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21 dicembre 2015 - La news ha avuto 173 visite
Pane al carbone vegetale: l'utilizzo nella produzione panaria

A seguito di varie segnalazioni giunte da alcune associazioni territoriali sulla messa in commercio di prodotti panari contenenti carbone vegetale per rispondere a nuove tendenze di consumo, abbiamo ritenuto opportuno svolgere degli approfondimenti tecnico-giuridici in materia al fine di dare significative indicazioni alla categoria circa la legittimità giuridica della utilizzazione dell’ingrediente carbone vegetale nella produzione sopra richiamata.

Il carbone vegetale essendo sostanza organica naturale e non rilasciando pertanto sostanze di natura tossicologica è stato ritenuto sicuro dal Ministero della Salute  che lo ha ammesso, dietro apposita notifica, in una gamma di integratori alimentari.

La normativa europea sugli additivi, aromi ed enzimi, ovvero il Reg. UE  1333/2008  ed il Reg. UE 1129/2011, che ritiene il carbone vegetale come colorante E 153, ne disciplina l’utilizzo ammettendolo soltanto in alcuni prodotti alimentari, con le dovute limitazioni. 

Riguardo ai prodotti da forno la normativa prevede che in tutti i vari tipi di pane sia per forma (panino, pagnotta, rosetta, michetta, filone etc.) che per varietà di ingredienti aggiunti (pane all’olio, pane al latte, pane al sesamo etc.) non può essere utilizzato il carbone vegetale.

Mentre per tutti gli altri prodotti appellati dalla normativa come “prodotti da forno fini”, categoria nella quale sono da ricomprendersi quelli considerati come sostitutivi della funzione del pane ovvero ad es. grissini, crackers, taralli, friselle etc.  l’utilizzo del carbone vegetale è ammesso, a condizione però che vi sia una necessità tecnologica del loro impiego e con utilizzo proporzionato al raggiungimento della finalità di colorante naturale, il c. d. quantum satis ( quanto basta) previsto dalla norma.

Info
Fabio Meriggi
0733/366228
f.meriggi@macerata.confartigianato.it 

 

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