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4 dicembre 2013 - La news ha avuto 47 visite
Tares, Confartigianato: un vero salasso per le imprese

Tares, Confartigianato: un vero salasso per le imprese

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Dopo i circa 10 miliardi di euro relativi al pagamento dell’Imu sugli immobili produttivi gli imprenditori italiani si stanno accingendo a subire un ulteriore salasso: è quello derivante dal pagamento ai Comuni dei tributi relativi alla raccolta e smaltimento dei rifiuti in conseguenza della Tares. L’applicazione del nuovo tributo su rifiuti e servizi provocherà un aumento medio di 26 euro per abitante, pari al 17,6% in più rispetto a quanto è avvenuto finora con l’applicazione degli attuali tributi sui rifiuti: Tarsu e Tia. E questo, per paradosso, in un momento in cui i rifiuti da smaltire sono sicuramente diminuiti in conseguenza dei minori consumi connessi alla crisi e dell’incremento della raccolta differenziata! I rincari derivanti dalla Tares andrebbero a sommarsi ai continui aumenti registrati in questi anni dalle tariffe dei rifiuti: tra marzo 2012 e marzo 2013 sono cresciute del 4,9%, tra marzo 2008 e marzo 2013 gli aumenti sono stati del 22,1% e, addirittura, negli ultimi 10 anni hanno raggiunto il + 56,6%. Per alcune tipologie di imprese, l’applicazione della Tares sarebbe un vero e proprio salasso: è il caso delle attività artigiane di pizza al taglio operanti in piccoli Comuni che attualmente applicano la Tarsu e che, con l’introduzione della Tares, subirebbero rincari del 301,1%. Non andrebbe meglio per i laboratori artigiani di pasticceria che pagherebbero il 181,7% in più. Aumenti significativi anche per i piccoli produttori di pane e pasta che nel passaggio da Tarsu a Tares sarebbero costretti a sborsare il 93,6% in più. Va inoltre segnalato che si sta creando un paradosso per il quale, in virtù della scelta operata dai singoli Comuni (permessa o indotta da un decreto entrato in vigore qualche settimana fa), non è impossibile il verificarsi che persone della stessa provincia, magari di territori limitrofi omogenei per costi alla fonte dei servizi, si trovino a pagare importi di gran lunga differenti a seconda se il proprio Comune di appartenenza abbia adottato la Tares o sia rimasto alla Tarsu!

 Dai nostri governanti – commenta il Presidente Provinciale di Confartigianato Imprese Macerata Cav. Renzo Leonori – ci saremmo aspettati, soprattutto sul piano fiscale, sicuramente di più. L’aver il Governo mantenuto gli impegni di abolire l’Imu sugli immobili invenduti è stato sicuramente un atto apprezzato, ma non è stata certamente una bella sorpresa, per gli imprenditori, trovare immutata l’Imu sugli immobili strumentali e la loro non deducibilità dal reddito. Inoltre, anche sul progetto di service tax (per il 2014 dovrebbe esser la nuova imposta IUC) restiamo fortemente perplessi: la storia recente del federalismo all’italiana ci insegna che la tassazione locale è inesorabilmente cresciuta anno su anno, sia pure con carichi territoriali differenti. Una volta tanto vorremmo che i fatti smentissero la storia e quindi chiediamo estrema attenzione nel costruire l’impianto del nuovo tributo che, per ora, non sembra eliminare la tanto contestata Tares per il 2013. Gli artigiani ed i piccoli imprenditori non possono sopportare ulteriori aumenti di pressione fiscale, ne’ l’incertezza su tempi e modalità di applicazione dei tributi.

 

                                                                                                UFFICIO  STAMPA

                                                                           CONFARTIGIANATO IMPRESE MACERATA

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