Categorie: HOME PAGE, news,

4 dicembre 2013 - La news ha avuto 86 visite
I danni dell’ alluvione

I danni dell’ alluvione

 

Ancora una volta nel giro di pochi giorni l’intero territorio provinciale  è finito sott’acqua, a causa dei fenomeni metereologici intensi che si sono susseguiti e che hanno creato notevoli disagi alle persone e danni agli abitati, alle infrastrutture viarie ed alle aree produttive.

 

Fenomeni “eccezionali” che si ripetono però con sempre maggiore frequenza da almeno dieci anni a questa parte, specie nei mesi di novembre e dicembre, al punto che sarebbe bene iniziarli a considerare “normali” e prevenirli.

 

La fragilità idrogeologica del nostro territorio, bisognoso com’è di manutenzioni e di interventi di messa in sicurezza, non facilita certamente le cose.

 

Si sta procedendo in queste ore al conteggio dei danni, che si annunciano molto più gravosi di quelli causati dalle piogge abbondanti di 20 giorni fa.

 

Strade dissestate, ponti danneggiati o crollati, frane e smottamenti, esondazioni di fossi e fiumi che hanno causato, come sappiamo, oltre all’allagamento di abitazioni anche quello di capannoni ed opifici, con perdite di materiali, attrezzature ed ore di produzione che probabilmente non verranno risarcite, come accaduto troppo spesso negli ultimi tempi.

 

Se il bilancio dell’ennesima calamità che ci ha colpiti non è ancora più pesante e drammatico, lo si deve certamente all’opera dei tanti tecnici e volontari della Protezione Civile, alle forze dell’ordine, agli Enti locali che si sono attivati e prodigati con i loro mezzi e uomini per ridurre i pericoli e prestare i necessari soccorsi ed a cui va il ringraziamento di tutti.

 

Ma lo si deve anche, almeno in egual misura, alle decine di imprese edili, specie artigiane, che con titolari e dipendenti, con l’aiuto di mezzi specializzati per il movimento terra, hanno affiancato fin dalle prime ore del mattino del 2 dicembre la macchina dei soccorsi e che hanno lavorato senza soste e fino a notte inoltrata, con generosità e perizia, per liberare sedi stradali occupate da frane, tamponare falle, cercare di ripristinare argini abbattuti, e costruire barriere al dilagare dell’acqua salvando centri abitati, operando spesso con coraggio in condizioni molto critiche e pericolose.

 

Questi piccoli imprenditori sono una risorsa importantissima di protezione civile e di tutela per tutti noi, per la grande capacità operativa che sempre dimostrano, per l’esperienza e l’abilità che posseggono, per la conoscenza “palmo a palmo” che hanno del territorio perchè è poi spesso il medesimo in cui abitano, in cui vivono le loro famiglie ed in cui hanno vissuto i loro genitori e nonni.

A queste imprese va il mio ringraziamento e quello dell’Associazione che rappresento – ha dichiarato il Presidente Provinciale di Confartigianato Imprese Macerata, cav. Renzo Leonori – e ritengo inoltre assolutamente importante chiedere a gran voce, da subito, che non siano ancora una volta loro a pagare un ulteriore prezzo per questi disastri, riscuotendo dopo mesi o anni quanto dovuto dalle pubbliche amministrazioni per le quali operano. Aggiungere ai danni subìti dal nostro tessuto produttivo (e chissà se mai saranno risarciti) la beffa di vedere le imprese del settore edile fare da “banca” agli enti pubblici per i lavori di somma urgenza eseguiti, sarebbe veramente ingiusto ed inaccettabile. Chi deve intervenire, quindi, perché ciò non accada anche questa volta, si metta subito in moto e trovi le soluzioni.

 

Se inoltre il nostro Paese – aggiunge il Presidente – si decidesse finalmente a programmare con risorse economiche adeguate attività costanti di manutenzione straordinaria ed ordinaria del patrimonio ambientale e infrastrutturale, conteremmo molti meno danni e disagi, salveremmo diverse vite umane e daremmo impulso ulteriore ad attività imprenditoriali complesse e specializzate, di tutela ambientale e sicurezza, che potrebbero generare occupazione, specie quella giovanile di cui abbiamo tanta necessità.

 

UFFICIO STAMPA CONFARTIGIANATO IMPRESE MACERATA

 

 

Shares