Categorie: HOME PAGE, news,

27 gennaio 2017 - La news ha avuto 99 visite
Nati/mortalità imprese artigiane 4° trimestre 2016: Macerata perde 43 aziende
movimprese

Perse a Macerata 43 imprese ( 398 nelle Marche). Nell’intero anno 2016 a Macerata -222 imprese (in regione -1.091)

Confartigianato Imprese Macerata ha rielaborato ed analizzato le rilevazioni di Movimprese/Unioncamere relative alla situazione regionale e provinciale del comparto artigiano relative sia al IV ° trimestre che all’intero anno 2016.

Un rapido sguardo al sistema produttivo “in toto” (artigiane e industriali tutte): nel IV° trimestre a livello Marche rispetto al trimestre precedente si sono perse 1.047 imprese, nella provincia di Macerata 125; se il riferimento spazia all’intero anno 2016 registriamo, a livello regionale, una perdita pari a 1.255 imprese, mentre in provincia di Macerata tale perdita si attesta a – 218 imprese.

Va purtroppo evidenziato, come vedremo dai dati riscontati in ambito artigiano, che a subire maggiormente gli effetti della crisi sono ancora una volta soprattutto le aziende di questo comparto.

Ecco di seguito l’artigianato in dettaglio. Nelle Marche le imprese artigiane registrate al 31 dicembre 2016 risultano essere 46.283; nel  IV° trimestre si è avuto un saldo negativo pari a -398 imprese, risultante dei seguenti dati provinciali: Fermo (-184), Ascoli Piceno (-83), Pesaro Urbino (-56), Ancona (-32) e Macerata (-43).

In provincia di Macerata, nel corso del IV° trimestre, si sono avute 125 nuove iscrizioni e 168 cessazioni (totale imprese registrate 10.724).. Tra i comparti più significativi registra un segno positivo solo quello relativo alle industrie alimentari (+1): segno meno per le costruzioni (-14), per le pelli e calzature (-7), per i servizi alla ristorazione (-5), per tessile, abbigliamento, legno, tutte con un -3 imprese, per i trasporti (-2), per il mobile (-1); stazionari risultano i comparti relativi all’autoriparazione, alla riparazione di beni, alle altre attività alla persona.

Se facciamo riferimento all’intero anno 2016, notiamo che il dato regionale segna, come detto,  un decremento pari a –1.091 aziende (2.720 nuove iscrizioni, 3.811 cessazioni), frutto di saldi negativi in tutte le province: Fermo -287, Pesaro Urbino -231, Macerata – 222 (dove, a fronte di 619 nuove iscrizioni si sono avute 841 cessazioni), Ancona -182, Ascoli Piceno -169. Per quanto concerne in dettaglio Macerata ecco l’andamento dei più significativi comparti raggruppati per macrosettori: costruzioni -75, manifatturiero -64, servizi alle imprese -18, servizi alle persone -54; tra i singoli comparti spiccano i segni negativi, oltre che delle costruzioni (-75) del tessile/abbigliamento/pelli e calzature (-30), dei servizi alla ristorazione (-15), del legno (-13), dei trasporti (-9), del tessile/abbigliamento (-8).

“I dati appena presentati – dichiara il Presidente Provinciale della Confartigianato di Macerata Cav. Renzo Leonori – confermano purtroppo che sono ancora le imprese più piccole e meno strutturate quelle che faticano a ripartire, soprattutto a causa del persistere di grandi difficoltà nell’accesso al credito.

Un controsenso, questo del credito erogato al sistema produttivo: esso viene dato in crescita, ma sono soprattutto le imprese di grandi dimensioni a beneficiarne sia in termini di erogato che in termini di migliori condizioni, nonostante il fatto che oltre il 98% del nostro sistema produttivo è rappresentato da piccole imprese e nonostante il fatto che le imprese di gran lunga più solvibili sono proprio le piccole, quali sono appunto le nostre aziende artigiane!

Se si vogliono rilanciare gli investimenti nelle piccole imprese occorre invertire questa tendenza e tornare a finanziarle, anche e soprattutto attraverso i Confidi. Se poi a questo atavico problema si aggiungono i tragici eventi dovuti al terremoto, che da diversi mesi sta martoriando i nostri territori, non è difficile comprendere la situazione che il nostro sistema produttivo sta vivendo…

E proprio riguardo le conseguenze del sisma abbiamo ancora da registrarne per intero gli effetti: sicuramente molte aziende, nonostante gli aiuti promessi, non riusciranno a ripartire e determineranno purtroppo altri dati negativi.

Ma occorre, anche nella disgrazia, cercare di leggere prospettive di speranza e di ripresa: penso in particolare all’immane opera di ricostruzione del territorio per il quale il Governo ha promesso a più riprese risorse e tempi brevi: le nostre imprese, specie quelle delle costruzioni e del suo indotto (che sono l’asse portante del nostro artigianato, rappresentandone circa un terzo), dovrebbero da ciò  trarre opportunità enormi. Se il settore delle costruzioni si rimette in moto, via via tutto il sistema produttivo potrà anch’esso ripartire”.

Shares