, per assenza di occasioni di recupero, il materiale  resti inutilizzato, con il rischio di saturazione dei siti di deposito temporaneo ed il rallentamento/blocco delle attività di rimozione delle macerie e della successiva fase di ricostruzione.

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