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20 dicembre 2016 - La news ha avuto 436 visite
Consumi di Natale: la qualità degli ‘artigiani del cibo’ spinge l’export ed i consumi interni di food made in Italy
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I dolci natalizi della nostra tradizione artigiana rimangono al top delle preferenze sui mercati esteri. Nell’ultimo anno, tra panettoni, pandoro, cioccolato e prelibatezze made in Italy ne abbiamo venduti per un valore di 381,2 milioni di euro, con un aumento dell’1,5% rispetto all’anno precedente.

Lo rileva Confartigianato che ha redatto una classifica dei Paesi più ‘golosi’ di prodotti italiani: per il valore del nostro export in testa c’è la Francia, seguita da Germania e Regno Unito. Dall’inizio dell’anno, i nostri cugini d’Oltralpe hanno comprato 83,1 milioni di euro di dolci natalizi (pari al 21,8% del nostro export di questo tipo di prodotti).

In Germania ne abbiamo esportati per 73,8 milioni (19,4% del totale esportato), mentre nel Regno Unito le nostre esportazioni di pasticceria per le feste di fine anno è pari a 43,2 milioni (11,1% del totale). Ma il boom di crescita dell’export nel 2016 si registra in Spagna che ha comprato il 19% di dolci in più rispetto al 2015. Seguono la Germania con il 18,4% in più, la Polonia con il +18,3% e la Svizzera (+15,3%).

Secondo il rapporto di Confartigianato l’aumento dell’export di specialità natalizie è in linea con il record storico di vendite all’estero di prodotti alimentari made in Italy registrato tra gennaio e settembre 2016: ben 30,9 miliardi, il 3,3% in più rispetto all’anno precedente.

Nella classifica delle regioni per quanto concerne l’export alimentare le Marche fanno registrare, nei primi nove mesi dell’anno, un fatturato pari a 176 milioni di euro (+7% sull’anno precedente); la provincia di Macerata ha esportato prodotti alimentari per 36 milioni di euro con un incremento sui primi nove mesi del 2015 del 33,7%!

Le festività natalizie stimolano anche gli acquisti dei nostri connazionali: a dicembre Confartigianato stima un consumo di prodotti alimentari delle famiglie italiane pari a 14,7 miliardi, il 24,8% in più rispetto alla media degli altri 11 mesi dell’anno. Per i prodotti artigiani, il valore dei consumi a dicembre ammonta a 5,6 miliardi: le Marche contribuiscono a tale risultato con un fatturato stimato in 160 milioni di euro.

L’artigianato alimentare nella regione Marche conta 3.093 imprese e rappresenta il 3,4% di quello nazionale (90.742 imprese). La provincia di Macerata ne annovera 681 così distribuite nei vari comparti: 267 in “pasticceria, panifici e gelaterie”, 262 nei “servizi alla ristorazione”, 64 nei “pastifici”, 22 nelle “lavorazioni e conservazioni di carni”, 14 nelle “produzioni di amidi e di prodotti amidacei”, 13 nelle “lavorazioni e conservazioni di frutta, ortaggi e pesce”, 9 nell’industria “lattiero-casearia”, 9 nella produzione di “tè, caffè, cacao e derivati”, 9 nella produzione di “vini, birre ed altre bevande”, 12 tra gli “altri produttori alimentari”.  

Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato a far crescere la passione di italiani e stranieri per i nostri prodotti della buona tavola è anche il numero di specialità alimentari italiane riconosciute e tutelate dall’Unione Europea con i marchi Dop, Igp e Stg.

L’Italia è leader nell’Ue per quantità di prodotti difesi da questi marchi di qualità: ben 288, vale a dire un quinto (21,3%) del totale dei prodotti di qualità europei. La regione Marche ne ha 13 (tra i più noti la casciotta di Urbino, il ciauscolo, i maccheroncini di Campofilone, il prosciutto di Carpegna, la patata rossa di Colfiorito, l’oliva ascolana) e di questi 13 ben 8 sono prodotti anche nel territorio della provincia di Macerata.

“E’ merito degli ‘artigiani del cibo’ – sottolinea il Presidente di Confartigianato Imprese Macerata Renzo Leonori – se i nostri prodotti alimentari piacciono tanto in Italia e nel mondo. E’ sempre più apprezzata la qualità delle nostre imprese artigiane del settore alimentare, portabandiera delle tipicità, delle eccellenze enogastronomiche, del 100% made in Italy: un patrimonio economico e di tradizione culturale che va costantemente difeso e valorizzato”.

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