Categorie: news,

18 marzo 2014 - La news ha avuto 19 visite
Crisi, in sei anni spazzate via 134 mila piccole imprese. Il Presidente Leonori: la politica affronti i nodi strutturali che ostacolano la crescita del paese

Crisi, in sei anni spazzate via 134 mila piccole imprese. Il Presidente Leonori: la politica affronti i nodi strutturali che ostacolano la crescita del paese

 

Dopo sei anni di crisi il bilancio per artigiani e commercianti è drammatico: 134 mila imprese in meno. Il saldo, dato dalla differenza tra le aziende nate e quelle cessate, è spaventosamente negativo: se tra i piccoli commercianti sfiora le 64 mila unità, tra gli artigiani supera addirittura quota 70 mila (a livello provinciale la perdita si è attestata a quota 1.150 unità, dove il commercio ha perso circa 600 imprese e l’artigianato quasi 550).

 

 

Oltre a ciò – afferma il Presidente Provinciale di Confartigianato Imprese Macerata Cav. Renzo Leonori – vi è un aspetto poco conosciuto che però getta nel panico molti piccoli imprenditori: a differenza dei lavoratori dipendenti, quando un autonomo cessa l’attività non dispone di alcuna misura di sostegno al reddito. Gli artigiani ed i commercianti non usufruiscono né dell’indennità di disoccupazione né di alcuna forma di cassa integrazione o di mobilità lunga o corta! Al contrario essi invece si ritrovano spesso solo con molti debiti da pagare ed un futuro tutto da inventare .

 

E se la politica – continua il Presidente Leonori – non comincia ad affrontare con slancio e concretezza i nodi strutturali che ostacolano la crescita sarà impossibile che il ceto medio produttivo torni ad essere il motore dell’economia del Paese!

Non è sopportabile che, negli ultimi sei anni, il costo dell’energia elettrica sia aumentato del 21,3%, quello del gasolio del 23,3%, mentre la Pubblica Amministrazione ha allungato i termini di pagamento di ben 35 giorni!

 

Non è accettabile che in questi sei anni gli impieghi bancari alle imprese con meno di 20 addetti siano diminuite del 10% (17 miliardi di euro in meno), che la pressione fiscale abbia raggiunto la cifra record del  44,3%, che il peso degli adempimenti burocratici sia sempre maggiore e che costi oggi alle imprese (il dato è della Presidenza del Consiglio dei Ministri) 31 miliardi di euro l’anno, con una media per ogni impresa di circa 7 mila euro!

 

Shares