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30 novembre 2016 - La news ha avuto 615 visite
Terremoto: in vigore l’ordinanza per la riparazione dei danni lievi
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Il commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani ha emanato l’ordinanza che da il via alle riparazioni immediate di edifici e unità immobiliari danneggiate dal sisma. L’ordinanza, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, fissa i criteri in base ai quali vengono definiti i livelli di entità dei danni e, in conseguenza, l’accesso alle misure di riparazione. Alle diverse classificazioni di agibilità corrispondono danni più o meno gravi, in base ai quali verranno selezionati gli interventi, iniziando dai quelli che possono essere eseguiti con maggior rapidità: obiettivo primario infatti, è quello di far rientrare il prima possibile le famiglie nelle loro case e far ripartire le aziende.

La Protezione Civile fa sapere che è necessario procedere ad una valutazione urgente dell’agibilità post sismica degli edifici privati dei Comuni compresi nel cratere, mediante la procedura FAST (rilevamento sui Fabbricati per l’Agibilità Sintetica post – Terremoto) che è prioritariamente finalizzata ad selezionare gli edifici agibili rispetto a quelli non utilizzabili immediatamente per una compromissione delle condizioni di sicurezza del fabbricato o per condizioni di rischio esterno.

Questa nuova procedura non potrà però essere utilizzata per monitorare gli edifici già controllati con la scheda Aedes. La Protezione Civile ha anche precisato che la nuova procedura velocizzata non andrà a sostituire la scheda Aedes.

Dato che gli interventi agli edifici dichiarati temporaneamente inagibili, sono particolarmente urgenti, si è stabilito che le disposizioni verranno applicate nei Comuni inseriti in un primo elenco del decreto-legge n. 189 del 17 ottobre e in quelli dell’elenco aggiuntivo (dopo i terremoti del 24 e 30 ottobre), limitatamente agli immobili adibiti ad uso abitativo o ad attività produttiva che risultano non utilizzabili e che hanno ricevuto l’ordinanza di inagibilità (danni lievi attestati dalle schede AeDES).

Per questi immobili i soggetti legittimati possono avviare immediatamente gli interventi di riparazione secondo le modalità e le procedure stabilite con l’ordinanza, e richiedere quindi i contributi previsti.

I lavori che verranno ammessi al contributo dovranno essere ultimati entro sei mesi dalla concessione del contributo, pena la decadenza dallo stesso, o al massimo essere prorogati per non più di 2 mesi (previa autorizzazione del Comune).

Le valutazioni saranno gestite dal Sindaco e dal Centro Operativo del Comune, che segnalerà ai cittadini le date dei sopralluoghi. Quindi, i Comuni consegneranno alle squadre di tecnici l’elenco degli edifici da verificare e questi restituiranno le schede compilate con gli esisti delle valutazioni. Un’altra copia delle schede andrà ai Centri Operativi sovracomunali che redigeranno una lista riepilogativa da inviare quotidianamente alla Dicomac e ai Sindaci.

 

Per maggiori approfondimenti consultare la scheda informativa della Protezione Civile –> http://www.protezionecivile.gov.it/resources/cms/documents/Procedura_FAST_corretto.pdf

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