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12 giugno 2013 - La news ha avuto 27 visite
Si è svolta l'Assemblea Nazionale Confartigianato. Il Presidente Merletti alla politica:Fate il vostro dovere, costruite il futuro del Paese

Si è svolta l’Assemblea Nazionale Confartigianato. Il Presidente Merletti alla politica:Fate il vostro dovere, costruite il futuro del Paese

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Alla presenza di numerose autorità, parlamentari, membri del Governo e rappresentanti delle forze sociali, Confartigianato ha tenuto, martedì 11 giugno presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, la propria Assemblea generale a cui hanno preso parte molteplici delegazioni di artigiani e piccoli imprenditori provenienti da tutta Italia. Anche Confartigianato Imprese Macerata è intervenuta all’importante evento con una folta delegazione guidata dal Presidente Provinciale Renzo Leonori, dal Presidente Nazionale “Moda” e membro della Giunta Nazionale Giuseppe Mazzarella e da diversi Presidenti Provinciali di categoria.

Il Presidente Nazionale Giorgio Merletti, nel suo discorso introduttivo, ha fatto un appello forte alla politica: Oggi deve tornare il tempo della responsabilità, la responsabilità di chi ha il compito di guidare il Paese, in modo consapevole e rispettoso del mandato assunto nei confronti degli italiani. Le nostre imprese hanno fatto e stanno facendo tutto il possibile per non cedere sotto i colpi della recessione. Noi la nostra responsabilità ce la assumiamo tutta, ogni giorno, nel compiere il nostro dovere di imprenditori. Ma adesso “tocca a voi”, tocca al Governo, tocca al Parlamento, tocca alla politica. Lo abbiamo detto nel Manifesto che un mese fa abbiamo presentato nell’Assemblea di Rete Imprese Italia. Lo diciamo di nuovo oggi, lo dicono le migliaia di imprenditori che, anche in quest’ultimo mese, hanno continuato a firmare il nostro Manifesto e che vi chiedono una cosa molto semplice: Governate! Fate il vostro dovere! Basta con le promesse non mantenute: gli imprenditori, le famiglie, i cittadini, i giovani non ne possono più di impegni non rispettati, di norme fatte e disfatte, di troppe leggi che non producono effetti o che addirittura danno risultati opposti a quelli auspicati. La politica si riappropri del suo ruolo, costruisca un progetto di futuro per il Paese. Non si fanno miracoli, ha detto qualche giorno fa il Presidente del Consiglio Enrico Letta. Miracoli no, ma cose concrete da fare subito però sì, bisogna farle! E tra le priorità bisogna agire senza esitazioni sui fronti del fisco, della burocrazia, del credito, del lavoro. I numeri che abbiamo davanti agli occhi sono a dir poco drammatici…

Vediamone alcuni, di questi numeri.

Nel 2013 gli italiani pagheranno 38 miliardi in più di tasse, pari a 639 euro di maggiori imposte pro capite, rispetto alla media dei cittadini dell’Eurozona. Questo gap Italia/Europa è l’effetto dell’aumento della pressione fiscale che quest’anno in Italia ha raggiunto il 44,6 del PIL, ben 2,4 punti in più rispetto alla media UE. Ma, se si considera il mancato gettito dell’economia sommersa, la pressione fiscale effettiva si attesta al 53,4% del PIL.

Le tasse pesano in modo particolare sui salari: in Italia il cuneo fiscale che grava sul costo del lavoro di un dipendente single senza figli con retribuzione media è pari al 47,6%. Si tratta del sesto cuneo fiscale più oneroso tra i 34 Paesi avanzati dell’Ocse, con un livello di 12 punti superiore alla media del 35,5% registrata nei paesi Ocse.

Tra le imposte più recenti che hanno innalzato la pressione fiscale su imprese e famiglie, l’IMU ha provocato, tra il 2011 ed il 2012, un maggior prelievo sugli immobili di 14,5 miliardi. Pesante anche l’impatto della TARES, la nuova tassa rifiuti, che provoca un incremento del 28,1 % del prelievo pro capite.

Le cose non vanno meglio per quanto riguarda la burocrazia. Nell’ultimo anno le piccole e medie imprese hanno speso in oneri amministrativi 30.980 milioni di euro, equivalenti a 7.091 euro per impresa e pari a 2 punti di PIL.

L’inefficienza nel rapporto tra Pubblica Amministrazione ed imprese genera un ambiente ostile al “fare impresa” tanto che nella classifica sulla facilità di fare impresa l’Italia si colloca al 73° posto tra i 185 Paesi del mondo.

Gli ultimi 18 mesi sono stati particolarmente difficili per le imprese e per il Paese. Nei quasi seicento giorni che vanno da metà novembre 2011 a giugno 2013, il numero delle aziende italiane è diminuito dell’1%, il numero delle imprese artigiane è calato del 3%, il Pil è sceso del 3,4%, il credito alle imprese è diminuito di 65 miliardi (-6,4%), il debito pubblico è salito di 122 miliardi (+6,4%), la pressione fiscale è aumentata di quasi 2 punti (+1,8%), la disoccupazione giovanile è aumentata di oltre 8 punti (+8,5%), i disoccupati sono aumentati del 30,9% (con una crescita di 728 mila persone in cerca di lavoro), gli occupati sono diminuiti dell’1,3% (perdita di 294 mila unità); per i giovani “under 35” la perdita di occupati ha superato il mezzo milione (-537 mila).

 

Scarica il materiale relativo all’Assemblea

La relazione del Presidente Giorgio Merletti all’Assemblea di Confartigianato

Rapporto Ufficio studi di Confartigianato: fisco e burocrazia sempre più pesanti sulle imprese

 

Scarica le foto dell’Assemblea

Il Ministro del Lavoro Enrico Giovannini

Il Ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato

Il Ministro del Lavoro Enrico Giovannini conferisce il Premio Giano ad Angelo Fantin

Il palco

La sala

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