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16 ottobre 2013 - La news ha avuto 38 visite
Indagine Confartigianato - I centri per l’impiego: scarsa fiducia da imprese e lavoratori

Indagine Confartigianato – I centri per l’impiego: scarsa fiducia da imprese e lavoratori

 <p style="text-align: justify;">L&rsquo;ufficio studi di Confartigianato ha condotto un&rsquo;indagine sull&rsquo;efficacia e sui costi dei Centri per l&rsquo;Impiego utilizzando dati e rapporti del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, di Unioncamere ed Eurostat e di Isfol (l&rsquo;Istituto per lo Sviluppo Formazione professionale dei Lavoratori). Ecco alcuni degli aspetti pi&ugrave; interessanti, o, per meglio dire, pi&ugrave; preoccupanti.</p> <p style="text-align: justify;">Nel 2012 il 76,9% delle persone in cerca di lavoro hanno avuto <strong>contatti</strong> con un Centro per l&rsquo;Impiego. La quota per gli stranieri si &egrave; invece fermata al 57,5%. Chi si rivolge ai CPI esprime richieste in merito ad opportunit&agrave; lavorative, informazioni per la ricerca di lavoro, formazione, percorsi di orientamento, opportunit&agrave; legate a tirocini o stage.</p> <p style="text-align: justify;">Ma l&rsquo;efficacia del servizio pubblico diminuisce drasticamente spostandosi dal semplice generico contatto con i CPI alla fase di <strong>avviamento concreto al lavoro: </strong></p> <p style="text-align: justify;">-&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>solo il 2,9% delle imprese gestisce le assunzioni mediante selezione effettuata da un Centro per l&rsquo;Impiego: </strong>I canali di ricerca e selezione dei lavoratori pi&ugrave; utilizzato &egrave; quello informale della segnalazione di conoscenti e fornitori (61,0%), seguito dall&rsquo;utilizzo di banche dati aziendali (24,6%);</p> <p style="text-align: justify;">-&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>solo il 3,4% degli occupati italiani </strong>si &egrave; rivolto ai Centri per l&rsquo;Impiego per trovare lavoro. Una percentuale che scende al <strong>2,7% per i giovani fino a 29 anni.</strong></p> <p style="text-align: justify;">La scarsa fiducia di imprese e lavoratori nei servizi pubblici per l&rsquo;impiego &egrave; testimoniata inoltre dal fatto che, nel 2012, <strong>sono state solamente 40.534 le imprese italiane che hanno utilizzato il servizio pubblico per trovare il personale da assumere. </strong></p> <p style="text-align: justify;">Se consideriamo che gli addetti nei CPI dedicati alle attivit&agrave; di orientamento ed inserimento lavorativo sono 8.781, pari all&rsquo;89% dei 9.865 addetti totali dei CPI, si evidenzia un rapporto abnorme<strong>: 4,6 aziende per addetto in un anno, poco pi&ugrave; di 1 impresa supportata ogni 3 mesi!</strong></p> <p style="text-align: justify;">E se invece focalizziamo l&rsquo;obiettivo sul versante del lavoratore vediamo che <strong>ciascun addetto del servizio pubblico gestisce l&rsquo;accesso nel mondo del lavoro di 4 persone all&rsquo;anno, una ogni 3 mesi!</strong></p> <p style="text-align: justify;">Utilizzando questi dati, considerando che la spesa media annua per i servizi all&rsquo;impiego ammonta a 471 milioni di euro, si ottiene un <strong>costo per le finanze pubbliche molto elevato e pari a 13.391 euro per ciascun inserimento lavorativo.</strong></p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">Se invece prendiamo a riferimento i dati sull&rsquo;utenza ed il personale dei 553 Centri per l&rsquo;Impiego in una prospettiva di &ldquo;costi standard&rdquo; per la spesa pubblica, si osserva un <strong>forte divario tra produttivit&agrave; del personale dei Centri per l&rsquo;Impiego per area territoriale: </strong>a fronte di 269 utenti per addetto in media nazionale, il valore pi&ugrave; alto &egrave; al Nord/Ovest&nbsp; con 418 utenti/addetto; si scende poi a 271 nel Nord/Est, <strong>a 269 nel Centro</strong> per finire a 220 nel Mezzogiorno.</p> <p style="text-align: justify;">Se prendiamo a riferimento come <strong>benhmark il dato della migliore performance </strong>(Nord/Ovest), si osserva che <strong>per gestire gli utenti di tutti i CPI italiani sarebbero necessarie 3.526 unit&agrave; in meno, </strong>pari al &ndash;35,7% del totale &ldquo;addetti effettivi&rdquo;.</p> <p style="text-align: justify;">L&rsquo;extra costo conseguente al mancato allineamento di efficienza dei CPI sul territorio si quantifica in circa 137 milioni di euro.</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;Prendendo a riferimento i dati <em>Eurostat </em>osserviamo che, nel periodo 2005/2011, <strong>il costo delle retribuzioni dei &ldquo;Servizi per l&rsquo;impiego&rdquo; &egrave; cresciuto del 24,4%, </strong>con una dinamica <strong>tripla rispetto ai redditi da lavoro dipendente nella Pubblica Amministrazione </strong>che, nello stesso arco di tempo, sono saliti dell&rsquo;8,3%.</p> <p style="text-align: justify;">Il confronto europeo (sempre fonte <em>Eurostat</em>) mette in evidenza per l&rsquo;Italia <strong>una bassissima spesa pubblica per servizi per il mercato del lavoro, </strong>che &egrave; pari allo 0,03% del PIL (la media UE 27 si attesta allo 0,24%). Contestualmente si rileva che in Italia, pi&ugrave; che nella gran parte dell&rsquo;Europa, a fronte, e probabilmente anche in conseguenza, della scarsa efficacia dei Centri per l&rsquo;Impiego nel gestire l&rsquo;incontro tra domanda ed offerta di lavoro, cresce il numero dei disoccupati da almeno 12 mesi: nell&rsquo;ultimo anno le persone senza lavoro da almeno un anno sono aumentate del 19,2%, oltre 5 punti percentuali in pi&ugrave; rispetto al + 13,9% dell&rsquo;Eurozona. Sempre in Italia, negli ultimi 5 anni, la disoccupazione di lungo periodo &egrave; pi&ugrave; che raddoppiata (+ 114,7%), con un ritmo superiore di oltre sedici punti rispetto alla media dell&rsquo;Eurozona (+ 98,6%).</p> <p style="text-align: justify;">Appare quindi evidente che una spesa troppo bassa coniugata con strutture assai poco efficaci e soprattutto scarsamente utilizzate dal sistema delle imprese, che deve confrontarsi tra l&rsquo;altro con una crescita drammatica della disoccupazione di lungo periodo, &egrave; un mix pi&ugrave; che improponibile, insostenibile!</p> <p style="text-align: justify;">Nel merito Confartigianato invita chi di dovere a valutare l&rsquo;efficacia di una politica che investe in un servizio pubblico che finora, in materia di intermediazione tra domanda ed offerta di lavoro, &egrave; apparso, dati alla mano, assai marginale e che, sul piano della regolamentazione non ha le flessibilit&agrave; necessarie per favorire l&rsquo;incontro tra domanda ed offerta. Basti pensare l&rsquo;assenza di incentivi sulle retribuzioni al raggiungimento di risultato, nel caso rappresentato da una maggiore occupazione. Senza un coerente sistema di incentivi un sistema pubblico rischia di essere poco efficace e di rendere burocratica l&rsquo;intermediazione.</p> <p style="text-align: justify;">Vanno pertanto ripensati gli strumenti pubblici per gestire l&rsquo;incontro tra domanda ed offerta di lavoro, come vanno riorganizzate politiche attive mirate sulla realt&agrave; produttiva e sulle nuove esigenze di imprese e lavoratori con il coinvolgimento reale del sistema della scuola e della formazione professionale.</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>

 

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