Categorie: Giovani Imprenditori, Lavoro, news,

8 giugno 2015 - La news ha avuto 130 visite
L’imprenditoria giovanile e la crisi. Tra gennaio e marzo 2015 il saldo di imprese "under 35" raggiunge quota + 16.006

L’aria di ripresa sembra sostenere la voglia di impresa dei giovani. Delle oltre 115 mila imprese nate tra gennaio e marzo 2015, più di 35.000 (il 31%) hanno alla guida uno o più giovani con meno di 35 anni di età (a fini statistici sono considerate imprese giovanili le imprese individuali il cui titolare abbia meno di 35 anni, ovvero le società di persone in cui oltre il 50% dei soci abbia meno di 35 anni, oppure le società di capitali in cui la media dell’età dei soci e degli amministratori sia inferiore allo stesso limite d’età). Pur rappresentando (573.905 imprese) il 9,5% di tutte le imprese oggi iscritte alle anagrafi camerali, quelle guidate da giovani con meno di 35 anni contribuiscono per oltre il triplo di questo valore (come detto, per il 31%) all’afflusso di nuove forze imprenditoriali nel tessuto economico del paese.

Quasi 2 aziende su 3 avviate da un under 35 hanno puntato subito su internet, il 45% è già pronto a vendere online. I settori che attirano di più i giovani imprenditori sono quelli del commercio (dove opera circa il 20% delle neo imprese “under 35”), delle costruzioni (9,5%) e dei servizi di ristorazione (5,1%). Se il riferimento è invece l’incidenza percentuale delle imprese giovani sul totale delle iscritte nel trimestre in oggetto rileviamo che ai primi posti vi sono i settori relativi alle attività ausiliarie dei servizi finanziari (48,30%), ai servizi alla persona (43,90%), al commercio al dettaglio 839,60%), alle attività di ristorazione (38,40%) ed ai lavori di costruzione (34,80%).

Nella grande maggioranza dei casi (il 76%) si tratta di imprese individuali, la forma più semplice – ma anche più fragile – per operare sul mercato; il 17% ha scelto invece la forma della società di capitale, più idonea a sostenere progetti di sviluppo anche ambiziosi.

Un contributo rilevante a sostenere questo turnover è venuto dagli imprenditori immigrati nel nostro paese. Delle 35.442 nuove iniziative imprenditoriali giovanili del trimestre, infatti, ben 7.773 (in pratica una su cinque) ha alla guida una persona nata al di fuori dei confini nazionali. La maggior concentrazione settoriale delle nuove imprese “under 35” con passaporto straniero si registra in due grandi settori accomunati da una bassa difficoltà d’ingresso: il commercio (2.289 nuove attività, pari al 29,55 di tutte le nuove imprese giovanili di immigrati) e l’edilizia (1.404 nuove attività, pari al 18,1% del totale riferito agli immigrati).

Sempre nel trimestre il dato relativo alle Marche ci dice che, in valore assoluto, le imprese “under 35” di nuova iscrizione sono state 820 mentre quelle cessate 521, con un saldo attivo pari a + 299. La quota percentuale di iscrizione relativa ad  imprese costituite da giovani sul totale nuove imprese è pari nelle Marche al 27,3%, molto al di sotto della media nazionale (31%).

Uno sguardo ora sulla distribuzione di imprese under 35 nel Paese. In Italia esse ammontano a 573.905, con un’incidenza del 9,55 sul totale imprese.

Su base provinciale Macerata è al 50° posto della graduatoria per incidenza giovani imprese sul totale (9,1%), cui corrispondono in valore assoluto 3.512 imprese under. Le altre province marchigiane sono più dietro: Ancona è al 71° posto (8,4%, valore assoluto 3.890), Ascoli Piceno al 78° (8,1%, valore assoluto 1.974 imprese), Fermo al 79° 88,1%, 1.761 imprese) e Pesaro all’88° (7,4%, con 3.050 imprese under 35).

<< I nostri giovani – afferma Renzo Leonori, Presidente Provinciale di Confartigianato Imprese Macerata – continuano a trovare molti ostacoli per inserirsi nel mondo del lavoro ed è un ottimo segnale quello che molti di loro scelgono di farlo attraverso l’impresa. Spesso, come mostrano i dati sopra esposti, sono giovani che hanno deciso di puntare su un’idea innovativa e sulle proprie competenze per realizzarla, anche sfruttando le nuove tecnologie della rete. Per sostenere questi neoimprenditori dobbiamo dare loro un paese più moderno, più digitalizzato, più meritocratico; affinchè ciò avvenga occorre che le riforme che si stanno disegnando vadano celermente a buon fine, non ultima quella della pubblica amministrazione che deve diventare realmente ‘amica delle imprese’: il loro successo sarà il successo del paese >>.

UFFICIO STAMPA CONFARTIGIANATO IMPRESE MACERATA

 

Shares