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4 settembre 2013 - La news ha avuto 111 visite
(Ri)Parte Il Sistri. Per Confartigianato soluzione insoddisfacente e confusa

(Ri)Parte Il Sistri. Per Confartigianato soluzione insoddisfacente e confusa

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Con il decreto legge approvato il 26 agosto scorso il Consiglio dei Ministri dà l’avvio al SISTRI (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti). Il provvedimento legislativo, disponendo l’entrata in operatività del sistema apporta significative modificazioni al quadro normativo previgente.

Il sistema riguarderà solo i rifiuti pericolosi : sono pertanto tenuti ad aderire al Sistri i produttori iniziali di rifiuti pericolosi e gli enti o le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale o che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti pericolosi, inclusi i nuovi produttori.

Rispetto alla normativa precedente, quindi, per esclusione, non sono più tenuti ad aderire al sistema i soggetti che producono e gestiscono rifiuti non pericolosi, indipendentemente dal numero di dipendenti, fatta salva la facoltà di aderirvi su base volontaria. Il DL prevede comunque che si possa estendere – attraverso successivi decreti ministeriali – la platea dei soggetti da includere.

La partenza è fissata per il

–         1° ottobre 2013: enti ed imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale o che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti pericolosi, inclusi i nuovi produttori;

–         3 marzo 2014 : produttori iniziali di rifiuti pericolosi.

I soggetti coinvolti dall’avvio il 1° ottobre dovranno procedere autonomamente alla verifica dell’attualità dei dati e delle informazioni trasmesse al Sistri al momento dell’iscrizione ed all’eventuale aggiornamento e riallineamento entro il 30 settembre 2013.

 

“Sul Sistri – afferma il Presidente di Confartigianato Imprese Macerata Cav. Renzo Leonori – ci siamo da sempre battuti affinché esso venisse abolito e venisse ripensato tutto il sistema di tracciabilità dei rifiuti. Le procedure complicate e costose, i problemi ed i ritardi nella distribuzione dei dispositivi USB e nell’installazione delle black box, i malfunzionamenti, i continui correttivi legislativi e procedurali sono solo alcuni dei motivi ad oggi della sua mancata attuazione. Un sistema che non ha mai funzionato ma che è comunque costato agli imprenditori, negli ultimi tre anni, 250 milioni di euro! Per queste considerazioni avremmo preferito una soluzione più radicale per controllare la tracciabilità dei rifiuti, mentre il Governo ha deciso di ripartire dal Sistri, un modello tanto complesso e costoso quanto inefficace. Benché esso sia stato opportunamente limitato (almeno per ora) ai soli rifiuti pericolosi, dal 1° ottobre per i trasportatori ed i gestori il sistema rimane identico al precedente, generando pesanti difficoltà e disagi alle imprese. Va pertanto utilizzato al meglio il congelamento di sei mesi previsto per l’entrata in vigore del sistema, adottando strumenti di reale semplificazione a misura delle piccole imprese che consentano di superare il modello del Sistri”.

 

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