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15 aprile 2015 - La news ha avuto 108 visite
RC AUTO - I carrozzieri di Confartigianato: "Altro che calo delle tariffe, si penalizzano imprese ed automobilisti"

In questi ultimi tempi abbiamo assistito a diversi interventi legislativi che, dietro il paravento delle liberalizzazioni e della libera concorrenza, hanno tentato di apportare, ed in molti casi hanno apportato, modifiche in materia di RC auto e del Codice delle assicurazioni private che nei fatti sembrano regali alle lobbyes delle assicurazioni potenziando a dismisura il loro potere contrattuale nei confronti dei cittadini/utenti, obbligati per legge a sottoscrivere comunque un contratto di assicurazione RC auto. Ed in questa direzione, purtroppo, sembra muoversi la riforma dell’Rc auto contenuta nel Disegno di Legge ‘Concorrenza’ presentato dal Governo il 20 febbraio scorso. Un percorso diametralmente opposto a quello contenuto nel disegno di legge da tempo depositato alla Camera dei Deputati, primo firmatario l’On. Sara Moretto, PD, membro della VI Commissione Finanze, condivisa da tutte le associazioni dei carrozzieri, che recepiva l’esigenza di intervenire con norme atte a difendere i diritti dei cittadini/consumatori perseguendo l’obiettivo della riduzione dei premi assicurativi senza compromettere il livello qualitativo delle riparazioni e la conseguente sicurezza della circolazione stradale.

<< Non accettiamo di essere messi fuori mercato in nome di una presunta riduzione delle tariffe Rc auto e di una finta liberalizzazione>>. E’ quanto sostiene Claudio Chiacchiera, Presidente provinciale e regionale dei carrozzieri aderenti a Confartigianato. << Contestiamo, – prosegue Chiacchiera – innanzitutto la misura che renderebbe nei fatti obbligatoria (giocando sullo ‘specchietto per le allodole’ rappresentato dalla concessione di una esigua scontistica) la ‘forma specifica’ nel risarcimento dei danni dei veicoli incidentati, vale a dire il far riparare il veicolo esclusivamente dalle officine di carrozzeria convenzionate con le assicurazioni: in questo modo oltre che danneggiare le migliaia di carrozzerie indipendenti, che non operano in convenzione con le assicurazioni, si impedisce soprattutto ai cittadini di esercitare la libera scelta di essere risarciti in denaro e di farsi poi  riparare l’auto dall’officina di fiducia. Ed ancor più paradossale è la volontà di inserire nel contratto il ‘divieto di cessione del credito’, contravvenendo alla norma sulla libera cedibilità di un credito risarcitorio (e quello di cui stiamo parlano lo è a tutto tondo, come da diverse sentenze della Cassazione), stabilito dall’articolo 1260 del Codice Civile! Questa norma penalizza fortemente l’assicurato il quale è costretto di fatto ad accettare la stima del danno fatta unilateralmente dall’assicurazione (l’opposizione dovrebbe passare attraverso un contenzioso legale) e magari provvedere di tasca sua per la differenza: singolare che in un contratto ‘obbligatorio’ venga dato insindacabilmente alle compagnie di assicurazione il potere di determinare il danno che esse stesse devono risarcire ed al contempo consegnare alle stesse il controllo del mercato della riparazione dei veicoli attraverso il meccanismo del ‘risarcimento in forma specifica’. L’assurdo è poi – conclude Chiacchiera – voler far credere che tutto ciò viene fatto ‘a tutela dell’automobilista’! Affermare che questo sarebbe l’unico modo per abbassare i costi delle polizze è voler far credere che sono ‘gli abnormi costi delle riparazioni’ a far lievitare i prezzi delle polizze: niente di più falso, visto che negli altri Paesi le polizze costano la metà ed il carrozziere viene retribuito da due a tre volte di più che in Italia! Piuttosto, ad incidere sui costi non saranno per caso gli abnormi costi dei ricambi ed un assetto del mercato assicurativo con una scarsa dinamica concorrenziale? Ed ancora, sempre ‘a favore dell’automobilista’, come si fa ad affermare che le riparazioni presso le carrozzerie convenzionate sono ‘a maggior garanzia di sicurezza’? C’è qualche ente preposto a controlli di tal genere? E’ poi veramente questo il desiderio della compagnia di assicurazione o non è piuttosto quello di spendere il meno possibile (tariffe orarie più basse, sconti sui ricambi, non pagare l’auto sostitutiva…) facendo al contempo credere che il tutto si fa per il risparmio e la sicurezza dell’utente? Gli automobilisti tutti riflettano…..>>.

 

UFFICIO STAMPA CONFARTIGIANATO IMPRESE MACERATA

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