Categorie: Artigianato Artistico, HOME PAGE, news, Orafi,

22 febbraio 2017 - La news ha avuto 995 visite
Novità antiriciclaggio per il settore orafo
antiriciclaggio

E’ in fase di studio il decreto sulle novità antiriciclaggio del Dipartimento del Tesoro che ha messo in allarme Confartigianato e che andrà ad interessare non solo i “compro oro”, ma tutto il comparto oreficeria, dai gioiellieri agli orafi, alle aziende che commerciano gemme preziose.

Il testo che interviene sulla già vigente Legge di delegazione europea n.170/2016 (art. 15 – comma 2, lettera I), prevede numerose novità per il settore in questione. Una su tutte l’iscrizione obbligatoria al nuovo Registro nazionale degli operatori istituito presso l’OAM-Organismo Agenti e Mediatori, che a seguito del versamento del contributo previsto, assegnerà un codice identificativo univoco all’operatore.

Gli obblighi antiriciclaggio (ex DLgs 231/2007) legati alla tracciabilità del prodotto e all’identificazione del cliente, prevedono inoltre una riduzione della soglia massima consentita per gli acquisti in contanti che scenderà a 1000€, e per una maggiore tracciabilità delle operazioni, l’obbligo di utilizzare un conto corrente dedicato solo per le transazioni relative a compravendita di gioielleria usata da privati.

“Siamo favorevoli – afferma Giuseppe Verdenelli, Presidente del Gruppo Orafi di Confartigianato Imprese Macerata – ad una disciplina organica che riguardi la compravendita di oggetti preziosi usati rivolta all’intero settore, in modo da consolidare garanzie di controllo tali da contrastare possibili attività criminali. Purtroppo però questi nuovi adempimenti vanno ulteriormente ad aumentare burocrazia e costi per gli operatori: basti pensare all’iscrizione obbligatoria a pagamento all’OAM o all’apertura del conto corrente dedicato. Pertanto il nostro intento è quello di sostenere interventi che vadano a presidiare e prevenire azioni antiriciclaggio, purché però esse siano in linea con le effettive caratteristiche delle varie attività svolte dal nostro settore e con le esigenze degli operatori del comparto”.

“L’Associazione – dichiara il Responsabile Export di Confartigianato Imprese Macerata, Paolo Capponi – vuole fare chiarezza quanto prima su questa questione. Il primo passo sarà la richiesta di un tavolo nazionale con il Ministero dell’Economia e delle Finanze proprio per poter illustrare le preoccupazioni evidenziate dai nostri associati; dalle tempistiche, ai costi,  ai soggetti coinvolti”.

Shares