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22 maggio 2013 - La news ha avuto 16 visite
PAGAMENTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, Confartigianato: "Il provvedimento licenziato alla Camera va modificato:le imprese non vivono di illusioni e promesse"

PAGAMENTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, Confartigianato: "Il provvedimento licenziato alla Camera va modificato:le imprese non vivono di illusioni e promesse"

 

Oltre al danno dei mancati pagamenti – afferma il Presidente Provinciale di Confartigianato Imprese Macerata Cav. Renzo Leonori – continua la beffa per le imprese che credevano e speravano in una soluzione certa del problema della soddisfazione dei loro crediti nei confronti della P.A. Il testo del decreto da pochi giorni licenziato dalla Camera dei deputati, infatti, rimane confermato nell’impianto originario, reso forse ancora più arzigogolato, e mostra, ancora una volta, più attenzione alle esigenze della burocrazia contabile piuttosto che a quelle delle migliaia di imprese creditrici del terziario di mercato, dell’artigianato e dell’impresa diffusa che sono ormai sull’orlo del collasso.

La nostra Confederazione, sin dall’inizio, ha denunciato l’inadeguatezza del provvedimento per le farraginose interrelazioni tra le diverse amministrazioni e l’assenza di un qualsiasi meccanismo operativo che consentisse alle imprese di ottenere in via diretta il pagamento di quanto dovuto e ha ripetutamente sollecitato tutti gli interlocutori – tecnici, politici e istituzionali – a snellire le procedure e rafforzare il meccanismo di compensazione a garanzia della reale e tempestiva soddisfazione del credito. Purtroppo, nel testo appena approvato dalla Camera, non vi è traccia di quel principio di compensazione debiti/crediti che Confartigianato, assieme alle altre associazioni facenti parte di Rete Imprese Italia, ha sempre ritenuto come una imprescindibile clausola di salvaguardia per far ottenere alle imprese quanto dovuto indipendentemente dal pieno ed omogeneo adempimento da parte delle pubbliche amministrazioni ai meccanismi previsti dal decreto. Auspichiamo pertanto una rapida inversione di marcia nell’iter parlamentare di conversione del decreto perché alle imprese, che non vivono di illusioni e di promesse, occorre dare risposte certe e immediate. La loro capacità di resistenza è, infatti, allo stremo: non hanno più disponibilità finanziarie e le banche stanno pressando per il rientro dalle anticipazioni delle fatture scadute.

 

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