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29 maggio 2015 - La news ha avuto 131 visite
Mattone su mattone e tassa sulle tasse: il prelievo immobiliare

Alla crescita della pressione fiscale nell’arco dell’ultimo decennio ha senza dubbio contribuito l’escalation della tassazione immobiliare. Interessanti o, per meglio dire, preoccupanti sono i dati che si evincono da uno studio dettagliato di Confartigianato Imprese. L’analisi del consuntivo delle entrate tributarie nel 2014 (fonte MEF 2015) indica che il prelievo di IMU e TASI  sugli immobili ha toccato quota 24.960 milioni di euro, registrando un aumento di 15.112 milioni, pari al 153,5% rispetto ai 9.848 milioni prelevati nel 2011. Il labirinto che in cinque anni ha portato dall’ICI all’IMU ed alla TASI ha determinato un incremento di prelievo di 616 euro per famiglia in tre anni, importo pressochè equivalente alla spesa media annua delle famiglie italiane per alberghi, pensioni e viaggi organizzati (641 euro).

Il confronto internazionale (dati Ocse) indica che il prelievo ricorrente sulla proprietà immobiliare nel 2012 in Italia è l’1,5% del PIL, superiore di 0,4 punti alla media OCSE(1,1%) e superiore di quasi un punto (0,9) rispetto allo 0,6% del 2011.

Il forte aumento della tassazione immobiliare ha contribuito a deprezzare il valore delle abitazioni: tra il 2011 ed il 2014 i prezzi delle case sono scesi del 15,6%; dopo l’introduzione dell’IMU il valore della ricchezza immobiliare delle famiglie, dal 2011 al 2013, è sceso di 540 miliardi (-9,9%).

Il fisco italiano considera i capannoni e gli immobili produttivi alla stregua delle seconde case con un’aliquota media applicata dai Comuni nel 2012 pari a circa il 9,5 per mille: a tal riguardo va considerato che nell’arco di tempo in cui è esplosa la tassazione sugli immobili produttivi (2011-2014) il fatturato del settore manifatturiero in Italia è diminuito del 7,4%, con una perdita di 67,8 miliardi di euro di ricavi. L’introduzione della TASI ha poi determinato un impatto maggiore proprio sugli immobili diversi dalla prima casa: l’analisi di Confartigianato svolta sui possessori di immobili “persone fisiche” indica che il prelievo medio IMU-TASI 2014 rispetto all’IMU 2012 aumenta del 18,4% sugli altri immobili (seconde case ed immobili strumentali delle imprese), 886 euro contro 748 euro (differenza pari a 138 euro in più) mentre scende del 10,0% per le abitazioni principali, 204 euro contro 227 euro (- 23 euro).

L’analisi svolta da Confartigianato sulle modalità di applicazione dei tributi comunali sugli immobili evidenzia un aggravio del prelievo fiscale sulle imprese causata dalla “indeducibilità”, che genera l’effetto perverso di “ulteriori tasse sulle tasse”!

Nel 2013 l’IMU pagata sugli immobili strumentali è stata pari a 7.190 milioni di euro. Di questa cifra, ai fini delle imposte dirette, è possibile dedurre il 20% (1.438 milioni di euro): sui restanti 5.752 milioni di IMU indeducibile si è pagata una maggiore IRES/IRPEF e relative addizionali per 1.096 milioni. Ai fini dell’IRAP invece l’IMU è totalmente indeducibile per cui applicando sul versato IMU l’aliquota media effettiva del 4,3% si è determinato un pagamento di maggior IRAP per 307 milioni di euro. Nel complesso la “tassa sulla tassa” ammonta a 1.403 milioni di euro (1.096 + 307) di maggior prelievo IRPEF/IRES e IRAP: si viene così, in modo occulto, ad incrementare di un ulteriore 19,5% la tassazione degli immobili strumentali delle imprese.

 

UFFICIO STAMPA CONFARTIGIANATO IMPRESE MACERATA

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