Categorie: Export, news,

21 gennaio 2015 - La news ha avuto 72 visite
Manifatturiero ed export nelle micro e piccole imprese

Nei primi nove mesi del 2014 il valore delle esportazioni manifatturiere (il 96,0% del totale export) è risultato pari a 285,5 miliardi di euro, con una crescita di 4,6 miliardi di euro (+1,7%) sullo stesso periodo del 2013). Per aree di destinazione i mercati dell’UE a 28 rappresentano il 55% dell’export manifatturiero italiano. Confartigianato ha realizzato un approfondimento al riguardo.

Le Marche presentano un export pari a 9.212 milioni di euro (3,3% dell’export Italia): il 61,1% di esso è diretto verso la UE a 28 (6° posto della graduatoria nazionale). Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno l’export è cresciuto di 641 milioni di euro (+ 7,5%), seconda miglior performance in ambito regionale. La provincia di Macerata, con un fatturato di 1.293,6 milioni di euro, si posiziona al 54° posto tra le province che esportano verso i paesi UE (quota del 56,9%): rispetto allo stesso periodo del 2013 essa registra una crescita dell’export dell’1,9% (+ 24 milioni di euro).

Se focalizziamo l’attenzione sulle esportazioni manifatturiere dei settori a maggiore concentrazione di micro e piccole imprese relative ai primi nove mesi del 2014, vediamo che esse rappresentano il 26,7% (con un totale di 75.370 milioni di euro fatturati) del totale manifatturiero esportato dall’Italia (pari a 282.456 milioni di euro); le Marche, con il 36,7% di quota export MPI su export manifatturiero, occupano il 5° posto della graduatoria regionale, mentre Macerata, con una quota del 63,4%, si posiziona al 7° posto di quella per province (graduatoria guidata da Fermo con una quota dell’ 87,5%). Sono proprio le esportazioni dei settori a più alta concentrazione di micro e piccole imprese a far registrare una dinamica più intensa con un + 3,3% (il totale dell’export manifatturiero nazionale segna un +1,7%. I prodotti maggiormente esportati dalle micro e piccole imprese italiane sono quelli alimentari (15.762 milioni di euro), gli articoli di abbigliamento (14.205 milioni di euro), gli articoli in pelle e calzature (14.051 milioni di euro).

Circa i mercati di destinazione dell’export delle MPI essi sono, per il 54,9%, rappresentati dalla UE a 28; i Paesi che più importano “made in Italy” dalle nostre MPI sono: Francia (12,7%), Germania (11,7%), Stati Uniti (7,6%), Regno Unito  e Svizzera (6,2%), Spagna (4,0%), Russia (3,6%). Rispetto all’anno precedente le migliori performance si registrano in Spagna (+ 7,2%) e Stati Uniti (+ 6,9%); per contro, segno meno presentano in particolare Russia (- 10,4%) e Turchia (- 4,0%).

Le Marche, con un fatturato di 3.378,2 milioni di euro (quota export del 4,5%), occupano il 6° posto della graduatoria nazionale; rispetto all’anno precedente esse mostrano una flessione dell’ 1,3%, in contro tendenza con il dato nazionale (+ 3,3%): solo tre regioni hanno registrato performance peggiori. Si è pagato qui l’effetto della crisi russo-ucraina, vista la maggiore esposizione della nostra regione sul mercato russo). A livello provinciale Macerata, con 819,8 milioni di euro di export da parte delle MPI (quota dell’1,1% sul globale nazionale), si posiziona al 31° posto della graduatoria per province: il 58,6% di tale export è verso paesi dell’UE a 28; rispetto al 2013 l’export cresce di 10,2 milioni di euro, pari al +1,3% (Italia in toto +3,3%).

<< Questi dati – commenta il Presidente Provinciale di Confartigianato Imprese Macerata Renzo Leonori – confermano che le nostre micro e piccole imprese sanno conquistare i mercati esteri soprattutto con l’alta qualità del “made in Italy”. Lusinghieri sono soprattutto i dati riferibili al territorio regionale ed alla nostra provincia in particolare, anche se paghiamo pesantemente, soprattutto nell’alimentare e nel calzaturiero, le conseguenze della crisi russa.  Anche grazie alle nuove tecnologie ed al supporto fornito in questi anni da enti ed istituzioni quali Associazioni di categoria, I.C.E. e Camera di Commercio, le piccole aziende riescono oggi più facilmente a superare limiti e vincoli, diventando così sempre più imprese globali. Ma dobbiamo fare di più per preservare questo nostro modello produttivo: è necessario offrire ai piccoli imprenditori validi strumenti per aggregarsi ed implementare gli aiuti in mezzi e conoscenze da parte delle istituzioni. Solo così potremo continuare a portare nel mondo l’eccellenza della manifattura italiana >>.

 

UFFICIO STAMPA CONFARTIGIANATO IMPRESE MACERATA

 

Shares