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25 giugno 2014 - La news ha avuto 105 visite
Decreto Taglia-bollette. Azione Confartigianato Imprese

Decreto Taglia-bollette. Azione Confartigianato Imprese

 

L’ormai famoso provvedimento taglia bollette, approvato in CdM il 13 giugno scorso e presentato nel dettaglio dal Ministro Guidi il 18 giugno in conferenza stampa, sarà contenuto in un DL con disposizioni per competitività e crescita e pubblicato a breve in Gazzetta Ufficiale.

In attesa che sia pubblicato il testo definitivo del provvedimento, riteniamo utile informarvi sul merito delle disposizioni oltre che sulle azioni che Confartigianato Imprese ha portato avanti nel corso di questi ultimi mesi:

marzo 2014
annuncio del Presidente del Consiglio Matteo Renzi in merito al taglio della bolletta per le Pmi del 10%;

7 maggio2014
incontro Confartigianato- Ministero dello Sviluppo Economico

17 aprile 2014
conferenza stampa presentazione ricorso Confartigianato contro gli energivori ed illustrazione linee guida Confartigianato sul provvedimento tagliabollette metà maggio 2014 anticipazione stampa prime bozze di provvedimento

21 maggio 2014
Comunicato Confartigianato Imprese con forti perplessità in merito all’individuazione dei beneficiari ed auspicio di ampliamento della platea

22 maggio 2014
incontro Confartigianato- Ministero dello Sviluppo Economico

10 giugno 2014
durante l’Assemblea Confederale il Ministro Lupi conferma che le proposte di Confartigianato sul taglia-bollette saranno riportare nella stesura definitiva del provvedimento

18 giugno 2014
Comunicato Stampa Confartigianato. Il Presidente Merletti ha espresso soddisfazione per la concertazione avuta con il Ministero e l’ampliamento della platea cosi come richiesto da Confartigianato

19 giugno 2014
Comunicato Stampa Rete Imprese Italia a seguito della Relazione AEEGSI per applicare il provvedimento taglia-bollette in maniera equa tra i beneficiari

a) Cosa prevedeva la prima stesura di maggio 2014?

La prima stesura del Taglia bollette, confermataci durante il primo colloquio con i rappresentanti del Ministero dello Sviluppo Economico, prevedeva un Set di misure con l’obiettivo di ridurre la spesa elettrica per i seguenti beneficiari:

– consumatori allacciati in Media Tensione
– consumatori allacciati Bassa Tensione con potenza impegnata > 55kW

Dalla prima stesura della manovra, si evinceva che solo il 2% dei Punti di Prelievo alimentati in Bassa Tensione, ovvero 170 mila utenze avrebbero beneficiato degli sconti in bolletta. Inoltre, secondo una nostra stima, in tale platea inizialmente interessata sarebbe rientrata complessivamente una forbice tra il 3 ed il 4% del mondo associativo Confartigianato.

Il parametro elettrico che identifica quali beneficiari del provvedimento solo le BT con potenza disponibile superiore a 55kW, esclude che l’intervento possa essere caratterizzato in favore delle piccole imprese che prevalentemente sono utenze allacciate in Bassa Tensione e toccate, quindi, in maniera estremamente marginale dal Taglia Bollette.

Confartigianato ha delineato, quindi, al Ministero che la filosofia redistributiva del piano dovrebbe cercare di trovare il giusto punto di equilibrio tra i beneficiari allacciati in bassa tensione e quelli in media, nonché reperire maggiori risorse dall’interrompibilità ed i sussidi incrociati.

Grazie alla proficua e tempestiva collaborazione dei Consorzi Energia afferenti al sistema confederale, Confartigianato ha, infatti, predisposto un dossier puntale sull’analisi di impatto del provvedimento e proposte migliorative, presentato che mettevano in luce l’esiguità delle piccole imprese interessate e proponevano l’abbassamento della soglia a 16,5 kW.

Tale dossier è stato illustrato nel dettaglio al Ministero dello Sviluppo Economico durante un secondo incontro tenutosi il  22 maggio scorso.

b) Cosa prevede il provvedimento presentato in Conferenza Stampa il 18 giugno?

Il provvedimento presentato in Conferenza Stampa, ancora non pubblicato in GU, ha accolto le proposte di Confartigianato abbassando la soglia da 55kW a 16,5 kW. Il provvedimento, cosi come strutturato, va finalmente nella direzione giusta per ridurre il costo delle bollette elettriche delle piccole imprese.

Con tale identificazione della platea dei beneficiari, infatti, si genererebbe un aumento consistente della platea complessiva di punti di prelievo consentendo di passare da 170.000 a 600.000 utenze beneficiarie dello sconto in bolletta.

Questo fa si che tra le oltre 400.000 utenze recuperate, vi si trovi l’80% circa dell’artigianato manifatturiero con dipendenti, ossia la componente più sofferente, quella che ha bisogno di energia per produrre. Questa soglia dimensionale inoltre consente che l’entità dello sconto in bolletta sia stimabile tra i 7 ed i 9 euro a MWh, ossia di una certa congruità.

Occorre sottolineare che con l’abbassamento della soglia, la platea di utenze si allarga infatti senza diluire troppo l’effetto economico del provvedimento. Il risparmio atteso per le PMI, in tale scenario, scende da 11,19 €/MWh a 9,53 €/MWh.

Analizzando ad esempio alcuni profili del Sistema Confartigianato, si può vedere che ad esempio un impresa che effettua produzione prodotti da forno prima non era inclusa nei beneficiari del meccanismo, con la nuova ipotesi, invece potrà beneficiare di uno sconto del 8%.

Ulteriori ampliamenti della platea, avrebbero generato, un margine di risparmio non significativo per le piccole e medie imprese; ad esempio abbassando la soglia a 3kW, l’impresa tipo produzione di prodotti da forno, avrebbe visto una riduzione della bolletta annua per un importo inferiore al 4%.

c) Conclusioni

Il provvedimento si inserisce in un quadro macroeconomico particolarmente difficile per le piccole e medie imprese in più vessate da un quadro regolatorio energetico fortemente iniquo che premia esclusivamente i grandi consumatori energivori i cui benefici vengono sistematicamente sostenuti da famiglie e piccole imprese.

Il tema del caro bollette per le piccole imprese rappresenta uno dei fronti di attività sindacale più intensi dell’attività svolta dalla Confederazione ormai da anni. Il divario rispetto ai competitori europei e al nostro interno rispetto alle imprese medio grandi è causato, infatti, anche dalla crescita esponenziale degli oneri generali di sistema – 13 miliardi per l’anno 2013) – che a loro volte sono distribuiti in maniera tale da pesare prevalentemente su piccole imprese e famiglie, ad esempio l’onere della componente A3 attualmente grava  per circa il 19% sui clienti domestici,  per circa il 38% sugli altri clienti in bassa tensione.

Il provvedimento taglia bollette è una manovra complessiva da 1,5 miliardi a regime nel 2015, tuttavia, la copertura finanziaria, è ancora in fase di definizione e dovrebbe essere integrata da atti di indirizzo Ministeriali. Dovrà certamente riguardare, cosi come dichiarato da Ministero in conferenza stampa:

– Più efficienza nelle isole minori
– Rimodulazione sconti alla rete ferroviaria
– Stop socializzazione sconti ex dipendenti società di distribuzione
– Semplificazioni amministrative per i piccoli produttori di rinnovabili
– Rimodulazione incentivi per il fotovoltaico di grandi dimensione spalmatura incentivi alle rinnovabili ed al fotovoltaico per impianti con potenza superiore a 200 kWp
– Compartecipazione oneri per reti private
– Costi di funzionamento Gse a carico di chi ne usa i servizi

 

Lo spirito della manovra è chiamare a responsabilità diversi soggetti per la suddivisione del gettito degli oneri che fino ad oggi non hanno contribuito per nulla o poco, come le Ferrovie ed il manifatturiero energivoro. Viene inoltre chiesto un sacrificio anche alle fonti fotovoltaiche, ma solo per impianti superiori ai 200 kW di potenza, salvaguardando in linea di principio, la piccola taglia installata, in particolare questi impianti vedranno una spalmatura della tariffa incentivante da 20 a 24 anni, sulla linea di principio del Decreto Destinazione Italia.

Per la prima volta dall’avvio della liberalizzazione del mercato elettrico, si tratta di un intervento che si rivolge anche ad imprese medio-piccole, riducendone le bollette. Questa costituisce una vera novità perché tutti gli interventi succedutisi negli anni , da ultimo si ricorda l’agevolazione concessa agli energivori dal Ministro Passera, nei confronti della quale Confartigianato ed i consorzi di sistema hanno fatto ricorso al TAR, hanno alleggerito i grandi consumatori che già usufruivano di sussidi ed aliquote esigue , caricando il peso su piccole imprese e famiglie.

Tuttavia, nel corso della trattativa con gli stakeholder del settore energetico, un pezzo del provvedimento, molto significativo, è stato cancellato, ossia l’eliminazione dell’esonero dei pagamenti corrispettivi dispacciamento per i clienti con potenza interrompibile >40 MW.

Tale ipotesi, contenuta nella prima bozza, era un segnale di eliminazione dei sussidi incrociati ancora vigenti contro i quali Confartigianato continuerà la propria battaglia anche durante l’iter parlamentare.

Si tratta in conclusione- dati i limiti sopra evidenziati- di un buon risultato complessivo anche per le imprese artigiane, che per la prima volta in 20 anni ricevono un segnale di attenzione importante e che andrà difeso serratamente nell’iter parlamentare, soprattutto per ciò che attiene alle coperture.

Fonte: Nota della Direzione Politiche Economiche – Settore Mercato Energia e Utilities Confartigianato Imprese

Leggi l’articolo: Energia, riduzione bollette per le Pmi. Il Presidente Leonori: “Finalmente un provvedimento che abbassa anche le bollette delle piccole imprese”

 

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