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7 ottobre 2015 - La news ha avuto 181 visite
FISCO - Rilevazione di Confartigianato: Le tasse locali costano 70,5 miliardi: +29,5% in tre anni

Tasse locali sempre più pesanti: tra Imu, Tasi, Irap, Addizionale regionale ed Addizionale comunale Irpef, nel 2014 gli italiani hanno sborsato ben 70,5 miliardi, il 29,5% in più rispetto ai 54,5 miliardi versati nel 2011.

I più tartassati sono i piccoli imprenditori, soprattutto a causa dell’aumento della pressione fiscale sugli immobili produttivi. Nel 2014, per i 5 tributi sopra descritti, una piccola impresa ha versato nelle casse delle Amministrazioni locali in media 10.248 euro, una somma che però lievita fino a 11.164 euro per effetto dell’indeducibilità dell’Imu dalla base imponibile Irap.

In vista della ormai prossima presentazione della Legge di Stabilità, la quale dovrebbe intervenire anche sulle tasse locali, l’Ufficio Studi di Confartigianato, su dati di ITWorking e del Mef-Dipartimento delle Finanze, ha calcolato l’impatto di dette imposte sulle imprese.

La situazione messa a nudo da Confartigianato impone scelte mirate ed immediate. Come in altre analoghe rilevazioni, esistono variazioni anche notevoli in rapporto ai singoli territori.

In ambito regionale le piccole imprese delle Marche hanno subito, nel 2014, un prelievo fiscale locale medio (relativamente ai 5 tributi esaminati) pari ad € 10.464: un risultato che posiziona la regione Marche al 7° posto della graduatoria nazionale (al 1° posto c’è, con € 11.572, la Campania). Se aggiungiamo poi la cosiddetta ‘tassa sulla tassa’, la cui entità per la nostra regione è stata pari ad euro 941 (solo in 4 regioni vi è stato un impatto più alto!),  registriamo un totale medio pari ad euro 11.405 corrispondente ad una media di e 2.281 per addetto (+2,1% sull’analogo valore medio nazionale).

La forbice dei tributi si apre anche tra le province: soffermiamo le nostre rilevazioni alle nostre 5 province, Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Pesaro e Urbino, Macerata. Il prelievo complessivo più alto si registra ad Ascoli Piceno (€ 11.551, sommatoria tra il prelievo dovuto ai 5 tributi pari ad euro 10.618 e la ‘tassa sulla tassa’ pari ad € 933) che si posiziona al 29° posto della graduatoria nazionale guidata da Napoli con euro 12.613; al 30° posto troviamo Macerata con un valore complessivo di € 11.544 (10.565 + 979) che corrisponde ad un prelievo per addetto pari ad euro 2.309, il 3,4% in più della media nazionale; in graduatoria seguono poi Fermo (31° posto, con un prelievo complessivo medio per azienda pari ad € 11.498), Pesaro e Urbino (33° posto, prelievo pari ad euro 11.440) ed Ancona (46° posto, con un prelievo complessivo pari ad euro 11.204).

<< Ridurre la pressione fiscale – sottolinea il Presidente Provinciale di Confartigianato Imprese Macerata Renzo Leonori – è la priorità per i piccoli imprenditori. Tra tasse locali e prelievo dello Stato centrale paghiamo troppo ed in modo troppo complicato. Non è certo questa la strada migliore per aiutare la ripresa! Confartigianato continua a chiedere una riforma che riduca la pressione fiscale che grava sulle piccole imprese, quelle cioè che meno beneficiano della riduzione dell’Irap. Va ridotta la tassazione sugli immobili produttivi (capannoni, laboratori, macchinari, attrezzature) che non possono esser considerati alla stregua delle seconde case, e va abolito il groviglio Imu/Tasi/Tari che, come nel gioco delle tre carte, vede sempre vincente il banco! Dal Governo ci attendiamo che realizzi quanto promesso: attuare nella legge di Bilancio i decreti della delega fiscale rimasti in sospeso. In particolare ci attendiamo interventi concernenti la determinazione dei redditi delle imprese in contabilità semplificata secondo il criterio di cassa e non di competenza; ci aspettiamo che finalmente le tasse si paghino sulle fatture incassate e non su quelle emesse come invece succede oggi; ci aspettiamo poi l’introduzione dell’IRI, la nuova imposta sul reddito d’impresa che consentirebbe anche alle piccole imprese di avere un’aliquota come quella Ires al 27,5% e non quella progressiva Irpef; ci attendiamo, infine, la definizione del nuovo regime forfetario >>.

UFFICIO STAMPA CONFARTIGIANATO IMPRESE MACERATA

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