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17 maggio 2016 - La news ha avuto 464 visite
Verso un nuovo modello contrattuale. Il report di Confartigianato sui numeri chiave del lavoro nell’artigianato a livello territoriale

Le tre Confederazioni artigiane e le rappresentanze sindacali di Cgil, Cisl e Uil hanno dato il via al confronto sulla riforma del modello contrattuale dell’artigianato. L’evoluzione della contrattazione ha l’obiettivo di sostenere le potenzialità di un sistema d’imprese maggioritario nel Paese ed espressione dell’autentico “made in Italy” in una prospettiva di riduzione del numero dei contratti nell’artigianato che interessano oltre 1.300.000 lavoratori. Anche per favorire questo percorso Confartigianato ha realizzato uno studio in cui si esamina la distribuzione, su base territoriale, di imprese con dipendenti e dei dipendenti dell’artigianato: eccone gli aspetti più significativi.

A livello nazionale il 41,1% delle imprese con dipendenti appartiene all’artigianato di produzione (che ha il 53,7% dei dipendenti totali); segue l’artigianato di servizio con il 34,4% (il 27,7% dei dipendenti totali), l’edilizia con il 19,8% (il 13,8% dei dipendenti) ed infine i trasporti (4,7% delle imprese artigiane, con il 4,8% dei dipendenti). Riguardo all’identikit dei dipendenti rileviamo che per quanto concerne il genere gli uomini sono i due terzi del totale (67,6%); per età quasi la metà (49,3%) ha tra i 35 ed i 54 anni ed il 28% di essi ha meno di 30 anni; per qualifica il 79,5% sono operai, il 10,9% sono impiegati ed il 9,5% sono apprendisti (a livello di genere si contano più operai tra gli uomini che tra le donne, 86,25 contro 65,4%, mentre vi sono più impiegati tra le donne che tra gli uomini, 24,6% contro 4,4%); il carattere di occupazione più utilizzato è il tempo indeterminato (85,9%) mentre per regime orario si rileva una quota di dipendenti a tempo pieno pari al 47,1% per le donne mentre gli uomini mostrano una quota quasi doppia (84,0%).

A livello regionale le Marche hanno il 47,1% delle imprese nell’artigianato di produzione (3° posto nella graduatoria per regioni), il 32,3% nell’artigianato di servizio, il 16,3% nell’edilizia ed il 4,3% nei trasporti). I relativi dipendenti sono distribuiti per il 63,7% (è la più alta percentuale a livello nazionale) nell’artigianato di produzione, per il 23,3% nell’artigianato di servizio, per il 9,6% nell’edilizia e per il 3,5% nei trasporti. Circa l’identikit del dipendente rileviamo che il 39,8% è costituito da donne (la più alta percentuale nazionale); per età il 49,4% è nella fascia 35/54 anni e solo il 25,6% è under 30 (solo il Friuli ha un dato peggiore); per qualifica il 78,4% sono operai, il 10,8% impiegati ed il 10,7% apprendisti (le donne operaie, con il 35,9% occupano il 1° posto della graduatoria nazionale); per carattere di occupazione e regime orario rileviamo che ha il tempo indeterminato l’85% dei dipendenti mentre il tempo pieno riguarda il 73,5% di essi (le donne, con il 29,5%, fanno registrare la migliore performance nella graduatoria per regioni.

Per quanto riguarda la provincia di Macerata dall’esame dei dati presenti nello studio si rileva che per quanto concerne le imprese artigiane registrate (10.946) i comparti più rappresentati sono quelli dell’edilizia (3.906 imprese), dei servizi alle persone (1.088), delle pelli/calzature (916), dei trasporti e della riparazione auto/moto (entrambe con 554 imprese). Una graduatoria delle imprese con dipendenti (totale 4.227 imprese) vede ai primi posti l’edilizia (1.013), le pelli/calzature (514), la riparazione auto/moto (254), l’alimentare (234) e la ristorazione (221). Per ciò che concerne il numero degli addetti (29.557 in totale) essi sono maggiormente concentrati nell’edilizia (6.542), nelle pelli/calzature (4.172), nei servizi alla persona (2.057), nella riparazione auto/moto (1.593), nella lavorazione dei metalli (1.592), nell’alimentare (1.410), nei trasporti (1.124). Riguardo al numero dei dipendenti (15.105 in totale) essi sono distribuiti, in prevalenza, nei comparti pelle/calzature (2.947), nell’edilizia (2.271), nella lavorazione dei metalli (1.042), nell’alimentare (735), nelle produzioni in gomma/plastica (731), nei servizi alla persona (721): circa il loro identikit il 48,6% è compreso nella fascia 35/54 anni, gli under 30 sono il 26,9%, le donne sono il 39,6% (8° posto nella graduatoria per province); gli operai sono il 79,9% (le donne ne rappresentano più di un terzo – 36,7%, 4° posto nazionale), gli impiegati il 9,0% e gli apprendisti l’11,1%; il 76,3% degli stessi sono a tempo indeterminato (le donne a tempo pieno sono il 30,7% – 6° posto a livello nazionale); hanno contratti a tempo indeterminato l’86,1% (39° posto nazionale).

Ultimo dato interessante da rilevare riguarda la dinamica dei dipendenti dell’artigianato: nell’ultimo biennio si sono perse 580 unità pari al – 3,8%, dato quest’ultimo che corrisponde al 22° posto della graduatoria per province guidata da Sondrio che fa registrare un incremento occupazionale del 2,0% (la media nazionale si attesta al -5,0%).

UFFICIO STAMPA CONFARTIGIANATO IMPRESE MACERATA

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