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3 dicembre 2014 - La news ha avuto 41 visite
Manifatturiero ed export nelle micro e piccole imprese: le nostre micro e piccole imprese sanno conquistare i mercati esteri soprattutto con l’alta qualità del "made in Italy"

Manifatturiero ed export nelle micro e piccole imprese: le nostre micro e piccole imprese sanno conquistare i mercati esteri soprattutto con l’alta qualità del "made in Italy"

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Per sostenere la crescita è evidente il traino dell’export: dal 2010 ad oggi il contributo delle esportazioni alla variazione del Pil, anche se in modo decrescente, è stato sempre positivo e, secondo le ultime previsioni della Commissione Europea, per l’anno in corso e per il 2015 e 2016 le esportazioni saranno la componente che contribuirà maggiormente alla crescita del Pil.

L’influenza della dinamica delle esportazioni sui processi di crescita è pertanto decisiva per l’Italia, secondo Paese manifatturiero europeo dietro alla Germania. Ecco alcuni approfondimenti al riguardo derivanti da elaborazioni dell’Ufficio Studi di Confartigianato su dati, Istat, Eurostat e Commissione Europea.

Prendendo in considerazione le 272 regioni con popolazione superiore ad 1,5 milioni appartenenti ai 28 Paesi dell’Unione Europea, si osserva che tra le prime 20 regioni per incidenza degli occupati nel manifatturiero sul totale degli occupati si collocano quattro regioni italiane: al 9° posto – e prima tra le regioni italiane – le Marche, con una quota del 29,9%; seguono poi il Veneto (12° posto, con il 27,7%), l’Emilia-Romagna e la Lombardia (entrambe al 16° posto con il 26,2%).

Se focalizziamo l’attenzione sulle esportazioni manifatturiere dei settori a maggiore concentrazione di micro e piccole imprese relative al I° semestre 2014 vediamo che esse rappresentano il 26,1% (con un totale di 49.330 milioni di euro fatturato) del totale manifatturiero esportato dall’Italia (189.043 milioni di euro); va inoltre rimarcato che, rispetto al I° semestre 2013, sono proprio le esportazioni dei settori a più alta concentrazione di micro e piccole imprese a far registrare una dinamica più intensa: + 3,7%, mentre il totale dell’export manifatturiero nazionale fa registrare un + 1,6%. I prodotti maggiormente esportati dalle MPI (micro e piccole imprese) italiane sono quelli alimentari (10.291 milioni di euro), quelli in metallo (9.236 milioni di euro), gli articoli in pelle e calzature (9.167 milioni di euro), gli articoli di abbigliamento (8.640 milioni di euro), i mobili (4.194 milioni di euro).

Osservando le esportazioni cumulate al I° semestre 2014, a livello regionale si rileva che le Marche con un fatturato pari a 2.138,2 milioni di euro occupano il 6° posto della graduatoria nazionale; rispetto al I° semestre 2013 la nostra regione mostra una flessione dello 0,8%, in contro tendenza con il dato nazionale (+ 3,7%): solo sei regioni hanno registrato performance peggiori. Osservando infine il dettaglio provinciale Macerata, con 505,3 milioni di euro di export da parte delle MPI, si posiziona al 34° posto della graduatoria per province; tra le province marchigiane un risultato migliore lo ottiene quella di Fermo che si posiziona al 30° posto della graduatoria con un fatturato di 537,3 milioni di euro (Ancona è al 34° posto con 423,2 milioni di euro, Pesaro-Urbino al 41° posto con 410,2 milioni di euro ed Ascoli Piceno al 48° con 262,2 milioni di euro). Rispetto al I° semestre 2013 dinamica positiva per Ancona (+ 8,0%, 31° posto su scala nazionale) e per Macerata (+ 3,1%, 47° posto); segno meno per Ascoli (- 2,9%, 84° posto), Fermo (- 4,1%, 86° posto) e Pesaro (- 7,7%, 93° posto).

Questi dati – commenta il Presidente Provinciale di Confartigianato Imprese Macerata Renzo Leonori – confermano che le nostre micro e piccole imprese sanno conquistare i mercati esteri soprattutto con l’alta qualità del “made in Italy”. Lusinghieri sono soprattutto i dati riferibili al territorio regionale ed alla nostra provincia in particolare.  Anche grazie alle nuove tecnologie abilitanti, oltre che al supporto sempre maggiore di enti ed istituzioni quali Associazioni di categoria, I.C.E., Camera di Commercio, le piccole aziende riescono oggi più facilmente a superare limiti e vincoli, diventando così sempre più imprese globali. Ma dobbiamo fare di più per preservare e valorizzare questo nostro modello produttivo: occorre offrire ai piccoli imprenditori gli strumenti per aggregarsi e fare massa critica affinchè essi possano continuare a portare nel mondo l’eccellenza della manifattura italiana.

 

 

UFFICIO   STAMPA  CONFARTIGIANATO  IMPRESE  MACERATA

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