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3 luglio 2013 - La news ha avuto 48 visite
Decreto del fare, Confartigianato: E’ un primo passo, ma servono altre misure per il rilancio dell’economia reale.

Il decreto del ‘fare’ appena varato dal Governo – afferma Renzo Leonori, Presidente Provinciale di Confartigianato Imprese Macerata – rappresenta un primo passo in avanti per ridare slancio all’economia del Paese. Ma ora servono altre misure capaci di fungere da trampolino per le imprese, soprattutto quelle dell’artigianato, ormai stremate dal perdurare della crisi. Valutiamo positivamente
le agevolazioni introdotte in materia di riscossione, che danno respiro ai contribuenti in difficoltà nella loro relazione con Equitalia, ma, sul fronte fiscale, occorre maggiore coraggio per abrogare ad esempio la disposizione sulla responsabilità solidale negli appalti che ha avuto come unico effetto quello di aumentare i già biblici tempi di pagamento fra imprese. Confartigianato valuta poi positivamente la rimodulazione della tassa sulle imbarcazioni, che può rappresentare certamente una nota positiva per il turismo italiano, così come le semplificazioni introdotte per i pubblici esercizi che gestiscono internet point. Critico è invece il nostro giudizio sugli interventi per contenere i costi energetici delle PMI, sia per l’eliminazione della vulnerabilità dei clienti non domestici nel mercato del gas, sia per il modestissimo effetto della riduzione del prezzo dell’energia e l’assenza di riequilibrio del carico fiscale sulle bollette delle piccole imprese e delle grandi aziende.  Sul fronte delle semplificazioni e della trasparenza dei rapporti tra amministrazioni, imprese e cittadini, – continua il Presidente Leonori – appare apprezzabile l’introduzione del principio del risarcimento per chi subisce i ritardi della PA, come anche l’introduzione della data unica di efficacia per i nuovi oneri a carico di imprese e cittadini, sebbene l’esperienza imponga una certa cautela circa la reale operatività di tali principi. Passi in avanti anche per le semplificazioni in materia ambientale e della sicurezza sul lavoro, con la possibilità di semplificare, con un annunciato imminente decreto, la valutazione dei rischi per le attività a basso rischio infortunistico.

Perplessità invece le esprimiamo per quanto riguarda, infine, le “zone a burocrazia zero” e le sperimentazioni amministrative: si tratta certamente di misure in sé valide, ma che rischiano di sovrapporsi a norme analoghe già contenute in precedenti provvedimenti, creando grande confusione ed incertezza giuridica. Sarebbe, invece, auspicabile, al riguardo, portare a compimento i processi già avviati, a cominciare con il riconoscere esplicitamente alle Agenzie per le Imprese quel ruolo, già pensato cinque anni fa dal legislatore, di soggetto privato accreditato a svolgere una funzione pubblica. Si metterebbe così in azione un reale processo di sussidiarietà  pubblico/privato, in grado di produrre risparmi per le amministrazioni e rendere più familiare il rapporto delle imprese con la burocrazia .

Decreto legge n. 69 del 21 giugno 2013 (cosiddetto “decreto Fare”) – Le disposizioni fiscali di maggior interesse per le imprese

 

Il decreto legge n. 69 del 21 giugno 2013, (cosiddetto “decreto Fare”), contiene disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia.

Le disposizioni sono entrate in vigore il 22 giugno 2013, vale a dire il giorno successivo a quello di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, avvenuta il 21 giugno 2013

 

Di seguito, si approfondiscono le disposizioni fiscali di maggior interesse per le imprese.

 

1.                  RESPONSABILITA’ FISCALE NEGLI APPALTI (articolo 50)

 L’articolo 35, comma 28, D.L. 223/2006, convertito in legge n. 248/2006, ha introdotto la responsabilità solidale dell’appaltatore con il subappaltatore per il versamento all’Erario delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dell’imposta sul valore aggiunto dovuta dal subappaltatore in relazione alle prestazioni effettuate nell’ambito del rapporto, nei limiti dell’ammontare del corrispettivo dovuto. In capo al committente, è stata invece, prevista una sanzione amministrativa pecuniaria – da 5.000,00 a 200.000,00 euro – nel caso in cui lo stesso provveda ad effettuare il pagamento all’appaltatore senza che questi abbia esibito la documentazione attestante che i versamenti fiscali, scaduti alla data del pagamento del corrispettivo, siano stati correttamente eseguiti, eventualmente anche dal subappaltatore.

L’articolo 50 del decreto legge n. 69, in oggetto, modifica la disposizione citata, al fine di limitare la responsabilità solidale dell’appaltatore per il versamento all’Erario delle sole ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e non anche dell’IVA dovuta dal subappaltatore in relazione alle prestazioni effettuate nell’ambito del contratto di subappalto.

Di conseguenza, il nuovo comma 28 dell’articolo 35, citato, risulta essere il seguente:

ARTICOLO 35, COMMA 28, DECRETO LEGGE 223/2006, CONVERTITO IN L. 248/2006, MODIFICATO DALL’ART. 50, DECRETO LEGGE N. 69/2013

28. In caso di appalto di opere o di servizi, l’appaltatore risponde in solido con il subappaltatore, nei limiti dell’ammontare del corrispettivo dovuto, del versamento all’erario delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente  dovute dal subappaltatore all’erario in relazione alle prestazioni effettuate nell’ambito del rapporto di subappalto. La responsabilità solidale viene meno se l’appaltatore verifica, acquisendo la documentazione prima del versamento del corrispettivo,

che gli adempimenti di cui al periodo precedente, scaduti alla data del versamento, sono stati correttamente eseguiti dal subappaltatore. L’attestazione dell’avvenuto adempimento degli obblighi di cui al primo periodo può essere rilasciata anche attraverso un’asseverazione dei soggetti di cui all’articolo 35, comma 1, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e all’articolo 3, comma 3, lettera a), del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322. L’appaltatore può sospendere il pagamento del corrispettivo fino all’esibizione della predetta documentazione da parte del subappaltatore. Gli atti che devono essere notificati entro un termine di decadenza al subappaltatore sono notificati entro lo stesso termine anche al responsabile in solido.

Nessuna modifica è stata apportata ai successivi commi 28-bis e 28-ter.

Con la modifica in argomento, in caso di contratto di appalto/subappalto, l’appaltatore è quindi solidalmente responsabile con il subappaltatore soltanto per il versamento delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente nei limiti dell’ammontare del corrispettivo dovuto, con esclusione della responsabilità solidale per il versamento dell’IVA.

Rimane invariato l’ambito oggettivo di applicazione della disposizione, le tipologie di contratti coinvolte, i soggetti, la possibilità di rilasciare un’attestazione da parte dell’obbligato in luogo dell’asseverazione (si rinvia all’Informativa n. 15/2013).

1.1               Gli interventi confederali

 La Confederazione, anche nell’ambito di R.E.TE. Imprese Italia, ha da tempo sollecitato la totale abrogazione della disposizione con cui è stata introdotta la responsabilità fiscale negli appalti, sia ai fini IVA che relativamente al versamento delle ritenute.

Pur essendo apprezzabile l’eliminazione della responsabilità solidale dell’appaltatore per i versamenti IVA, la Confederazione continuerà ad intervenire, nelle sedi istituzionali, per proporre l’integrale abrogazione o, in subordine, la limitazione dell’applicazione della disposizione ai soli contratti di importo ragguardevole.

 

2.                  ABROGAZIONE DEL MODELLO 770 MENSILE (articolo 51)

L’articolo 51 abroga la disposizione che prevede l’obbligo di comunicazione mensile in via telematica, direttamente o tramite intermediari abilitati, dei dati retributivi e delle informazioni necessarie per il calcolo delle ritenute fiscali e dei relativi conguagli, per il calcolo dei contributi, per la rilevazione della misura della retribuzione e dei versamenti eseguiti, per l’implementazione delle posizioni assicurative individuali e per l’erogazione delle prestazioni, mediante una dichiarazione mensile da presentare entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di riferimento.

Tale obbligo, previsto dall’art. 44-bis, decreto legge n. 269/2003, convertito in legge 326/2003, è stato oggetto di ripetute proroghe (da ultimo, l’entrata in vigore era stata prevista per il 1° gennaio 2014) e, di fatto, non è mai entrato in vigore. Al riguardo si ricorda che la Confederazione, partecipando a diversi tavoli di lavoro che nel tempo si sono susseguiti per dare attuazione alla disposizione, ha sempre sostenuto la necessità di procedere all’abrogazione della disciplina in oggetto.

 

 

3.                  RISCOSSIONE MEDIANTE RUOLO (articolo 52)

L’articolo 52 introduce una serie di modifiche in materia di riscossione mediante ruolo. In particolare, la disposizione interviene in merito alla rateazione, al pignoramento dei beni strumentali e degli emolumenti retributivi pensionistici accreditati sul conto corrente bancario e postale, nonché in materia di espropriazione immobiliare.

 

3.1               Ampliamento rateazione

L’articolo 52, alla lettera a), introduce una “valvola di sicurezza” (così definita nella relazione illustrativa) in quelle ipotesi in cui il debitore risulta assolutamente impossibilitato a onorare un piano di rientro rateale in 72 rate, con la conseguenza di una ripresa dell’attività di esecuzione forzata.

La disposizione, infatti, inserisce nell’articolo 19, del D.P.R. n. 602/73, il nuovo comma 1-quinquies, prevedendo la possibilità di un’ulteriore dilazione di pagamento (fino a 120 rate mensili) delle somme iscritte a ruolo, nel caso di comprovate e gravi situazioni economiche del debitore, opportunamente definite dalla norma stessa.

La comprovata e grave situazione di difficoltà è quella in cui ricorrono congiuntamente le seguenti condizioni:

a) accertata impossibilità per il contribuente di assolvere il pagamento del credito tributario secondo un piano di rateazione ordinario;

b) valutazione della solvibilità del contribuente in relazione al piano di rateazione concedibile.

Inoltre, sono introdotti criteri meno rigidi di decadenza dal beneficio della rateazione: è ora prevista la decadenza dal beneficio in caso di omesso pagamento, nel periodo di rateazione, di 8 rate, anche non consecutive (in luogo di 2 rate consecutive).

3.2               Vendita all’incanto

La lettera b) introduce due nuovi commi all’art. 52, del D.P.R. n. 602/73, in materia di procedura di vendita all’incanto. Per consentire al debitore di disporre di un congruo termine per esercitare concretamente la facoltà di vendita in proprio, si prevede, alla successiva lettera c), di prolungare il termine di efficacia del pignoramento da 120 a 200 giorni.

 

3.3            Pignoramento dei beni strumentali

La lettera d) interviene in materia di pignoramento dei beni strumentali, prevedendo l’estensione delle limitazioni stabilite dal codice di procedura civile alla pignorabilità dei beni strumentali utilizzati da imprenditori ditte individuali anche in presenza di imprese che abbiano forma giuridica di società e nei casi di prevalenza del capitale sul lavoro. La Confederazione proporrà, in sede di emendamento, oltre all’impignorabilità dei beni mobili d’impresa, anche il  “blocco” del fermo amministrativo (ganasce fiscali) sui veicoli strumentali all’attività d’impresa ovvero sui veicoli che ne costituiscano l’oggetto.

 

3.3               Pignoramento dei crediti verso terzi

Con la lettera e) viene apportata una modifica all’art. 72-bis DPR 602/73, stabilendo che l’ordine rivolto al terzo pignorato di pagare il credito direttamente all’agente della riscossione debba essere ottemperato nel termine di 60 giorni, anziché di 15. Ciò al fine di consentire al debitore che abbia fondate ragioni da opporre all’iniziativa di riscossione avviata, di attivare, in tempi consoni, le tutele del caso, evitando che, nelle more, il terzo disponga l’accredito delle somme pignorate.

 

3.4               Limiti di pignorabilità

Con la lettera f) è inserito un terzo comma all’articolo 72-ter PR 602/73, che disciplina i limiti di pignorabilità degli emolumenti retributivi e pensionistici superiori a 1.000 euro depositati sui conti correnti in presenza dell’esecuzione esattoriale, con cui è stato stabilito che, in presenza di somme dovute a favore di un terzo gli obblighi di legge che gravano sullo stesso non possano ricomprendere l’ultimo emolumento accreditato su tale conto, che resta, pertanto, nella piena disponibilità del correntista.

 

3.6 Espropriazione immobiliare

 

Vengono introdotte, inoltre:

 a) limitazioni all’esproprio dell’unica abitazione di proprietà in cui risiede la famiglia, esclusi gli

immobili di lusso, ville e castelli;

 b) le limitazioni all’esproprio degli immobili strumentali delle imprese, qualora il debito tributario

sia inferiore a 120 mila euro.

4.            AGENZIE DI VIAGGIO: NORMA INTERPRETATIVA (articolo 55)

L’articolo 55 costituisce una norma di interpretazione autentica in materia di agenzie di viaggio, e stabilisce che l’IVA non è rimborsabile nei confronti delle agenzie di viaggio stabilite fuori dall’Unione europea.

Sono fatti salvi gli eventuali rimborsi effettuati fino al 22 giugno 2013 (data di entrata in vigore del decreto legge n. 69/2013) e non si dà luogo alla restituzione di somme che, eventualmente, siano state in un primo tempo rimborsate alle agenzie di viaggio e successivamente recuperate.

 

5.         TOBIN TAX (articolo 56)

L’articolo 56 modifica l’imposta sulle transazioni finanziarie, rinviando il termine di decorrenza di applicazione dell’imposta per le negoziazioni su derivati e per le negoziazioni ad alta frequenza relative ai derivati dal 1° luglio al 1° settembre 2013.

Sono anche rinviati i termini entro i quali provvedere al primo versamento dell’imposta per i trasferimenti di proprietà effettuati fino al 30 settembre 2013: il termine entro cui effettuare il versamento è fissato al 16 ottobre 2013.

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