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29 ottobre 2014 - La news ha avuto 43 visite
Tasse, Previdenza, Burocrazia: per le imprese un conto da 249 miliardi l’anno

Tra tasse, contributi previdenziali e burocrazia le imprese italiane sopportano un costo annuo di 248,8 miliardi di euro. Un peso eccessivo che, in linea di massima, non ha eguali nel resto d’Europa.

<< In nessun altro Paese d’Europa – afferma il Presidente provinciale di Confartigianato Imprese Macerata Cav. Renzo Leonori – viene richiesto al mondo produttivo un simile sforzo fiscale! E, seppur possa sembrare paradossale, nonostante nel nostro Paese la giustizia civile sia lentissima, il credito venga concesso con il contagocce, la burocrazia abbia raggiunto livelli ormai insopportabili, la pubblica amministrazione rimanga la peggiore pagatrice d’Europa ed il sistema logistico-infrastrutturale registri, soprattutto sul nostro territorio, dei ritardi spaventosi, la fedeltà fiscale delle nostre imprese, soprattutto delle nostre piccole e micro imprese, resta massima >>.

Secondo l’Ufficio studi della Cgia di Mestre, che ha stimato il contributo fiscale ed i costi burocratici che le nostre imprese si fanno carico ogni anno, le aziende italiane contribuiscono al gettito fiscale nazionale per oltre 110 miliardi di euro: seppur calcolata per difetto, ci troviamo di fronte ad una cifra spaventosa. La stima è stata determinata secondo le metodologie utilizzate da Eurostat: in questo importo, però, mancano alcune tasse “minori”, come il prelievo comunale sugli immobili strumentali ed altri “piccoli” tributi locali (una voce che complessivamente ammonta ad almeno 12,5 miliardi di euro!). Vanno poi aggiunti i contributi a carico delle imprese versati per la copertura previdenziale dei propri dipendenti, una cifra stimabile per difetto in circa 95 miliardi di euro. Possiamo quindi affermare che, sulla base di questi dati (anno 2012), complessivamente le imprese italiane subiscono un peso tributario e contributivo pari a 217,8 miliardi di euro.

<< Se allo sforzo fiscale sopra documentato – conclude il Presidente Leonori – aggiungiamo infine i circa 31 miliardi di euro che, secondo la Presidenza del Consiglio dei Ministri, sono i costi amministrativi che le Pmi italiane patiscono ogni anno per districarsi tra timbri, certificati, formulari, bolli, moduli e pratiche varie, ecco che l’ammontare complessivo del carico fiscale e burocratico sale effettivamente a 248,8 miliardi di euro, una cifra che solo a pensarci fa tremare i polsi. Non credo che oneri così elevati cui corrispondono servizi spesso scarsamente efficienti, soprattutto in un periodo in cui l’impresa continua a pagar dazio ad una crisi che non da segni certi e tangibili di ripresa, siano ancora per lungo tempo sostenibili dai nostri imprenditori >>.

 

UFFICIO STAMPA CONFARTIGIANATO IMPRESE MACERATA

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