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3 luglio 2015 - La news ha avuto 56 visite
Confartigianato: nelle Marche oltre 100 milioni di euro di export a rischio come conseguenza della crisi greca

Oltre 100 milioni di export marchigiano verso la Grecia: il rischio default e dell’uscita della Grecia dall’euro preoccupa fortemente le imprese marchigiane  che intrattengono rapporti commerciali con lo stato ellenico. Secondo una analisi di Confartigianato Imprese  su dati Istat,  nel corso del 2014 le Marche hanno esportato in Grecia prodotti per il valore di 114,1 milioni di euro; nello stesso periodo le importazioni sono state pari a 106,3 milioni di euro.

Nel primo trimestre 2015 il valore dell’export della nostra regione in Grecia ha superato i 30 milioni di euro (30.987.700): rispetto allo stesso trimestre del 2014 in un anno esso è incrementato del 15,2%, con una variazione assoluta pari a + 4.094.800. Esportiamo soprattutto prodotti  farmaceutici di base e preparati farmaceutici (per un valore di 6.363.800 euro), articoli in pelle – abbigliamento escluso – e simili (per 4.472.100 euro), apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (3.125.500 euro), carta e prodotti di carta (2.620.800 euro). Nello stesso periodo, cioè tra gennaio e marzo di quest’anno, abbiamo importato dalla Grecia quasi 22 milioni di euro in merci (21.938.600 euro), 476.000 in più rispetto all’anno scorso (+2,2%): i principali prodotti che dallo stato ellenico arrivano nelle Marche sono coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio (12.856.700 euro), prodotti della metallurgia (6.748.400 euro), e alimentari (661.100 euro).

Confartigianato Imprese esprime quindi grande preoccupazione per gli ultimi sviluppi della crisi greca, sviluppi che potrebbero anche sfociare in una uscita della Grecia dall’Euro. 

<< Ci auguriamo che in queste ore cruciali – dichiara Renzo Leonori, Presidente di Confartigianato Imprese Macerata – venga messo in campo, da parte del governo greco e delle autorità europee ed internazionali, ogni ragionevole tentativo per evitare quello che si profila come un fallimento della politica economica europea, che rischia di compromettere seriamente la solidità e la credibilità della moneta unica. Il default greco produrrebbe effetti pesanti non solo sulla finanza di tutti i Paesi dell’Eurogruppo, in particolare su quelli più deboli e con maggiori esposizioni creditizie verso la Grecia come è l’Italia, ma anche sulle loro economie, minando le aspettative e i livelli di consumo e di investimento ed indebolendo la flebile ripresa in corso. Effetti che, soprattutto sulla nostra economia regionale e provinciale, rischiano di farsi sentire in maniera particolarmente importante visto che il nostro export è già marcatamente penalizzato dalle ritorsioni della Russia verso le sanzioni UE conseguenti alla crisi ucraina >>.

UFFICIO STAMPA CONFARTIGIANATO IMPRESE MACERATA

 

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