Categorie: Fiscale, news,

2 luglio 2014 - La news ha avuto 77 visite
Pagamenti elettronici, scattato l’obbligo per le imprese di pagamenti Pos per transazioni superiori a 30 euro. Confartigianato attiva per semplificare le difficoltà operative

Dal 30 Giugno 2014 scatta l’obbligo di accettare pagamento con carte di debito, da parte delle imprese dei settori artigianato, commercio e per i professionisti per importi superiori ai 30 € (trenta euro), e quindi di dotarsi di apparecchiature POS per l’accettazione di pagamenti elettronici. Per POS si intendono i terminali evoluti con tecnologia di accettazione multipla ovvero che consentono l’accettazione di strumenti di pagamento tramite diverse tecnologie, in aggiunta a quella “a banda magnetica” o a “microchip”.

 L’obbligo è parte di un provvedimento, il Decreto Legge n. 179/2012, che mira ad agevolare la diffusione della moneta elettronica nel nostro Paese, obiettivo condivisibile pienamente per attenuare rischi connessi alla gestione dei contanti, ma che presenta – al momento – non pochi problemi per le modalità applicative legate alla mancanza di gradualità nell’introduzione e ad una errata valutazione di sostenibilità. Secondo Confartigianato infatti, esistono evidenti difficoltà operative, perché non tutte le banche offrono questi strumenti, inoltre la presenza del costo a forfait rende questo mezzo di pagamento antieconomico quando si parla di piccoli importi. Così com’è regolamentato, infatti, l’obbligo di accettare pagamenti elettronici comporta, per le imprese – ma anche per i cittadini – un considerevole aggravio di costi, soprattutto per quei soggetti economici dal volume di fatturato molto basso o la cui attività prevede margini di redditività molto ridotti; ci sono alcune categorie di imprese per le quali il costo aggiuntivo delle transazioni elettroniche annulla, di fatto, il guadagno dell’operatore, fino ad arrivare addirittura – in alcuni casi – a causare una perdita economica.

 Per questi motivi Confartigianato si è attivata da diverso tempo con un’azione sindacale sia intervenendo sui Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Economia e delle Finanze, sia in sede di audizione parlamentare, anche nell’ambito di RETE Imprese Italia, ed ha ripetutamente espresso le proprie preoccupazioni per le modalità di applicazione del provvedimento. Poiché la legge istitutiva prevede, che, con uno o più decreti del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, sentita la Banca d’Italia, possano essere disciplinati gli eventuali importi minimi, le modalità e i termini, anche in relazione ai soggetti interessati, di attuazione della disposizione, Confartigianato ha ripetutamente proposto:

           l’innalzamento dell’importo minimo oltre il quale si applica l’obbligo di accettare pagamenti elettronici (almeno 50 euro);

           di mantenere una gradualità nell’estensione dell’obbligo, prevedendo fino al 30 giugno 2015 l’esclusione dei soggetti il cui fatturato dell’anno precedente sia inferiore ai 500.000 euro, per abbassare poi tale soglia a 250.000; 

           l’esclusione totale dal provvedimento dei settori di attività a basso margine di redditività, individuati attraverso apposito tavolo tra Mise, MEF e parti sociali;

           l’abbattimento dei costi di gestione, attraverso accordi promossi dai Ministeri competenti, dal sistema bancario e dalle associazioni imprenditoriali, prevedendo eventuali sgravi anche sotto forma di credito di imposta.

Le azioni sindacali di Confartigianato hanno contribuito a far si che tale obbligo slittasse di sei mesi rispetto alla originaria scadenza ma, al momento, tutte le ulteriori richieste a suo tempo avanzate sino ad ora non hanno trovato riscontro.

Tuttavia rimane salva la possibilità di attivare una serie di tavoli di confronto con le banche e con gli altri operatori di mercato per ridurre i costi legati alla disponibilità e all’utilizzo dei POS, al fine di ottenere una significativa compressione dei costi e dunque una soluzione che consenta di attenuare le difficoltà cui le imprese andranno incontro.

Informiamo inoltre che in una recente risposta del MEF allinterrogazione 11.06.2014 n. 5-02936 è stato chiarito che professionisti ed operatori economici che non si dotano di dispositivi POS per i pagamenti con Bancomat e carte di debito di importo superiore a 30 euro non vanno incontro ad alcuna sanzione. La mancata attivazione del POS, e quindi la risposta negativa alla richiesta del cliente di utilizzare tale strumento, non costituisce violazione di un obbligo giuridico. In relazione a questo ultimo passaggio, ci sentiamo tuttavia di assumere un atteggiamento di maggiore cautela nell’affermare che all’inosservanza delle norme in questione non sia associata alcuna sanzione. Se pure è vero, infatti, che la norma non prevede alcuna espressa sanzione, riteniamo che comunque la stessa faccia nascere una diretta responsabilità civile dell’esercente nei confronti del cliente che, sia pure come caso più teorico che reale, esporrebbe l’esercente a possibili azioni civili qualora rifiutasse di accettare il pagamento a mezzo di moneta elettronica. Riteniamo, al contempo che, se il legislatore non ha previsto una sanzione diretta connessa all’obbligo è perché, evidentemente, è consapevole dell’impatto che la norma genera nel mercato e quindi auspica un adattamento sostenibile e progressivo.

Ci riserviamo infine di tornare sull’argomento in ragione degli eventuali aggiornamenti che dovessero sopravvenire.

I CONTENUTI E LA STORIA DEL PROVVEDIMENTO:

Il termine per accettare pagamenti in moneta elettronica scatta, come previsto dal Decreto Milleproroghe, il 30 giugno 2014 e riguarda, secondo le disposizioni del decreto interministeriale del 24 gennaio 2014 (“Disposizioni sui pagamenti elettronici”emanato il Ministro dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze) le transazioni di importo superiore ai 30 euro.

Secondo tale Decreto, peraltro, l’obbligo di POS sarebbe inizialmente dovuto scattare il 28 marzo 2014 per ricavi 2013 pari ad almeno 200mila euro e il 30 giugno per tutti gli altri, ma è stato poi superato, dalla proroga per tutti al 30 giugno scattata col Decreto Mille-proroghe.

Tale obbligo discende dal c.d. “Decreto Crescita bis” (art. 15 comma 4 del D.l. 179/2012), il quale  aveva previsto, a decorrere dal 01.01.2014 con la finalità di diffondere lutilizzo degli strumenti elettronici di pagamentol’obbligo per tutti i soggetti che effettuano l’attività di:

– vendita di prodotti;

– prestazione di servizi, anche professionali;

di accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito.

Va evidenziato che lobbligo riguarda solo i pagamenti superiori a 30, effettuati nei confronti dei soggetti di cui sopra, per lacquisto di prodotti e prestazioni di servizi.

La norma rimetteva ad appositi decreti la definizione delle modalità e dei termini di attuazione di questa disposizione.

Il D.M. del 24.01.2014 (pubblicato nella G.U. n. 21 del 27.01.2014) aveva stabilito che:

– l’obbligo di accettare pagamenti in contanti sarebbe dovuto scattare dal 28.03.2014 al 30.06.2014 per importi superiori a 30 Euro e solo per i soggetti con fatturato superiore a 200.000 Euro;

– un altro decreto, da emanarsi entro il 26.06.2014, avrebbe potuto fissare nuovi limiti di fatturato e nuove soglie per il periodo successivo al 30.06.2014.

Con la conversione in legge del “Decreto Milleproroghe” (D.L. n. 150/2013, convertito nella Legge n. 15/2014), il legislatore ha posticipato al 30.06.2014 l’entrata in vigore dell’obbligo di attivazione del POS. In questo modo però sono state di fatto vanificate le regole attuative del decreto del 24.01.2014.

  

Per ulteriori informazioni:

 

info@macerata.confartigianato.it

0733.3661

Shares