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4 giugno 2013 - La news ha avuto 36 visite
Si è svolto a Recanati il Convegno interregionale Confartigianato Trasporti

Si è svolto a Recanati il Convegno interregionale Confartigianato Trasporti

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Si è svolta sabato 1 giugno a Recanati presso il Ristorante Antonl’assemblea sociale della Confartigianato Trasporti Marche, promotrice della Transport Service, società che eroga servizi a migliaia di trasportatori che gestiscono circa 18.000 TIR. L’evento è stato occasione per lo svolgimento dell’importante convegno sul tema L’autotrasporto in tempi di crisi: criticità, cambiamenti e proposte per le imprese”, al quale hanno partecipato oltre 180 persone, e che ha visto la presenza del Presidente dell’Interporto Marche Spa, dottor Roberto Pesaresi, che dopo gli interventi di apertura di Teodorico Tiranti, Presidente Transport Service, e di Giovanni Ronconi, Presidente Prov.le Confartigianato Trasporti, ha portato i saluti, oltre che dei dirigenti nazionali di Confartigianato Trasporti Mauro Squarcia, Presidente nazionale, ed Amedeo Genedani, Pierino Chiandussi e Stefano Boco, rispettivamente Presidenti regionali di Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, e Umbria. Presenti anche i Responsabili Confartigianato Trasporti Marche e Macerata Gilberto Gasparoni e Giorgio Menichelli. A partecipare in qualità di relatore è stato poi il prof. Rocco Giordano, Coordinatore Scientifico del Comitato Centrale Albo Autotrasportatori per Studi, Ricerche e Sicurezza e Presidente del Comitato Scientifico della ex Consulta Generale per l’Autotrasporto e la Logistica per il Piano Nazionale della Logistica. Attraverso l’intervento di Giordano, ed in considerazione della attuale crisi che investe il comparto dell’autotrasporto, che ha visto nella regione nel 2012 la chiusura di circa 250 imprese ed il fermo di numerosi camion, l’abusivismo, l’aumento dei costi di esercizio e del gasolio in particolare, Confartigianato e Transport Service hanno voluto offrire agli imprenditori dell’autotrasporto provenienti dalle diverse regioni dell’Adriatico spunti e riflessioni per sviluppare i processi di innovazione e ristrutturazione delle imprese del settore. La Transport Service, che ha una particolare presenza sulle principali regioni che si affacciano sull’adriatico,  nel corso del 2012 ha effettuato un fatturato in servizi di oltre 60 milioni di euro (escluso il fatturato dei trasporti) con un incremento dei servizi e del volume di affari del 15%.

L’autotrasporto italiano – ha detto l’esperto – soffre della scarsa competitività del Paese rispetto ai competitors europei. Si pensi ad esempio al ruolo ed alla criticità delle nostre dogane, che ritardano notevolmente la competizione dei nostri porti, aeroporti ed interporti. Il sistema complessivo dei controlli prevede infatti 73 operazioni e 16 organismi diversi che intervengono. In Germania si opera invece con tempi ridotti di 23 rispetto a quelli italiani. La scarsa competitività dell’Italia in tema di logistica e trasporti è legata anche al servizio ferroviario che non garantisce la certezza dei termini di resa della merce, alla frammentazione dell’autotrasporto che rende difficile l’attività intermodale (cioè la possibilità in un trasporto di utilizzare più modalità – gomma, ferro, nave), ed alle difficoltà di esternalizzare le attività logistiche proprio perché le imprese di autotrasporto sono sotto dimensionate. Da qui la necessità degli operatori del settore di aggregarsi al fine di gestire attività ancora in mano alle aziende manifatturiere. Altro elemento di criticità sono i differenti costi a chilometro dei vari paesi membri: mentre in Italia il costo a km si attesta ad 1,579, negli altri paesi i costi sono i seguenti: Austria, 1,455, Francia 1,518, Germania 1,530, Polonia 1,047, Slovenia 1,227, per finire con la Romania a 0,887 eurokm. Nel nostro Paese – ha aggiunto –  la forte presenza dei padroncini, se da un lato consegna all’economia italiana flessibilità e qualità, dall’altro è causa di mancanza di servizi a valore aggiunto. Questi processi mettono a rischio emarginazione gli operatori italiani sia in un contesto internazionale che nel mercato domestico. Infatti gli operatori stranieri esercitano l’attività di cabotaggio (cioè la possibilità di effettuare trasporti nazionali in altri paesi membri) e vedono la nostra economia come mercato di conquista aiutandosi sulla maggiore competitività che hanno. Inoltre – ha spiegato Giordano – la dipendenza del nostro Paese da aziende di settore estere per la fornitura dei servizi di trasporto e logistica si fonda sulla politica di vendita basata sulla stipula di contratti franco – fabbrica (e non franco – destino) secondo la quale sono gli acquirenti (esteri) a scegliere anche l’operatore che effettua il trasporto. Tale procedura tende ad annullare qualsiasi forma di responsabilità dei committente prevista dalle specifiche norme di settore italiane, che non si applicano agli operatori stranieri. Situazione aggravata dalla bassa velocità commerciale dei veicoli e dai lunghi tempi di attesa di carico e scarico delle merci, oltre alla presenza di oltre 400.000 veicoli immatricolati in conto proprio (il conto terzi conta 490.000 veicoli) senza che nessuno li governi soprattutto sulla regolamentazione dei prezzi di trasporto.

Le ricette che secondo Giordano possono aiutare a risollevare i destini dell’autotrasporto? Convincere i committenti italiani a commissionare piu’ trasporti franco destino, e regolamentare e ridurre l’utilizzo dei veicoli conto proprio, lasciando quanto più possibile il mercato dell’autotrasporto ad operatori professionisti, oltre a limitare la pratica del cabotaggio e bloccare la liberalizzazione in sede europea, vista la scarsa competitività degli autotrasportatori italiani. Infine far applicare definitivamente la normativa che prevede i costi minimi del trasporto, tempi certi nel pagamento delle prestazioni ed il principio di corresponsabilità di tutti i soggetti coinvolti nella filiera del trasporto:committente, caricatore e proprietario della merce.

 

UFFICIO STAMPA CONFARTIGIANATO IMPRESE MACERATA

 

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