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17 settembre 2014 - La news ha avuto 43 visite
Divieti del Governo russo su import di prodotti del tessile-calzature ed export di semilavorati in pelle, il Presidente Confartigianato Moda Mazzarella scrive una lettera aperta al Presidente Nazionale Confartigianato Imprese Giorgio Merletti

Divieti del Governo russo su import di prodotti del tessile-calzature ed export di semilavorati in pelle, il Presidente Confartigianato Moda Mazzarella scrive una lettera aperta al Presidente Nazionale Confartigianato Imprese Giorgio Merletti

 

Il Presidente Nazionale della Moda di Confartigianato Imprese Giuseppe Mazzarella, con delega Nazionale all’internazionalizzazione e membro del Consiglio di Amministrazione dell’ Ice, ritorna ad intervenire in merito alla situazione creatasi in seguito alla normativa emanata lo scorso 11 agosto dal Governo russo che impone a soggetti a controllo pubblico il divieto di acquisto di tessuti, calzature e capi di abbigliamento di produzione straniera. Lo fa indirizzando una lettera aperta al Presidente Nazionale Confartigianato Imprese Giorgio Merletti, attualmente Presidente di turno di Rete Imprese Italia, in cui esprime queste considerazioni:

 

Caro Presidente,
siamo preoccupati per la situazione creatasi in seguito alla recente normativa emanata dal Governo russo che impone a soggetti a controllo pubblico il divieto di acquisto di tessuti, calzature e capi di abbigliamento di produzione straniera. Questi provvedimenti rappresentano davvero una cattiva notizia per il nostro sistema imprenditoriale della moda, in cui ci sono moltissime imprese che sono fornitrici abituali di calzature sul mercato russo, ed altre che lavorano in regime di quasi esclusiva con la Russia.

 

Un impatto, quello creato da tali disposizioni, che è inoltre di estrema gravità per tutte le nostre imprese. Per comprendere il peso che l’export verso la Russia ha nel nostro sistema imprenditoriale, si pensi solamente che l’Italia esporta in Russia 14 miliardi merci l’anno, generando un interscambio di 30 miliardi di euro. Gli investimenti in Russia ammontano invece a ben 51 miliardi di euro.

 

I nostri imprenditori sono fortemente preoccupati anche dalla escalation che sta assumendo il confronto tra la Russia e l’occidente, che ha già provocato consistenti perdite economiche ed un indebolimento della nostra posizione nel mercato russo, conquistata con una lunga storia di amicizia e di integrazione sociale e professionale. La perdita tra agroalimentare, moda e turismo è infatti già di 700 milioni di euro, e quella stimata a fine anno,  se non cambiera’ questo stato di cose, è superiore al miliardo.

 

Preoccupa anche l’adozione di misure di sanzionamento delle maggiori banche russe e l’impossibilità di ricorrere da parte di queste ultime a linee di finanziamento a lungo termine, che comporterà tra le altre cose la difficoltà di molte aziende italiane a vedere confermate le lettere di credito.

 

Proprio per questi motivi, come Presidente Nazionale Confartigianato Moda con delega Nazionale all’internazionalizzazione, nonché membro del Consiglio di Amministrazione dell’ Ice, sono a chiedere che si faccia tutto il possibile, per convincere i nostri governanti ad un maggiore equilibrio e ad una più marcata autonomia del nostro Paese nella crisi ucraina nei confronti di Mosca, per evitare di distruggere decenni di lavoro e di investimenti.

 

Occorre inoltre favorire un dietro front su tali provvedimenti, soprattutto per impedire che queste disposizioni si allarghino a tutti i codici doganali legati ai prodotti esportati in Russia. In questo modo infatti verrebbe irrimediabilmente penalizzato tutto il settore tessile, abbigliamento, calzature e pelletteria, un’industria fondamentale per l’economia made in Italy. Basti pensare che, solo per quanto riguarda la calzatura, in Italia tra gennaio ed aprile 2014 sono stati esportati 2 milioni e 970 mila paia di scarpe, di cui il 40% dalle Marche, per un giro di affari che in quattro mesi ha raggiunto i 205 milioni di euro.

 

UFFICIO STAMPA CONFARTIGIANATO IMPRESE MACERATA

 

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