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14 maggio 2013 - La news ha avuto 20 visite
Mercato del lavoro: la crisi ‘brucia’ anche gli imprenditori junior. Macerata nel 2012 unica provincia italiana in crescita

Mercato del lavoro: la crisi ‘brucia’ anche gli imprenditori junior. Macerata nel 2012 unica provincia italiana in crescita

 

La crisi in atto ha falcidiato anche l’imprenditoria giovanile: dal 2008 al 2012 sono mancati all’appello nel nostro Paese ben 331.000 imprenditori under 40. Negli ultimi 5 anni l’Italia ha perso il 16% dei suoi giovani capitani d’azienda. I dati emergono dall’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile realizzato dall’Ufficio studi di Confartigianato e presentato alla Convention nazionale dei Giovani Imprenditori di Confartigianato organizzata a Roma il 3 e 4 maggio alla quale ha partecipato una delegazione di Confartigianato Imprese Macerata.

 

Lo studio evidenzia condizioni drammatiche per il segmento giovanile del mercato del lavoro. Due recessioni intervallate da una troppo debole ripresa hanno eretto un muro – quasi insormontabile – per l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. Nell’ultimo quinquennio gli occupati sono diminuiti del 2,2% in Italia, dell’1,8% nelle Marche (-11.800 in valore assoluto), del 3,5% in provincia di Macerata (- 4.800). Ed è soprattutto l’occupazione giovanile quella che mostra i dati più allarmanti.

 

Secondo i dati emersi dallo studio, nel 2012 nella provincia di Macerata il tasso di disoccupazione degli under 35,  è pari infatti al 14,3%, con un aumento di ben 7,1 punti percentuali rispetto al 2008 in cui si attestava al 7,2%. Anche il tasso di occupazione dei giovani under 35, si è attestato a Macerata sul 51,9%, con una diminuzione rispetto al 2008 di ben 6,3 punti percentuali, mentre il tasso di attività riferito ai giovani under 35 è del 61,2%, con una diminuzione rispetto al 2008 di 1,5 punti percentuali.

 

Oltre alle difficoltà legate alla dinamica degli occupati, una accentuata criticità del mercato del lavoro giovanile è data da oltre due milioni (2.154.600) di giovani che non lavorano e non studiano (gruppo indicato con l’acronimo Neet, Not in education, employment or training): si tratta del 22,7% della popolazione giovanile tra 15 e 29 anni. Nelle Marche la percentuale di Neet è passata dall’ 11,3 % del 2007 al 15,6% del 2011, con un aumento di 4,3 punti percentuali.

 

La crisi ha falcidiato anche l’imprenditoria giovanile: dal 2008 al 2012, sono mancati all’appello 331.000 imprenditori under 40. Alla fine dello scorso anno il bilancio è da brividi: l’Italia ha perso il 16% dei giovani capitani d’azienda rispetto a 5 anni prima.

Secondo l’Osservatorio di Confartigianato, nonostante tutto, l’Italia rimane sul gradino più alto del podio europeo per numero di imprenditori e di lavoratori autonomi tra i 15 e i 39 anni: il 19,2% dei giovani occupati under 40 lavora in proprio, una percentuale quasi doppia rispetto al 10,3% della media europea Circa il 30% dei giovani imprenditori italiani sono artigiani. I ‘capitani’ under 40 delle piccole imprese sono infatti 576.177. I comparti più rappresentati sono quelli delle “costruzioni” (42,7%), del “manifatturiero” (21,2%), dei “servizi alla persona (11,4%), del “commercio e riparazione auto/moto” (5,2%).

 

Una tendenza questa, che si riflette nel nostro territorio: il calo dell’imprenditoria under 40 nelle Marche è piu’ contenuto della media nazionale attestandosi al –4,7%, e vede addirittura il primato di Macerata, unica provincia in Italia a mostrare un aumento dello 0,7% rispetto al 2011. Dal punto di vista delle cariche ricoperte dagli imprenditori under 40, al 31 dicembre 2012 a Macerata esse sono un totale di 4855, tra cui 2778  titolari, 1486 soci e 528 amministratori.

Massimo Lampa, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato Macerata, chiede al riguardo risposte concrete al Governo, al Parlamento, alla politica.

 

La scomparsa di tanti giovani imprenditori – afferma – è causata dalla crisi, ma anche da un sistema Paese che è ostile al fare impresa. Siamo penalizzati dall’enorme costo del lavoro, dalla burocrazia , dal costo del denaro, dalla carenza delle nostre infrastrutture, da un fisco oppressivo. Dobbiamo renderci conto che in Italia, se muoiono le imprese, muore l’intero Paese. Ecco quindi che vanno perseguite tutte le strade possibili per sostenere l’imprenditoria, soprattutto quella giovanile: non è più tempo di buone intenzioni bensì di fatti concreti ed immediati. Il nodo da sciogliere non è tanto quello delle ricette, più o meno condivise tra le diverse forze politiche bensì quello del reperimento delle risorse: si continua a parlare di spesa pubblica da tagliare ma come e dove ancora nessuno lo sa o comunque lo dice chiaramente e concretamente. Ritengo che su questo la politica debba agire al più presto, anche con interventi radicali ed innovativi. E diversi segnali al riguardo sono trapelati negli interventi di alcuni parlamentari alla nostra convention: non è più un tabù ipotizzare l’introduzione di un contributo di solidarietà su pensioni ad un certo importo (sono l’11,6% del totale i trattamenti pensionistici che superano i 3.000 euro mensili) oppure valutare l’opportunità di un ricalcolo (contributivo anche per loro) degli importi di pensioni medio/alte che non sono giustificate dai contributi versati a suo tempo dagli attuali beneficiari superando il principio dei diritti acquisiti che rappresenta un falso ideologico da superare una volta per tutte, come pure degna di attenzione e di riflessione è l’idea suggerita dall’On. Simona Bonafè sulla Cassa Integrazione secondo cui le risorse pubbliche potrebbero essere, piuttosto che impegnate per pagare i dipendenti, dirette alle imprese che assumono quei dipendenti favorendo così l’occupazione e la nascita di nuovi posti di lavoro laddove servono.

 

UFFICIO STAMPA CONFARTIGIANATO IMPRESE MACERATA

 

 

 

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