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25 settembre 2013 - La news ha avuto 76 visite
Fiscale – Acquisto di mobili e grandi elettrodomestici: guida alle novità del Decreto Energia

Come noto, nel DL n. 63/2013, Decreto c.d. “Energia”, convertito dalla Legge n. 90/2013, sono contenute una serie di disposizioni in materia di detrazioni previste per le spese per gli interventi di riqualificazione energetica e per i lavori di recupero del patrimonio edilizio. In particolare il Legislatore ha:

– prorogato fino al 31.12.1013 la detrazione IRPEF / IRES per i lavori di riqualificazione  energetica (30.6.2014 per gli interventi su parti comuni di condomini o che interessano tutte le unità immobiliari di cui si compone il condominio) aumentando la stessa dal 50% al 65%;

– introdotto la detrazione del 65%, per le spese sostenute dal 4.8 al 31.12.2013, per gli interventi antisismici su costruzioni ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità;

– prorogato fino al 31.12.2013 la detrazione IRPEF per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio ex art. 16-bis, TUIR nella misura del 50% e con il tetto massimo agevolabile pari a € 96.000;

– introdotto la detrazione IRPEF per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica A+ (classe A per i forni) finalizzati all’arredo degli immobili oggetto di ristrutturazione, per le spese sostenute dal 6.6 al 31.12.2013, fino a un limite massimo di € 10.000.

Si segnalano alcuni interessanti chiarimenti forniti in merito dall’Agenzia delle Entrate.

 

DETRAZIONE PER ACQUISTI DI MOBILI E GRANDI ELETTRODOMESTICI

La nuova agevolazione in esame spetta per le spese sostenute dal 6.6 al 31.12.2013 ed è calcolata su un ammontare non superiore a € 10.000 che si aggiunge alla soglia massima di € 96.000 prevista per gli interventi di recupero edilizio.

 

BENEFICIARI DELLA DETRAZIONE

 Il comma 2 dell’art. 16, DL n. 63/2013, al fine di individuare i soggetti che possono usufruire

dell’agevolazione in commento fa riferimento “ai contribuenti che fruiscono della detrazione di cui al comma 1”.

Tali soggetti, sono quelli che: “fruiscono della detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui all’art. 16- bis del TUIR con la maggiore aliquota del 50% e con il maggior limite di 96.000 euro di spese ammissibili”.

 

PRESUPPOSTO PER LA DETRAZIONE

 Dopo aver evidenziato “la stretta correlazione tra l’incentivo del settore del mobile e quello a favore del settore edile”, l’Agenzia rammenta che rientrano tra gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (presupposto per il beneficio in commento) non solo la ristrutturazioni edilizia “in senso tecnico” ma anche la manutenzione straordinaria ed il restauro e risanamento conservativo di singole unità immobiliari residenziali.

Considerato che il citato comma 2 non prevede la limitazione agli interventi edilizi effettuati su

singole unità residenziali è possibile usufruire della detrazione per l’acquisto di mobili / elettrodomestici correlati ad interventi edilizi effettuati su:

 

  • singole unità immobiliari residenziali;
  • parti comuni di edifici residenziali ex art. 1117, C.c.

 

Per i lavori di ristrutturazione effettuati sulle parti comuni condominiali la detrazione in esame può essere usufruita per l’acquisto di beni agevolabili (mobili / elettrodomestici) destinati all’arredamento delle parti comuni (ad esempio, guardiole, appartamento del portiere, sala adibita a riunioni condominiali, lavatoi, ecc.).

I condomini che usufruiscono pro-quota della detrazione per i lavori effettuati sulle parti comuni non possono usufruire dell’agevolazione per l’acquisto di mobili / elettrodomestici destinati all’arredo della propria unità immobiliare

Come evidenziato dall’Agenzia delle Entrate gli interventi edilizi che costituiscono presupposto per la detrazione in esame sono così individuati:

 

 

Detrazione 50% acquisto mobili elettrodomestici:

  

Manutenzione ordinaria (lett. a, art. 3, DPR n. 380/2001) parti comuni di edifici residenziali

 

Manutenzione straordinaria (lett. b, art. 3, DPR n. 380/2001) parti comuni di edifici residenziali e singole unità immobiliari residenziali

 

Restauro e risanamento conservativo (lett. c, art. 3, DPR n. 380/2001) parti comuni di edifici residenziali e singole unità immobiliari residenziali

 

Ristrutturazione (lett. d, art. 3, DPR n. 380/2001) parti comuni di edifici residenziali e singole unità immobiliari residenziali

 

Ricostruzione / ripristino per eventi calamitosi sempreché sia stato dichiarato lo stato di emergenza

 

Restauro / risanamento conservativo / ristrutturazione (lett. c e d, art. 3, DPR n. 380/2001)

interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione / ristrutturazione immobiliare / cooperative edilizie, ceduti / assegnati entro 6 mesi dal termine dei lavori

 

 

AVVIO DEGLI INTERVENTI EDILIZI

 

Il comma 2 dell’art. 16 in esame non prevede una data di riferimento dell’inizio degli interventi edilizi presupposto per usufruire della detrazione per l’acquisto dei mobili / elettrodomestici, né di sostenimento delle relative spese.

Sul punto l’Agenzia precisa che assume rilevanza “aver sostenuto spese, riguardanti gli interventi di recupero del patrimonio edilizio in precedenza indicati dal 26 giugno 2012, data di entrata in vigore dell’articolo 11, comma 1, del decreto-legge n. 83 del 2012”. Infatti, secondo l’Agenzia il Legislatore ha “considerato il sostenimento di spese dal 26 giugno 2012 per gli interventi edilizi in precedenza elencati, come presupposto cui collegare la possibilità di avvalersi della detrazione in esame, essendo rappresentativo di lavori in corso di esecuzione o comunque terminati da un lasso di tempo sufficientemente contenuto, tale da presumere che l’acquisto sia effettuato al completamento dell’arredo dell’immobile su cui i lavori sono stati effettuati”. Così, ad esempio, può beneficiare della nuova detrazione in esame anche un contribuente che ha ristrutturato il proprio appartamento nel periodo luglio-dicembre 2012 per il quale ha già sostenuto le relative spese.

L’Agenzia precisa altresì che le spese per l’acquisto dei beni agevolabili in esame possono essere sostenute anche prima di quelle relative al correlato intervento edilizio, semprechè “siano già avviati i lavori di ristrutturazione dell’immobile cui i detti beni sono destinati”.

 

Per la data di avvio dell’intervento edilizio va fatto riferimento alla relativa comunicazione edilizia di inizio lavori (abilitazione amministrativa, comunicazione alla ASL, ecc.) o se non prevista alla dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

 

BENI AGEVOLABILI

Come sopra accennato l’agevolazione in esame riguarda l’acquisto dei seguenti beni nuovi:

 

  • mobili;
  • grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica.

 

A titolo esemplificativo:

 

sono agevolabili, gli acquisti di “letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione”

 

Non è necessario che gli stessi siano destinati all’arredo dello specifico “ambiente” dell’immobile oggetto di intervento edilizio.

 

non sono agevolabili, gli acquisti di “porte, di pavimentazioni (ad esempio, il parquet), di tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo”.

L’Agenzia precisa altresì che sono agevolabili le spese sostenute per l’acquisto di grandi elettrodomesticipurché muniti di etichetta energetica (A+ o superiore, A o superiore per i forni) o quelli per i quali non ne è previsto l’obbligo. Per l’individuazione degli elettrodomestici in commento può essere utile l’allegato 1B, D.Lgs. n. 151/2005 il quale, ad esempio, ricomprende “frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche,piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento”.

 

Nella spesa agevolabile sono comprese le relative spese di trasporto e montaggio.

 

AMMONTARE DELLA SPESA AGEVOLABILE

 Come sopra accennato la detrazione in esame, ai sensi del citato comma 2, “da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo” è riconosciuta nella misura del 50% su un ammontare complessivo massimo di € 10.000 (mobili + elettrodomestici).

 

Sul punto nella Circolare n. 29/E in esame l’Agenzia precisa che l’importo massimo di € 10.000 è riferito a prescindere dal numero dei contribuenti che partecipano alla spesa:

 

– alla singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze;

–          alla parte comune dell’immobile, oggetto di ristrutturazione.

 

Se il contribuente effettua interventi edilizi agevolabili su più unità immobiliari la detrazione in esame è riconosciuta più volte.

 

MODALITÀ DI PAGAMENTO

L’agevolazione in esame, essendo correlata a quella prevista per il recupero del patrimonio edilizio, richiede il rispetto dei relativi presupposti e adempimenti.

In merito alle modalità di pagamento l’Agenzia conferma il rispetto delle consuete regole (apposito bonifico bancario / postale contenente causale, codice fiscale del beneficiario partita IVA / codice fiscale del fornitore).

Tuttavia, nella Circolare n. 29/E in esame l’Agenzia specifica che il pagamento dei beni agevolabili può avvenire anche mediante l’utilizzo di carte di credito / debito.

 

 

Sul punto l’Agenzia evidenzia che:

–          in caso di utilizzo di carte di credito / debito la data di pagamento corrisponde alla data dell’operazione, quindi al giorno di utilizzo della carta così come evidenziata nella ricevuta telematica di avvenuta transazione (non ha rilevanza il giorno di addebito sul c/c del titolare);

–          non è possibile effettuare il pagamento mediante assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento;

–          le spese sostenute vanno documentate, conservando:

–          la documentazione relativa al pagamento (ricevute dei bonifici, ricevute di avvenuta transazione per i pagamenti mediante carte di credito o di debito, documentazione di addebito sul c/c);

–          le fatture di acquisto.

 

 

 

DETRAZIONE PER INTERVENTI ANTISISMICI IN ZONE AD ALTA PERICOLOSITÀ

 Come sopra accennato, in sede di conversione in legge, all’art. 16 è stato inserito il comma 1-bis in base al quale per le spese relative agli interventi finalizzati all’adozione di misure antisismiche, ex art. 16–bis, comma 1, lett. i), TUIR, su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) ex OPCM 20.3.2003, n. 3274, riferite a costruzioni adibite ad abitazione principale o ad attività produttive, spetta una detrazione pari al 65% delle spese sostenute fino al 31.12.2013, con un ammontare complessivo agevolabile pari a € 96.000 per unità immobiliare.

 

 

INTERVENTI OGGETTO DELLA NUOVA AGEVOLAZIONE

 Per quanto riguarda l’ambito di applicazione, gli interventi antisismici agevolabili riguardano l’esecuzione di opere per:

 

– la messa in sicurezza statica, in particolare sulle parti strutturali;

-la redazione della documentazione obbligatoria atta a comprovare la sicurezza statica del patrimonio edilizio;

– la realizzazione degli interventi necessari al rilascio della suddetta documentazione.

 

Come confermato dall’Agenzia delle Entrate tali interventi devono essere realizzati “sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente” e devono “comprendere interi edifici e, ove riguardino i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari”.

Non rileva la categoria catastale dell’unità immobiliare.

 

CRITERI DI INDIVIDUAZIONE DELLE UNITÀ IMMOBILIARI

 

Per quanto riguarda l’individuazione delle unità immobiliari oggetto dei suddetti interventi agevolabili va fatto riferimento:

-al profilo territoriale, per cui gli edifici devono ricadere nelle zone sismiche ad alta pericolosità di cui all’Allegato A, OPCM 20.3.2003, n. 3274, individuate con i codici “1” e “2”;

-al tipo di utilizzo, per cui la costruzione deve essere adibita ad abitazione principale ovvero ad attività produttiva.

 

Come precisato dall’Agenzia, sono privilegiati così “gli immobili in cui è maggiormente probabile che si svolga la vita familiare e lavorativa delle persone”. Di conseguenza la nozione di “costruzione adibita ad attività produttiva” risulta essere ampia e ricomprende “le unità immobiliari

in cui si svolgono attività agricole, professionali, produttive di beni e servizi, commerciali e noncommerciali”.

 

Per “costruzione adibita ad abitazione principale” si fa riferimento all’unità immobiliare in cui la persona fisica ovvero i suoi familiari hanno la dimora abituale secondo la nozione fiscale.

 

BENEFICIARI DELLA DETRAZIONE

I soggetti che possono beneficiare della detrazione sono i soggetti passivi IRPEF ed IRES a condizione che:

 

-abbiano sostenuto le spese per gli interventi agevolabili;

– tali spese siano rimaste a loro carico;

-possiedano/detengano l’immobile in base ad un titolo idoneo (diritto di proprietà ovvero altro diritto reale, locazione, altro diritto personale di godimento, ecc.).

 

EDIFICI AD USO PROMISCUO

 Nell’ipotesi di un unico edificio localizzato in una delle zone sismiche ad alta pericolosità che comprenda unità immobiliari destinate ad abitazione principale/attività produttive ed abitazioni “diverse” (escluse quindi dall’ambito di applicazione dell’agevolazione in esame), l’Agenzia ha precisato che va applicata l’aliquota:

 

– del 65% solo per le spese sostenute fino al 31.12.2013 con riferimento ad unità immobiliari destinate ad attività produttive e ad abitazione principale;

 

– del 50% per le “altre unità immobiliari residenziali, anche ad uso primiscuo” con riferimento alle spese sostenute da soggetti che possono avvalersi della detrazione IRPEF ex art. 16-bis, TUIR.

 

LIMITE TEMPORALE PER L’AGEVOLAZIONE

 L’agevolazione in esame spetta per le spese sostenute per gli interventi in precedenza descritti, purché le procedure di autorizzazione siano avviate dal 4.8.2013 (data di entrata in vigore della legge di conversione).

 

DISCIPLINA APPLICABILE

 Per quanto riguarda la normativa di riferimento, in assenza di disposizioni diverse e considerate le tipologie di interventi agevolabili, l’Agenzia rinvia alla disciplina applicabile agli interventi di cui all’art. 16-bis, comma 1, lett. i), TUIR.

Il tetto massimo di spesa è pari a € 96.000 per ciascuna unità immobiliare facente parte dell’edificio. La detrazione va ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

 

 

Per informazioni:

a.silvestroni@macerata.confartigianato.it

0733.366408

 

 

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