Categorie: news,

9 luglio 2013 - La news ha avuto 21 visite
Burocrazia, Confartigianato: uno zaino pieno di sassi sulle spalle delle imprese

Burocrazia, Confartigianato: uno zaino pieno di sassi sulle spalle delle imprese

 

Il cartoccio giudiziario è uno dei tanti pesi che la burocrazia made in Italy carica sulle spalle di chi produce. Una burocrazia – afferma il Presidente Provinciale di Confartigianato Imprese Macerata Renzo Leonori – che è arrivata a costare alle imprese quasi due punti di Pil: ben 31 miliardi di euro! Non poteva essere più appropriata la battuta del nostro Segretario Nazionale Cesare Fumagalli che ha dichiarato che “è come se nella competizione internazionale le nostre imprese corressero con uno zaino pieno di sassi sulle spalle”. E tra questi sassi una politica che, dopo aver creato un apposito Ministero della Semplificazione che ha partorito più parole che fatti, dal 2008 ad oggi ha approvato 491 nuove norme tributarie, delle quali 288 hanno reso la vita più difficile alle imprese contro le 67 che invece sulla carta la semplificavano. Bilancio: 4,3 complicazioni per ogni semplificazione!

Ed altri sassi ancora: la durata media di un procedimento civile per inadempienza contrattuale che da noi è in media pari a 1.210 giorni, più del triplo rispetto a Germania, Francia e Regno Unito; procedure fallimentari che vanno avanti in media per 2.567 giorni; 234 i giorni in media necessari per ottenere in Italia permessi edilizi (contro i 184 della Francia, i 99 del Regno Unito, i 97 della Germania); innumerevoli ed inconcepibili strumenti urbanistici attraverso cui bisogna districarsi nel caso di opere appena più complesse di una semplice ristrutturazione: più di 60 i vincoli esistenti, i quali però non hanno impedito al nostro Paese di diventare campione europeo di illegalità ed abusivismo edilizio; una spesa pubblica sopra il 50% del Pil frutto soprattutto di una moltiplicazione dei cosiddetti “centri di spesa”: in Italia siamo arrivati a contare 23.000 stazioni appaltanti con conseguenze a dir poco perverse, come dimostrato dalla regione Lazio che pur tagliando nel proprio sistema sanitario 5.000 posti letto ha visto crescere del 17% la spesa per l’acquisto di beni e servizi!

Ed il numero dei “sassi” potrebbe continuare ancora….. ritardi di pagamento ed arretratezza tecnologica della Pubblica Amministrazione, nascita di migliaia di società controllate dagli Enti locali per aggirare i blocchi alle assunzioni, dipendenti pubblici per i quali il concetto di meritocrazia è bandito, essendo incentivi e progressioni di carriera essenzialmente legati ad anzianità di servizio o a criteri di pseudouguaglianza

 

Può un Paese in queste condizioni – conclude il Presidente di Confartigianato Macerata Leonori – permettere alle proprie imprese di essere competitive con quelle degli altri Paesi? No, sicuramente no, almeno fino a quando la burocrazia resterà un fortino inespugnabile. Non ci possiamo più permettere leggi che risultano esser solo un groviglio di commi, di lettere e di rimandi ad altre leggi modificate a loro volta da altri introvabili commi. Dobbiamo avere anche in Italia norme semplici e comprensibili ma perché ciò accada bisognerebbe probabilmente cambiare chi le scrive. Che sono invece sempre gli stessi: magistrati ed altissimi burocrati detentori dei gangli del potere. Una pacchia forse per gli avvocati, tanto numerosi da superare nella sola città di Roma quelli di tutta la Francia, non di certo per le imprese, le quali, da tempo, sia italiane che straniere, hanno ridotto al lumicino gli investimenti nel nostro Paese

 

Shares