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30 ottobre 2013 - La news ha avuto 24 visite
Nati/mortalità imprese artigiane, Macerata ha perso nel III° trimestre 22 imprese, 235 nell’ultimo anno

Nati/mortalità imprese artigiane, Macerata ha perso nel III° trimestre 22 imprese, 235 nell’ultimo anno

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Confartigianato Imprese Macerata ha estrapolato ed analizzato i dati forniti dalle rilevazioni di Movimprese/Unioncamere circa la nati/mortalità delle imprese artigiane registrate sul territorio regionale e provinciale con riferimento  al III ° trimestre 2013.

Innanzitutto alcune premesse di contesto: in Italia nel periodo osservato si sono perse 2.634 imprese in totale (e sono tutte imprese artigiane, visto che la decrescita di questo segmento è stato pari a – 2.658); nelle Marche il bilancio iscrizioni/cessazioni dell’intero stock di imprese è rimasto praticamente invariato ( +9): il comparto artigiano ha registrato invece una perdita di 75 aziende; nella provincia di Macerata, con riferimento a tutte le tipologie d’impresa, si è avuta nel trimestre in oggetto una decrescita di 11 imprese (22 in ambito artigiano).

Vediamo più in dettaglio il comparto artigiano: nelle Marche le imprese artigiane attive al 30 settembre 2013 risultano essere 48.989: nel  trimestre si è avuto un saldo negativo pari a 75 imprese (tasso di crescita – 0,15%), frutto di 720 nuove iscrizioni e di 795 cessazioni. Tale cifra è la risultante dei “saldi” relativi rispettivamente alla provincia di Ascoli Piceno (+ 8), Ancona (+5), di Fermo (-19), di Macerata (-22) e di Pesaro Urbino (-47). 

In provincia di Macerata, nello specifico, si sono avute 186 nuove iscrizioni e 208 cessazioni (totale imprese artigiane attive 11.323), con un saldo negativo, come detto, pari a -22 imprese e con una decrescita pari a –0,20%. Vediamo le fluttuazioni dei comparti più significativi: presentano segno meno quello dei “trasporti” (- 3 aziende, diminuzione del settore pari a – 0,52%), quello del “tessile/abbigliamento” (-8 imprese, decrescita pari a –2,67%), quello del “legno/mobile” (-4 imprese, decrescita dell’1%), quello del “cuoio, pelle e calzature (- 11 imprese, perdita del comparto dell’1,05%), quello dell’alimentazione e servizi alla ristorazione (- 5 imprese, pari a – 0,70%), quello delle “costruzioni” (-12 imprese, diminuzione del comparto dello 0,29%). Segno positivo invece per i comparti “dell’autoriparazione” (+3, crescita dello 0,50%), dei “servizi alla persona” (+ 2, crescita  dello 0,20%) e quello della “riparazione beni uso personale” (+ 2, crescita comparto dello 0,90%).

Se si da un rapido sguardo all’andamento delle rilevazioni sulla nati/mortalità delle imprese riferite agli ultimi 12 mesi (III° trimestre 2012/III° trimestre 2013) notiamo che nella regione Marche si è avuto un calo di 1.928 imprese totali: l’artigianato marchigiano nel periodo ha perso 1.072 aziende (129 Ancona, 133 Ascoli Piceno, 144 Fermo, 235 Macerata, 431 Pesaro Urbino).

Questi dati – dichiara il Presidente Provinciale di Confartigianato Imprese Macerata Renzo Leonori – ci confermano purtroppo che la crisi non è certamente alle nostre spalle. Preoccupano soprattutto i numeri delle cessazioni: nella nostra provincia, nell’ultimo anno, sono state ben 1.137 (più di 3 al giorno!) le imprese costrette a chiudere i battenti. Ma la classe dirigente, nei fatti, sembra non avere la forza per porre un argine a tale drammaticità: il tempo passa inesorabile, il nostro Governo sembra continuare nel vecchio vezzo degli annunci e delle buone intenzioni ma di passi concreti nulla! Non è stato in grado di impedire l’aumento dell’Iva, ha assecondato abolizione dell’IMU sulla prima casa che di fatto verrà reintrodotta con la “Trise”, l’IMU continua a gravare sui capannoni e laboratori delle imprese, nessun taglio alla spesa pubblica, promessi irrisori abbattimenti del cuneo fiscale, totale impotenza di fronte a sprechi e privilegi e così via. Annunci e buoni propositi, ma non è questo ciò che serve al Paese! Il tempo è già scaduto: questa classe politica deve capire che continuando di questo passo è a rischio non solo la ripresa economica e produttiva, ma soprattutto la coesione sociale ed il futuro dei nostri figli .

 

                                                                                             UFFICIO  STAMPA

                                                                       CONFARTIGIANATO  IMPRESE  MACERATA

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