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2 ottobre 2013 - La news ha avuto 37 visite
Fiscale - Iva, incremento dell’aliquota ordinaria al 22%: l’Agenzia riconosce un ampio termine per le eventuali regolarizzazioni

L’articolo 40, comma 1-ter, decreto legge n. 98 del 6 luglio 2011, da ultimo modificato dall’art. 11, comma 1, lett. a), decreto legge n. 76 del 28 giugno 2013, ha disposto l’aumento dell’aliquota IVA ordinaria dal 21% al 22% a decorrere dal 1° ottobre 2013.

Con comunicato stampa del 30 settembre 2013, l’Agenzia concede agli operatori un periodo di tempo per regolarizzare le fatture emesse e i corrispettivi annotati in modo non corretto: richiamando la circolare n. 45 del 12 ottobre 2011 (diffusa in occasione del precedente aumento dell’aliquota IVA ordinaria al 21%), l’Amministrazione  precisa che qualora nella prima fase di applicazione ragioni di ordine tecnico impediscano di adeguare in modo rapido i software per la fatturazione e i misuratori fiscali, gli operatori potranno effettuare la regolarizzazione, senza sanzioni, versando la maggiore IVA a debito, oltre agli eventuali interessi, entro i termini stabiliti nella citata circolare.

 

Si ricorda che, ai fini di una corretta applicazione della modifica di aliquota, occorre tener conto del “momento di effettuazione” dell’operazione, ai  sensi dell’art. 6, del D.P.R. n. 633/72:

 

–           per le cessioni di immobili, l’aumento si applica a partire dalla stipula (rogito) effettuata dal 1° ottobre;

–           nel caso di cessione di beni mobili, occorre tener conto del momento di consegna o spedizione;

–           per le prestazioni di servizi, si considera il momento del pagamento del corrispettivo.

 

In ogni caso, se anteriormente ai suddetti momenti è stata emessa fattura o è stato pagato in tutto o in parte il corrispettivo, l’operazione si considera effettuata alla data della fattura o del pagamento, limitatamente all’importo fatturato o pagato.

 

1. CORREZIONE DI ERRORI

 

Come precisato nel comunicato stampa del 30 settembre u.s., l’Agenzia concede un periodo di tempo più ampio per regolarizzare le fatture emesse e i corrispettivi annotati in modo non corretto.

 

Di conseguenza, riepiloga i termini entro cui effettuare la regolarizzazione, riprendendo il principio seguito nella circolare n. 45/E/2011, par. 6, ed adattandolo alla attuale decorrenza dell’incremento.

 

Sarà quindi possibile effettuare il versamento dell’IVA a debito, incrementato degli interessi eventualmente dovuti, senza applicazione di sanzioni, entro i seguenti termini:

 

  • per i contribuenti mensili:

 

–          fino al 27 dicembre 2013 ( scadenza acconto Iva ) per le fatture emesse nei mesi di ottobre e novembre;

–          fino al 16 marzo 2014 ( termine di liquidazione annuale) per le fatture emesse nel mese di dicembre

 

  • per i contribuenti trimestrali:

– fino al 16 marzo 2014 ( termine di liquidazione annuale) per le fatture emesse nel IV trimestre 2013

 

Il versamento della maggiore imposta avviene con il codice tributo delle liquidazioni di riferimento.

Come chiarito nella citata circolare n. 45/E/2011, il cessionario/committente che, avendo acquistato i beni o servizi nell’esercizio di imprese, arti o professioni, è tenuto a provvedere alla regolarizzazione delle fatture ricevute con l’indicazione della minore aliquota, entro il trentesimo

giorno da quello della registrazione, può effettuare la regolarizzazione, se non ha ricevuto la fattura integrativa, oltre tale termine ma entro il termine del 30 aprile.

 

2. ACCONTI E FATTURE ANTICIPATE

Nel caso in cui sia stata emessa fattura o sia stato pagato in tutto o in parte il corrispettivo prima che si realizzassero i presupposti per l’imposizione, l’operazione si considera effettuata, limitatamente all’importo pagato o fatturato, alla data della fattura o del pagamento.

Di conseguenza, gli acconti pagati entro il 30 settembre 2013, che hanno scontato l’aliquota del 21%, non dovranno subire regolarizzazioni; la maggiore aliquota del 22% sarà applicata alle fatture a saldo emesse o ad altri acconti pagati successivamente  a tale data.

Inoltre, se entro il 30 settembre 2013 è stata emessa una fattura anticipata, tale fattura resta assoggettata all’aliquota del 21% anche se la consegna del bene o il pagamento del servizio avvengono successivamente alla data indicata.

 

3. FATTURE AD ESIGIBILITA’ DIFFERITA

 

Per determinate operazioni, l’IVA diviene esigibile, anziché nel momento in cui le operazioni si considerano effettuate, all’atto del versamento del corrispettivo (salva la facoltà del cedente/prestatore di applicare le disposizioni ordinarie). L’obiettivo è quello di evitare che il fornitore sia debitore del tributo prima di aver incassato, in via di rivalsa, il relativo importo.

Si tratta, in particolare, di cessioni di beni e prestazioni di servizi nei confronti dello Stato, degli enti pubblici territoriali (regioni, province e comuni), e dei relativi consorzi, camere di commercio, istituti universitari, enti ospedalieri e quelli di ricovero  e cura aventi carattere prevalentemente scientifico, enti di assistenza e previdenza.

 

Per tali operazioni, si determina solo il differimento del momento impositivo, mentre per l’individuazione del momento di effettuazione dell’operazione vanno applicati i criteri ordinari.

Pertanto, per le cessioni/prestazioni con IVA ad esigibilità differita rileva esclusivamente il momento di effettuazione dell’operazione, con la conseguenza che per i beni consegnati entro il 30 settembre 2013, è applicabile l’IVA del 21%, ancorché la fattura sia emessa successivamente.

 

 

4. IVA PER CASSA

 

Riprendendo i chiarimenti forniti con la circolare n. 45/E/2011, i soggetti che si avvalgono del regime dell’IVA “per cassa” (di cui all’art. 32-bis, decreto legge n. 83/2012), per la determinazione dell’aliquota IVA applicabile devono fare riferimento al momento di effettuazione dell’operazione.

 

3. COMMERCIO AL MINUTO

 

L’art. 2, comma 2-bis, D.L. n. 138/2011, ha introdotto, quale unica modalità per effettuare lo scorporo dell’imposta e determinare l’IVA da versare, unicamente il “metodo matematico” (non rendendo più possibile il metodo della “percentuale di scorporo” sulla base del quale il corrispettivo lordo viene diminuito di una diversa percentuale a seconda dell’aliquota applicabile).

 

Con il metodo matematico, ritenuto più preciso:

 

  • prima si determina l’imponibile, dividendo l’importo complessivo dei corrispettivi per alcuni valori (1,04 per l’aliquota del 4%, 1,10 per l’aliquota del 10% e 1,22 per l’aliquota del 22%);

 

  • successivamente si applica a tale imponibile l’aliquota prevista, ottenendo la relativa imposta.

 

Ai fini dello scorporo, la nuova aliquota del 22% va applicata per i corrispettivi certificati dal 1° ottobre 2013.

 

3.1 Ventilazione dei corrispettivi

 

Per i soggetti che determinano l’IVA con il metodo della ventilazione dei corrispettivi, è valido quanto già affermato dall’Agenzia con circolare n. 45/E/2011 (e con la precedente n. 259/E/1997): i corrispettivi sono scorporati all’aliquota del 22% solo se, nel periodo di riferimento, sono stati effettuati acquisti dal 1° ottobre 2013, cioè scontando la medesima (e più elevata) aliquota ordinaria.

 

Web streaming

 

 

SPESOMETRO E BENI DATI IN USO A SOCI E FAMILIARI Le nuove comunicazioni all’agenzia delle entrate

Giovedì 24 ottobre 2013 ore 9,30 – 12,30

 
A partire dal mese di ottobre e sino a fine anno è stata programmata una serie di eventi.
Il primo evento sarà dedicato alle comunicazioni che nei prossimi mesi dovranno essere trasmesse all’Agenzia delle entrate. In particolare, ci si riferisce allo Spesometro in scadenza a metà novembre e alla comunicazione dei beni dati in uso a soci e familiari e quella relativa ai finanziamenti effettuati da soci e familiari a favore dell’impresa il cui termine ultimo di invio è previsto per il 12 dicembre 2013.
 
 

Per informazioni:

a.silvestroni@macerata.confartigianato.it

0733.366408

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