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30 ottobre 2013 - La news ha avuto 85 visite
‘Capitane coraggiose’ sfidano la crisi:1.719.000 le attività indipendenti guidate da donne

‘Capitane coraggiose’ sfidano la crisi:1.719.000 le attività indipendenti guidate da donne

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Cinque anni di crisi hanno lasciato il segno sugli imprenditori italiani: tra il 2008 e il 2013 sono diminuiti di 511.000 unità, pari all’8,4% in meno. Ma le imprenditrici hanno resistito meglio dei colleghi maschi ai colpi della congiuntura negativa: negli ultimi 5 anni, il numero delle lavoratrici indipendenti italiane (imprenditrici, lavoratrici autonome, libere professioniste) è diminuito di 123.000 unità, pari al 6,7% in meno. Un calo inferiore a quello registrato dalla componente maschile del lavoro indipendente che, dal 2008 al 2013, è diminuita del 9,1%, con una perdita di 387.900 unità.

A reagire alle difficoltà di questi anni sono state soprattutto le donne alla guida di aziende con dipendenti che, tra il 2008 e il 2013, sono addirittura aumentate di 28.900 unità, pari all’8% in più. Le donne che lavorano in proprio nel nostro Paese sono 1.719.000, rappresentano il 30,8% del totale dei lavoratori indipendenti attivi in Italia e il 18,4% del totale dell’occupazione femminile. E tra le fila dell’esercito delle attività autonome ‘rosa’ spiccano 364.942 imprenditrici alla guida di imprese artigiane.

La propensione imprenditoriale delle italiane fa guadagnare al nostro Paese il primato in Europa per il maggior numero di attività autonome guidate da donne. Ci seguono la Germania, con 1.373.400 imprenditrici, e il Regno Unito (1.264.400).

A livello regionale, nelle Marche le donne imprenditrici sono 46.234 (+ 1,0% sul dato 2012); le donne occupate sono 277.893, per cui il rapporto donne indipendenti/totale donne occupate è pari al 16,6%.

Sempre con riferimento alla regione Marche le imprenditrici artigiane sono 15.065 e rappresentano il 22,4% del totale, uomini e donne, degli imprenditori artigiani: con questo dato le Marche si posizionano al 3° posto della graduatoria nazionale.

“I dati diffusi dal nostro Osservatorio – sottolinea Katia Fidani, appena rieletta Presidente di Donne Impresa Confartigianato Macerata – dimostrano che fare impresa è sempre più un mestiere da donne. Siamo in presenza di una imprenditoria femminile che va incoraggiata. Al pari dei nostri colleghi abbiamo bisogno di interventi che ci liberino dai troppi vincoli e costi che soffocano le iniziative imprenditoriali. E vogliamo contare su un welfare che permetta alle donne di conciliare lavoro e famiglia e di esprimere nell’impresa le nostre potenzialità”.

A questo proposito va ricordato che Confartigianato ha sollecitato la riattivazione, da parte del Governo, del Tavolo dell’Imprenditoria Femminile con la rappresentanza delle associazioni imprenditoriali. Ed ha chiesto di rendere finalmente fruibili i 20 milioni di euro destinati con un decreto dello scorso marzo alla sezione speciale del Fondo centrale di garanzia dedicato alle imprese femminili. Inoltre è stato proposto al Governo di varare al più presto una nuova edizione della legge 215 per l’imprenditoria femminile che ha consentito la nascita di oltre 70.000 aziende guidate da donne e ha permesso un incremento occupazionale di oltre 90.000 unità.

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