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20 novembre 2013 - La news ha avuto 21 visite
Confartigianato: classifica dei settori "in" e "out" tra il 2009 ed il 2013

Confartigianato: classifica dei settori "in" e "out" tra il 2009 ed il 2013

 

Tutela dell’ambiente, manutenzione degli impianti industriali, alimentazione guidano la classifica dei settori con il maggior sviluppo imprenditoriale in cui, dal 2009 al 2013, si è registrato un boom di 22.076 aziende artigiane, con un tasso di crescita del 7,1%.

A ‘soffrire’, invece, sono l’edilizia, l’autotrasporto e le produzioni metalliche, finiti nelle ultime posizioni di un drappello di settori che, negli ultimi 4 anni, hanno perso complessivamente 84.885 imprese artigiane, con una diminuzione del 7,6%.

La classifica dei settori in ascesa e di quelli in difficoltà è stata stilata dall’Ufficio studi di  Confartigianato e presentata in occasione della Convention della Categorie, organizzata dalla Confederazione il 15 e il 16 novembre a Roma.  Nel dettaglio, secondo la rilevazione di Confartigianato, tra il 2009 e il 2013, il record del dinamismo imprenditoriale appartiene alle aziende ‘green’ che si occupano di manutenzione di aree verdi, pulizia di edifici e cura del paesaggio e che hanno segnato il maggior aumento: 7.379 in più, con un tasso di sviluppo del 23,1%. Al secondo posto sul podio dei settori più vitali c’è la riparazione e installazione di impianti industriali: negli ultimi 4 anni il settore ha guadagnato 5.074 aziende, con una crescita del 36,2%.  Medaglia di bronzo per l’alimentazione: nonostante la crisi, alla qualità del cibo artigiano non si rinuncia e, così, le attività alimentari, con 485 imprese in più (1,2%), e i servizi di ristorazione, con 4.079 imprese in più (+8,9%), possono contare su un aumento di 4.564 imprese tra il 2009 e il 2013.

E’ crisi profonda all’altro capo della classifica: peggior risultato per l’edilizia che, tra il 2009 e il 2013, ha perso 17.209 imprese (-12,7%) nel settore della costruzione edifici e altre 16.445  imprese (-3,7%) nel settore dei lavori specializzati di costruzione, con una diminuzione complessiva di 33.654 imprese colpite dalla diminuzione delle compravendite, dai ritardi di pagamento, dal rialzo dei tassi di interesse.

La recessione ha lasciato segni profondi anche sull’autotrasporto, con 11.303 imprese in meno (-10,9%). Un trend negativo sul quale hanno pesato il calo dei consumi, il rincaro dei prezzi del carburante, la concorrenza dei vettori stranieri. 

Al terzo posto tra i settori che hanno perso il maggior numero di aziende, la fabbricazione di prodotti in metalli: sono ‘scomparse’ 8.602 aziende, con una variazione negativa del 10,8%, messe fuori mercato dalla concorrenza internazionale e dalla volatilità dei prezzi dei metalli.

Questi dati – sottolinea Confartigianato – mostrano i pesanti effetti della crisi su molti settori artigiani, aggravati da misure penalizzanti. E’ il caso dell’autotrasporto che, già colpito dalla crisi e dalla concorrenza sleale dei vettori stranieri, ora, in base alla legge di stabilità, si vedrebbe aumentare di 400 milioni il costo del gasolio per uso professionale. Gli imprenditori non vogliono piegarsi al pessimismo e si sforzano di innovare, investire in nuovi settori e intercettare le nuove tendenze del mercato. Ma chi guida il Paese ha il dovere di sostenerli, evitando di aggiungere all’impatto della crisi, gli effetti di provvedimenti penalizzanti.

 

Ecco alcuni numeri che lasciano ben sperare per il futuro

 

imprese

2,0% la crescita delle imprese artigiane nei settori driver nell’ultimo anno

416 modelli organizzativi negli studi di settore di riferimento dell’artigianato

173 cluster in cui il valore dei beni strumentali per addetto è superiore alla media

333.028 makers artigiani che danno lavoro a 1.023.425 addetti

 

mercati

248 prodotti agroalimentari di qualità, DOP, IGP e STG, con 7.015 imprese di trasformazione,

cresciute del 2,6% nell’ultimo anno

389 miliardi il valore del made in Italy degli ultimi dodici mesi

3,7% l’aumento del volume di export previsto nel 2014

1,1 punti il contributo al Pil nel 2013 della domanda estera netta

3,4% del Pil il saldo del commercio estero nei Beni strumentali

29,2% energia elettrica prodotta da fonti di energia rinnovabili

102.147 le imprese interessate nella filiera delle fonti di energia rinnovabili

357.780 imprese che investono in tecnologie green

52,5% popolazione che utilizza internet

20,2% la quota di popolazione che pranza fuori casa

214.441 imprese artigiane operanti in attività a vocazione turistica

 

digitale / innovazione

3.170.000 italiani partecipano in mobilità ai social network

13,3% imprese con profili aziendali sui social network

19.467.000 consumatori cercano su internet informazioni sui prodotti e servizi

10.421.000 consumatori hanno acquistato su internet merci e servizi

28,9% consumatori on-line che hanno acquistato in Rete abiti e articoli sportivi

150.933 imprese artigiane in settori ad elevato utilizzo di Information&Communication Technology

e che danno lavoro a 499.484 addetti

19.063 imprese artigiane nell’offerta di servizi ICT

64,5% la quota di imprese con sito web

37,5% la quota di imprese che vendono o acquistano on-line

23,1% la quota di imprese che scambia informazioni con fornitori e clienti nel Supply Chain

 

 

 

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