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26 febbraio 2014 - La news ha avuto 159 visite
Successo per il Seminario "La Centrale dei Rischi della Banca d'Italia: natura e funzionamento" svoltosi presso la Camera di Commercio di Macerata

Successo per il Seminario “La Centrale dei Rischi della Banca d’Italia: natura e funzionamento” svoltosi presso la Camera di Commercio di Macerata

 

Oltre 80 gli imprenditori e gli addetti ai lavori presenti all’importante incontro informativo che si è svolto lo scorso venerdi 21 febbraio presso la sala consiliare Guizzardi della Camera di Commercio di Macerata “La Centrale dei Rischi della Banca d’Italia: natura e funzionamento”, organizzato da Confartigianato Imprese Macerata e dalla Cooperativa di Garanzia Pierucci con il patrocinio della Camera di Commercio. L’incontro ha visto la prestigiosa presenza della Banca d’Italia stessa con la Divisione Vigilanza della Sede di Ancona ed ha avuto l’obiettivo di illustrare a chi lavora nel mondo del credito e ai piccoli imprenditori le funzioni e le possibilità offerte dalla Centrale dei Rischi della Banca d’Italia. Un tema questo, che ha ormai acquisito una valenza generalizzata e che coinvolge tutte le imprese che abbiamo rapporti con uno o più istituti con linee di credito di qualsiasi genere per importi superiori a 30 mila euro.

Ad essere presenti al tavolo dei relatori sono stati, oltre al Presidente Provinciale di Confartigianato Renzo Leonori e al Presidente della Cooperativa di Garanzia Pierucci Silvano Quacquarini, il vice direttore della sede anconetana di Banca d’Italia, Gennaro Gigante, il titolare della Vigilanza Stefano Sordoni e le sue colleghe Liana Feliziani e Graziella Cempini.

Ad aprire l’evento, dopo i saluti del direttore della Società Cooperativa Pierucci Giuseppe Tesei, è stato il Presidente Provinciale di Confartigianato Imprese Macerata cav. Renzo Leonori, che ha portato i saluti dell’Associazione anche a nome del Segretario Provinciale dott. Giuliano Bianchi, impossibilitato a prendere parte all’incontro: Il diverso approccio all’accesso al credito – ha detto il Presidente Leonori – ha reso necessaria la conoscenza da parte di tutti gli imprenditori, anche titolari di piccole e microimprese, di strumenti informativi che in passato pensavamo fossero diretti ad altre realta’ imprenditoriali. Per tale motivo la Confartigianato ha avviato da tempo a favore delle imprese del territorio un’attivita’ di informazione  e di formazione ormai indispensabili e l’appuntamento di oggi rientra appieno  in questo nostro progetto. Il fatto che la Banca d’Italia non sia poi piu’ presente fisicamente a Macerata da alcuni anni fa rivestire all’iniziativa di oggi un’importanza ancora maggiore.

L’incontro ha visto non solo una buona affluenza di pubblico ma un’attenzione di cui, in modo divertito, si è meravigliato in chiusura lo stesso direttore di Banca d’Italia, Gigante. La Banca d’Italia “dal volto umano”, come è stata definita anche per le continue interlocuzioni con il pubblico a cui si sono prestati volentieri i relatori, ha illustrato quindi lo scopo e il funzionamento della Centrale Rischi e le modalità di accesso ai dati contenuti. Prima della spiegazione di Graziella Cempini su come leggere i dati della Centrale, è stato il chiaro intervento di Liana Feliziani a spiegare il funzionamento complessivo della Centrale Rischi, la banca dati che – alimentata dalle informazioni inviate dagli istituti di credito, dai confidi e da altri intermediari finanziari – in qualche modo valuta lo stato creditizio di chi accende una linea di credito e che altro non è – come ha tenuto a precisare il vice direttore Gigante – “uno strumento non solo di monitoraggio ma anche sintomatologico, cioè in grado di avvertire quando comincia ad esserci qualche problema con un creditore”. Un passaggio che ha raccolto particolarmente l’attenzione dei presenti, specie degli imprenditori, è stata la descrizione di come gli istituti di credito arrivino a mettere un prestito a sofferenza. Quel passaggio che spesso gli imprenditori considerano un marchio a fuoco. Il fatto che la messa in sofferenza non sia dettata da regole stringenti ma dalla valutazioni delle banche ha sollevato diverse perplessità tra gli imprenditori presenti, che lamentano oggi come mai la stretta creditizia e che spesso non considerano corretti i comportamenti degli istituti di credito. Sebbene poi Gaetano Gennaro, senza ovviamente difendere i comportamenti talvolta poco etici delle banche, abbia spiegato come per una banca la messa in sofferenza di un credito sia un’ultima ratio, un passaggio “mai fatto con leggerezza ma che comporta perdite per la banca”, alcuni dei presenti hanno segnalato singoli episodi poco chiari e un uso in qualche modo strumentale o ricattatorio del passaggio a sofferenza da parte delle banche. In altri casi si è lamentata la chiusura di linee di credito senza giusta causa e Gennaro ha così illustrato gli strumenti con cui i clienti possono difendersi da questi eccessi delle banche, non solo rivolgendosi alla giustizia ordinaria ma ancora prima, a costi più contenuti, all’arbitrato bancario e finanziario.

Il vice direttore della sede di Ancona della Banca d’Italia ha concluso infine il suo intervento e il convegno con l’invito ad accedere alle notevoli informazioni presenti sul sito della Banca d’Italia e in particolare nella sezione relativa alla Vigilanza che tratta della Centrale Rischi, dove si possono trovare le modalità con cui accedere alle eventuali informazioni che riguardano il singolo creditore, informazioni protette da ben precise regole di privacy.

UFFICIO  STAMPA CONFARTIGIANATO  IMPRESE  MACERATA

 

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