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8 ottobre 2014 - La news ha avuto 80 visite
Diritto alla salute: un'Italia a due velocità

Diritto alla salute: un’Italia a due velocità

1412760117_sanita.jpg,1412760117_sanita.jpg <p style="text-align: justify;">Regione che vai, sanit&agrave; che trovi. L&rsquo;Italia continua a essere divisa sul fronte dell&rsquo;efficienza dei servizi sanitari. Lo conferma una <strong>rilevazione dell&rsquo;Ufficio studi di Confartigianato</strong>, presentata in occasione del <strong>Festival della Persona di Confartigianato che si &egrave; svolto a Verona il 2 e 3 ottobre scorsi.</strong></p> <p style="text-align: justify;">La spesa pubblica per la sanit&agrave; nel 2013 si &egrave; attestata a 109.3 miliardi, pari al 7,0% del Pil ed al 13,7% della spesa pubblica complessiva.. La spesa sanitaria &egrave; cresciuta, nel decennio 2003/2013, del 32,7% con un ritmo doppio rispetto all&rsquo;aumento registrato dal Pil (16,3%). <strong>Nella regione Marche la spesa &egrave; passata da 2.083,8 a 2.825,0 milioni di euro (+ 35,6% nel decennio</strong>).</p> <p style="text-align: justify;">Dal 2003 al 2012 i ricavi del SSN sono aumentati<strong> del 39,6% </strong>a livello nazionale<strong>: tra le regioni, le Marche si posizionano a centro classifica con il + 40,0%</strong></p> <p style="text-align: justify;">Le due principali tipologie di ricavi che finanziano il SSN sono <strong>il fondo per il fabbisogno sanitario</strong> (46,6% il dato nazionale nel 2012) <strong>e le entrate derivanti da Irap e da Addizionale Regionale Irpef</strong> (35,1% il dato &ldquo;Italia&rdquo; stesso periodo).</p> <p style="text-align: justify;">In termini di aliquote medie regionali possiamo rilevare che, <strong>per quanto concerne l&rsquo;Irap</strong> (imposta, questa, a carico delle imprese!) l&rsquo;aliquota media nazionale (anno di imposta 2011) &egrave; stata del 4,21%: si registrano aliquote regionali da un minimo del 3,02% (Prov. autonoma Bolzano) ad un massimo del 5,00% (Campania); <strong>le Marche si attestano al 4,64%.</strong></p> <p style="text-align: justify;">Per quanto attiene l&rsquo;aliquota media <strong>dell&rsquo;Addizionale regionale Irpef</strong>&nbsp; la media nazionale relativa all&rsquo;anno di imposta 2012 &egrave; dell&rsquo; 1,52%: il valore pi&ugrave; alto, pari al 2,02%, si registra in Molise, Campania e Calabria, mentre quello pi&ugrave; basso nella provincia autonoma di Bolzano con lo 0,91%: <strong>nelle Marche si registra un&rsquo;aliquota media pari all&rsquo; 1,37%.</strong></p> <p style="text-align: justify;">Una quota marginale di entrata dal punto di vista quantitativo, ma di grande importanza sociale, &egrave; quella rappresentata dai <strong>&ldquo;tickets&rdquo;.</strong> L&rsquo;incidenza percentuale dei tickets sui ricavi sul piano nazionale si attesta all&rsquo; 1,3%: <strong>le Marche, con l&rsquo; 1,7% sono al 6&deg; posto</strong>. Interessante &egrave; anche rilevare l&rsquo;incidenza di tali tickets sulla spesa per consumi delle famiglie. In media nazionale si registra la quota dello 0,16%: ai primi posti Veneto, Toscana ed Abruzzo con lo 0,23%, <strong>le Marche occupano l&rsquo;ottavo posto della graduatoria con lo 0,20%.</strong></p> <p style="text-align: justify;">Concludiamo questa panoramica considerando il disavanzo cumulato nell&rsquo;ultimo decennio (2003/2012) dal SSN: in tal periodo a livello nazionale si registra uno squilibrio tra ricavi e costi che genera un disavanzo per 33.563 milioni di euro. E&rsquo; da rilevare comunque che oltre il 91% di tale disavanzo &egrave; ascrivibile a sole 7 regioni (il Lazio, da solo, fa registrare il 39,4% dell&rsquo;intero deficit). <strong>Le Marche in tal</strong> <strong>periodo hanno cumulato un disavanzo pari a 182,7 milioni di euro</strong>. Considerando il disavanzo del solo 2012, esso a livello nazionale &egrave; pari a 1.043 milioni di euro, corrispondente a 18 euro per abitante. <strong>In questo ambito le Marche sono una delle regioni pi&ugrave; virtuose, posizionandosi al 3&deg; posto della scala nazionale con un saldo attivo, per abitante, pari a 14 euro.</strong></p> <p style="text-align: justify;">Un elevato deficit del SSN potrebbe far pensare ad una maggior spesa ed ad un pi&ugrave; elevato livello qualitativo dei servizi sanitari. Cos&igrave; non sembra se analizziamo alcuni dati della ricerca riferiti ad uno dei pi&ugrave; essenziali servizi sanitari, il <strong>ricovero ospedaliero. </strong>In generale, ad un maggiore deficit del SSN regionale corrisponde una bassa soddisfazione espressa dai pazienti ospedalieri per i diversi aspetti del ricovero (assistenza medica, assistenza infermieristica, vitto e servizi igienici). Insomma, dietro ai deficit sanitari si nascondono inefficienze e sprechi che si traducono in una scarsa qualit&agrave; dei servizi al cittadino. A questo proposito, nella classifica delle regioni con la pi&ugrave; alta percentuale di cittadini insoddisfatti in rapporto al deficit della sanit&agrave; si colloca al primo posto la Campania; secondo posto per la Calabria<strong>,</strong> seguono le <strong>Marche dove, nonostante un avanzo di 94 milioni, si registra una&nbsp; elevata quota di insoddisfatti del 25,1%.</strong> <strong>Nella nostra regione spicca soprattutto il grado di insoddisfazione per&nbsp; assistenza medica (21,9% di insoddisfazione, il dato pi&ugrave; alto registrato ) e per il vitto (terz&rsquo;ultimo posto della graduatoria per regioni con un grado di insoddisfazione pari al 42,1%) .</strong></p> <p style="text-align: justify;">Tra le inefficienze del sistema sanitario monitorate da Confartigianato, vi &egrave; infine il <strong>tempo richiesto per l’utilizzo di alcuni sportelli della P.A., tra i quali quelli delle Aziende Sanitarie Locali</strong>.</p> <p style="text-align: justify;">Confartigianato ha misurato il peggioramento delle prestazioni di queste strutture. Nonostante il moltiplicarsi delle opportunit&agrave; offerte dall'<em>ICT,</em> dei servizi <em>on line </em>e dai <em>call center</em> per le prenotazioni, la quota di utenti che dichiarano attese di oltre 20 minuti per accedere agli sportelli delle Asl passa dal 39,3% del 2002 al 50,8% del 2012, con un incremento di 11,5 punti. All&rsquo;opposto scende di 7,9 punti la quota degli utenti che rimangono in coda per meno di 10 minuti. <strong>In pratica le code agli sportelli delle Asl, in dieci anni, sono aumentate del 13,6%. </strong>Nella classifica regionale, le code pi&ugrave; lunghe agli sportelli delle Asl sono in Abruzzo; all&rsquo;opposto, quelle pi&ugrave; brevi si registrano nella Provincia<strong> </strong>Autonoma di Bolzano<strong>, </strong>nella Provincia Autonoma di Trento,<strong> </strong>in Valle d’Aosta, in Emilia-Romagna e nelle <strong>Marche </strong>(<strong>9,2% in meno rispetto alla media nazionale, con il 41,1% degli utenti in coda per oltre 20 minuti).</strong></p> <p style="text-align: justify;">&lt;&lt; I dati del rapporto Confatigianato sulla spesa pubblica per il welfare presentato a Verona &ndash; <strong>afferma il</strong> <strong>Presidente Provinciale Confartigianato Imprese Macerata Cav. Renzo Leonori</strong> – <strong>&nbsp;</strong>confermano quanto ben noto da tempo ma che soprattutto oggi, con il sistema Paese ridotto ai minimi termini, non &egrave; pi&ugrave; sostenibile e tollerabile. In altre parole non possiamo pi&ugrave; permetterci una sanit&agrave; a due velocit&agrave;, soprattutto se tali velocit&agrave; vanno poi alla rovescia nel senso che a maggiori spese corrispondono servizi pi&ugrave; scadenti. Il diritto alla salute deve essere garantito a tutti, ma poi non si pu&ograve; far pagare un costo sociale maggiore a quelle comunit&agrave; pi&ugrave; virtuose e pi&ugrave; efficienti: fa rabbia, pi&ugrave; che come cittadini, come imprenditori, visto che una gran fetta di finanziamento arriva al SSN proprio dall&rsquo;Irap, la tassa pagata da imprenditori e professionisti forse pi&ugrave; iniqua mai pensata. Pur con tutta la solidariet&agrave; possibile non &egrave; pi&ugrave; procrastinabile un rigoroso federalismo fiscale in questo settore, chiamando in causa non solo&nbsp; i pubblici amministratori corrotti o incapaci&nbsp; ma anche i cittadini stessi che li hanno sostenuti e li hanno eletti &gt;&gt;.&nbsp;</p> <p><strong>&nbsp;</strong></p> UFFICIO STAMPA CONFARTIGIANATO&nbsp; IMPRESA&nbsp; MACERATA&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;

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