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1 marzo 2017 - La news ha avuto 157 visite
A sei mesi dal sisma, la forza, l’orgoglio, la rabbia della piccola impresa
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La nostra Associazione ha voluto organizzare una conferenza stampa per dare la parola ad alcuni imprenditori “vittime” del sisma affinchè potessero far conoscere le proprie storie testimoniando l’esperienza di chi magari ce l’ha fatta con le proprie forze, di chi ce l’ha fatta anche grazie alla solidarietà di altri colleghi, e, in alcuni casi, di chi ancora non è riuscito, purtroppo, a venirne fuori.

Presenti il Presidente provinciale Renzo Leonori, il Vice Segretario provinciale Giorgio Menichelli e Pacifico Berrè, referente del settore edilizia e dello sportello “ricostruzione” di Confartigianato Macerata, sono state brevemente riassunte le numerose iniziative messe in campo dall’Associazione tra novembre e febbraio: seminari tecnici, incontri con esponenti politici e con amministratori locali, convegni, 15 incontri sul territorio dedicati a persone ed imprese devastate dal sisma (circa 2.000 persone incontrate ed ascoltate), monitoraggio degli interventi necessari, accompagnamento di persone ed imprese, attraverso l’apposito “sportello ricostruzione”, verso forme di assistenza anche burocratica finalizzate all’ottenimento di benefici dovuti.

A tal riguardo sono stati ricordati alcuni numeri: 410 le pratiche di sospensione dell’attività d’impresa inoltrate, le pratiche di CIGS evase nel 2016 hanno riguardato 30 ditte ed 80 lavoratori mentre quelle pronte da inviare concernenti il 2017 interessano 21 aziende e 50 lavoratori, i finanziamenti erogati hanno toccato quota 1.627.000 euro, 704 le richieste di sospensione di mutui, 125 le imprese associate a Confartigianato che risultano iscritte all’Anagrafe Antimafia per la ricostruzione.

Tra gli intervenuti Cristina e Daniele Pascoli, panificatori di Pieve Torina: prima del sisma una florida attività con 2 punti vendita ed un moderno sisma-conferenza-stampalaboratorio appena fuori Pieve Torina (danni non particolarmente gravi), 10 dipendenti (con enormi sacrifici, tutti mantenuti!), oggi l’80% della produzione è fuori, visto che a Pieve Torina sono rimaste solo un centinaio di persone (ed 80 mangiano a mensa…).

Sasha Carnevali, ristoratore di Muccia (Bivio Maddalena), la cui attività ed il cui spirito imprenditoriale non è venuto mai meno, visto che nonostante i danni ingenti patiti dalla storica struttura, fin dal giorno successivo il sisma ha mantenuto aperto, sotto dei gazebo, lo storico bar; successivamente all’attività del bar si è aggiunta la “pizzeria” (fatti i dovuti lavori per mettere in sicurezza i locali allo scopo adibiti), il ristorante invece non permetteva un adeguato recupero, ma Sasha e la sua famiglia non si sono persi d’animo: in società stanno iniziando una nuova avventura andando ad esercitare l’attività di ristorazione a “Villa Ninetta” in località Caldarola.

 

sisma-conferenza-stampaEmblematica la storia di Rosalba Medei, parrucchiera di Camerino: pur rimasta gravemente infortunata sotto la scossa del 30 ottobre (rottura del malleolo) ed avendo pressochè avuto distrutto il suo negozio, non si è persa d’animo: ha delocalizzato l’attività trovando momentanea sistemazione in un apposito padiglion allestito dal Comune nel quale sono ospitate una trentina di attività; la forza di volontà è tanta, ma è anche rilevante il timore che l’attività possa non avere prospettive, considerato che in precedenza il 40% della sua clientela era costituita da universitari, universitari che sembra stiano man mano trasferendosi verso altri atenei abbandonando così il territorio.

La testimonianza più “disperata” quella di Antonio Montebovi, commerciante di calzature per lunghissimi anni a Ussita, poi anche a Visso: con le sue parole “il sogno di un ragazzo (37 anni di attività!) finito con un pugno di mosche in mano. Ad Ussita, con il mio negozio in piazza, sono stato per anni un punto di riferimento per tutti (clienti, turisti, villeggianti): oggi non lo sono più per nessuno, ma mi resta il conforto che non mi hanno dimenticato, visto che ben 1.682 persone tra quanti mi avevano conosciuto mi hanno cercato e telefonato, sotto i giorni del sisma e dei crolli, per avere mie notizie”.

 

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