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22 ottobre 2014 - La news ha avuto 178 visite
Pensionati e Spesa Pensionistica

Pensionati e Spesa Pensionistica

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Nel corso del Festival della Persona 2014 svoltosi il 2 e 3 ottobre a Verona l’Ufficio Studi di Confartigianato ha presentato un approfondito report sulla spesa pubblica per welfare. Analizziamo di seguito alcuni dati riferiti ai “pensionati ed alla spesa pensionistica”.

Nel 2014 l’intera spesa pensionistica nazionale si attesterà a 260.480 milioni di euro rappresentando il 35,8% della nostra spesa pubblica primaria.  Chiaramente la crescita della quota di popolazione anziana ha contribuito alla salita della spesa pensionistica (+ 54.068 milioni nell’ultimo decennio, al ritmo di 10.287 euro al minuto), ma all’interno della spesa stessa si notano alcuni evidenti squilibri nella dinamica dei costi per categoria di beneficiari: il sistema pensionistico attuale registra una maggiore crescita delle pensioni di maggior importo. Nel dettaglio, a fronte di un importo medio di pensione di 1.359 euro/mese, solo il 4,2% dei pensionati (703.417) beneficia di un assegno superiore a 3.000 euro al mese, rappresentando il 14,7% della spesa ed oltre un terzo (il 38,2%) dell’incremento di spesa per pensioni nel corso del 2012. In particolare l’importo lordo annuo totale pagato in pensioni tra il 2011 ed il 2012 è aumentato di 4.724 milioni di euro (+ 1,8%): mentre per la classe di importo inferiore ai 3.000 euro si registra una maggior spesa di 2.922 milioni di euro, che in termini relativi significa solo l’1,3% in più (in valore assoluto il numero di tali pensioni ammonta a 15.890.823), la spesa per le pensioni di importo maggiore registra una salita del 4,7% con una maggiore spesa di 1.802 milioni di euro.

Vediamo ora brevemente i dati relativi ai pensionati ed alla spesa per pensioni sul territorio.

Premesso che a fine 2012 sono 16.593.892 i beneficiari di una o più pensioni erogate dal nostro sistema previdenziale (nel dettaglio il numero delle pensioni è di 23.577.983 per un importo medio annuo di 16.314 euro per ogni pensionato), vediamo che i pensionati residenti in Italia rappresentano oltre un quarto della popolazione (27,0%) ed il 70,4% degli occupati; inoltre, le pensioni da essi percepite determinano erogazioni per 270,7 miliardi di euro, pari al 19,3% del valore aggiunto nazionale.

A livello regionale le Marche presentano un numero di pensionati pari a 459.902: il rapporto tra pensionati e popolazione è il 5° a livello nazionale con il 29,8%; l’incidenza dei pensionati sugli occupati si attesta al 71,2%, l’importo annuo pagato in pensioni è pari a 7.213 milioni di euro, mentre l’incidenza della spesa pensionistica regionale sul valore aggiunto registra la cifra del  20,1%. Un rapido sguardo a livello provinciale: Macerata conta 96.892 pensionati, l’incidenza di essi sulla popolazione è pari al 30,2% (26° posto della graduatoria per province) mentre l’incidenza dei pensionati sugli occupati si attesta al 73,6% (56° posto su scala per province); l’importo annuo pagato in pensioni fa segnare 1.465 milioni di euro, con un’incidenza della spesa pensionistica sul valore aggiunto provinciale pari a 20,8% (62° posto).

Concludiamo questa panoramica dando uno sguardo alle pensioni nell’artigianato.

In Italia il numero delle pensioni artigiane si attesta (dato Inps gennaio 2014) a quota 1.637.860 per una spesa pari a 18,3 miliardi di euro. A livello nazionale l’incidenza percentuale dell’importo delle pensioni “artigianato” su totale pensioni è pari al 6,6%. A livello regionale nelle Marche (71.866 il numero delle pensioni artigiane per un importo totale di 788 milioni di euro) si registra la maggior incidenza percentuale dell’importo pensioni artigianato su totale pensioni del Paese con il 10,5%.

A livello provinciale a Macerata si contano 16.716 pensioni agli artigiani per un importo totale di 182 milioni di euro (valore medio mensile della pensione pari a circa 840 euro). Nella graduatoria per province si supera il 10% di incidenza di spesa in pensioni erogate all’artigianato sul totale delle pensioni in 17 province: Macerata si posiziona al 6° posto nazionale con un’incidenza pari al 12,0%.

<<Questi dati – commenta il Presidente Provinciale di Confartigianato Imprese Macerata Cav. Renzo Leonori – confermano le criticità più volte da noi segnalate: nonostante la falcidia operata con la riforma Fornero che ha stravolto legittime aspettative operando tra l’altro in maniera iniqua, crediamo che il sistema pensionistico futuro sia stato tutt’altro che messo in sicurezza. Non può esser sostenibile nel medio/lungo periodo un sistema come l’attuale che registra una maggior crescita delle pensioni di maggior importo e che vede il patto generazionale messo in crisi da una diminuzione di giovani lavoratori che finanziano il sistema di welfare pur utilizzandolo poco, a fronte di un aumento della popolazione anziana, utilizzatrice delle prestazioni sociali (maggior domanda di ammortizzatori sociali da parte di occupati anziani, aumento di prestazioni previdenziali e sanitarie da parte dei pensionati), il tutto in un’economia che non riesce più, ormai da diversi anni, a crescere. Fa rabbia in particolare vedere che le prestazioni medie dei pensionati artigiani, che nella nostra provincia sono assai numerosi, sono assai più basse della media! E a chi afferma che gli artigiani versano meno contributi previdenziali voglio ricordare che questi sono comunque “soldi reali” guadagnati con il sudore quotidiano del lavoro e non oboli “fittizi” stabiliti nei contratti e pagati poi magari dallo Stato, cioè dalla collettività, come accade ad esempio nel pubblico impiego. Abbiamo sentito spesso, nel recente passato, anche forze sindacali richiedere progressivi aumenti delle aliquote contributive per artigiani e commercianti, ma mai nessuna di esse si è battuta contro stipendi (e pensioni conseguenti) da “favola” (un barbiere o un commesso di Montecitorio) o contro l’assenteismo di un impiegato pubblico. Non è più tempo di corporazioni, di privilegi, di “diritti acquisiti”: è ora di lavorare per il cambiamento tutti insieme e senza più indugi o tatticismi, altrimenti per questo nostro Paese non ci sarà futuro>>.

UFFICIO STAMPA CONFARTIGIANATO IMPRESE MACERATA

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