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2 luglio 2014 - La news ha avuto 52 visite
Canone Rai, Confartigianato denuncia: la Rai impone il canone anche a imprese che non hanno tv

In questi giorni su milioni di imprenditori si sta abbattendo, per l’ennesima volta, un’alluvione di solleciti di pagamento del canone speciale Rai. Richieste che, però – segnala Confartigianato – nella maggior parte dei casi sono illegittime perché rivolte ad aziende che non possiedono apparecchi radio-televisivi e quindi non devono pagare alcun abbonamento.

A far scattare la protesta di Confartigianato è la richiesta del tributo applicato al possesso non solo di televisori, ma anche di qualsiasi dispositivo per ricevere il segnale tv, inclusi i sistemi di videosorveglianza.

Come dire che ad un imprenditore basta possedere un impianto antifurto per essere costretto a pagare una somma che, a seconda della tipologia di azienda, va da un minimo di 200 euro fino a 6.800 euro l’anno.

Chi non paga è soggetto a pesanti sanzioni e a controlli da parte degli organi di vigilanza.

Secondo Confartigianato quella del canone speciale Rai è una richiesta assurda perché vengono ‘tassati’ strumenti di lavoro che gli imprenditori utilizzano non certo per guardare i programmi Rai.

Il Presidente Nazionale di Confartigianato Giorgio Merletti si è rivolto al Ministro per lo Sviluppo Economico Federica Guidi chiedendo un intervento immediato per modificare le norme che impongono il pagamento del canone ed escludere dall’applicazione del tributo gli apparecchi che fungono inequivocabilmente da strumento di lavoro per gli imprenditori.

“Pagare il canone Rai – sottolinea il Presidente di Confartigianato Imprese Macerata cav. Renzo Leonori – è un obbligo per tutti coloro che in azienda posseggono radio e televisioni. Ma non accettiamo il metodo di rastrellare risorse imponendo il pagamento indiscriminatamente a tutti gli imprenditori, dando per scontato che posseggano uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive. In questo momento di gravi difficoltà per i nostri imprenditori, di tutto abbiamo bisogno tranne che di altri balzelli così onerosi, assurdi e illegittimi”.

A seguito della lettera al Ministro per lo Sviluppo Economico, Federica Guidi la RAI ha ritenuto quindi opportuno emanare una nota stampa nella quale svolge alcune precisazioni che, tuttavia, non inficiano i presupposti delle nostre denunce. In particolare la RAI precisa che le lettere inviate alle imprese non hanno carattere perentorio, ma sono state inviate per ricordare l’obbligo di corrispondere il canone speciale nelle circostanze già chiarite nella nota del Dipartimento per le Comunicazioni del 2012 e oggetto di tassative norme tributarie. Dette comunicazioni, pertanto, devono essere interpretate come un “servizio”  fornito alle imprese, per “ricordare”  loro che il pagamento è dovuto nei casi stabiliti dalla legge. In ragione di questi elementi, pertanto, si conferma quanto da sempre detto da Confartigianato, ovvero di consigliare le imprese che non possiedano apparecchi idonei o adattabili alla ricezioni delle trasmissioni radio TV e che quindi non siano tenute ad alcun pagamento, di comunicarlo a mezzo Raccomandata o PEC alla Rai stessa. Ovviamente Confartigianato continuerà a proporre comunque una modifica delle norme in vigore per chiarire inequivocabilmente e definitivamente la questione.

 

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