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14 ottobre 2015 - La news ha avuto 117 visite
Rifiuti: la nuova classificazione

Il 1° giugno scorso è entrato in vigore un regolamento europeo che prevede l’obbligo da parte di tutti i produttori di rifiuti di procedere a una nuova classificazione/caratterizzazione dei rifiuti prodotti.Per legge è il produttore del rifiuto ad attribuire il corretto codice del rifiuto prima che lo stesso sia allontanato dal luogo di produzione.

Le novità più importanti di questa normativa sono:

– le caratteristiche di pericolo prevedono adesso la classificazione secondo le nuove sigle HP in sostituzione delle vecchie sigle H (ATTENZIONE! per alcune sigle H non esiste l’analoga sigla HP, in particolare spariscono le sigle H3A e H3B e sono individuati nuovi criteri per attribuire le caratteristiche di pericolo);

– se il rifiuto è classificato oggi con il cosiddetto codice specchio (quelli che hanno sempre una voce speculare del tipo “.. diversi di quelli da cui alla voce..”) per determinare se il rifiuto è pericoloso, oppure non pericoloso, si devono analizzare i processi che lo ha originato, esaminare le schede di sicurezza delle sostanze che potrebbero essere contenute nel rifiuto, valutare i risultati di eventuali campionamenti e analis e fare eventualmente nuove analisi per procedere alla nuova caratterizzazione;

– se il rifiuto è in deposito temporaneo in attesa di smaltimento e classificato con le vecchie procedure si deve verificare immediatamente se è necessario procedere a nuova classificazione, con particolare riguardo alla pericolosità del rifiuto

Una eventuale nuova classificazione del rifiuto ha due conseguenze immediate. La prima riguarda evidentemente le annotazioni da riportare sul registro di carico e scarico dei rifiuti e sui formulari, la seconda riguarda invece nuovi obblighi per l’azienda da cui adesso poteva essere esclusa: SISTRI, MUD, iscrizione all’Albo Gestori Ambientali.

Al riguardo è necessario valutare con cura le autorizzazioni dei soggetti cui si conferiscono i rifiuti, trasportatori, impianti di gestione/trattamento, ma soprattutto l’adeguatezza del deposito temporaneo, cioè l’area nella quale si depositano i rifiuti prima del trasporto. Il passaggio alla nuova normativa non è stato al momento semplice, né per i produttori dei rifiuti né per tutti gli altri soggetti della filiera dello smaltimento/recupero. Le modalità per procedere allo smaltimento possono differire da trasportatore a trasportatore, alcuni vogliono solo le analisi, altri la scheda di caratterizzazione dei rifiuti. La diversità di gestione dipende soprattutto dalla natura del rifiuto.

 

Il nostro servizio Ambiente è a disposizione per aiutare i produttori dei rifiuti nella nuova classificazione.

In allegato un utilissimo promemoria sulla tenuta dei registri di carico e scarico dei rifiuti. 

Info
Federico Mosca
tel. 0733.366612

f.mosca @macerata.confartigianato.it

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