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24 aprile 2013 - La news ha avuto 23 visite
Nati/mortalità imprese artigiane: 1° trimestre 2013 : nelle Marche perse 850 imprese (191 a Macerata)

Nati/mortalità imprese artigiane: 1° trimestre 2013 : nelle Marche perse 850 imprese (191 a Macerata)

 

Confartigianato Imprese Macerata ha rielaborato ed analizzato le rilevazioni di Movimprese/Unioncamere relative alla situazione regionale e provinciale del comparto artigiano con riferimento  al I ° trimestre 2013.

Nelle Marche le imprese artigiane attive al 31 marzo 2013 risultano essere 48.972: nel  trimestre si è avuto un saldo negativo pari a – 850 imprese (tasso di crescita –1,75%), frutto di 1.057 nuove iscrizioni e di 1.907 cessazioni. Tale cifra è la risultante dei “saldi” relativi rispettivamente alla provincia di Ancona (-144, tasso di crescita pari a –1,18%), di Ascoli Piceno (-136, tasso di crescita di –2,12%), di Fermo (-118, tasso di crescita di –1,60%), di Pesaro Urbino (- 261, tasso di crescita pari a –2,10%) e di Macerata (- 191) corrispondente ad un tasso di nati/mortalità del –1,65%.. 

In provincia di Macerata, nel dettaglio, nel corso del I° trimestre 2013, si sono avute 255 nuove iscrizioni e 446 cessazioni (totale imprese artigiane attive 11.350), con un saldo negativo, come detto, pari a -191 imprese. Tutti i comparti più significativi registrano segno meno: quello della ristorazione (-8 aziende, diminuzione del 2,08%), dell’alimentazione (-4 aziende, decrescita del settore pari all’1,30%), dei servizi a cose e persone (-7 aziende, diminuzione dello 0,65%), dell’autoriparazione (-8 imprese, decrescita dell’1,42%), dei trasporti (-14 aziende, diminuzione del comparto pari al 3,11%), delle costruzioni (-112 imprese, decrescita del comparto del 2,70%), del tessile-abbigliamento (-10 aziende, tasso di crescita –3,20%), del legno/mobile (-4 imprese, calo pari al –0,93%), del cuoio-pelle-calzature (-7 aziende, con una decrescita del comparto di –0,68%). Questi dati – dichiara il Presidente Provinciale della Confartigianato di Macerata Comm. Folco Bellabarba – confermano purtroppo che la crisi continua a mordere. Preoccupano soprattutto i numeri delle cessazioni: nella nostra provincia, nel I° trimestre dell’anno, sono state ben 446 (quasi 5 al giorno!) le imprese costrette a chiudere i battenti e molte di quelle che ancora sopravvivono sono ormai allo stremo. Ma la classe politica, nei fatti, sembra non accorgersi di tale drammaticità: a due mesi dalle elezioni il nuovo Parlamento non è riuscito neanche ad abbozzare una qualche idea di Governo ed è stato costretto, per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica, a forzare la volontà di Giorgio Napoletano (al quale va la nostra gratitudine) il quale, dimostrando grande senso civico e grande amore per il Paese, si è reso disponibile per un nuovo mandato. Ora però non possiamo più aspettare: un Governo deve nascere subito, non importa con quale formula, non importa se con programma di legislatura o di breve-medio termine. Il tempo è già scaduto: serve immediatamente un Governo capace di ripartire dalle buone ragioni dell’economia reale, cioè dalle ragioni delle imprese e del lavoro, capace quindi di metter in campo provvedimenti atti a coniugare crescita ed equità. La ricetta non è semplice, ma alcuni punti debbono esser posti e mantenuti nel tempo: innanzitutto la riduzione della pressione fiscale, scongiurando prima di tutto l’ulteriore innalzamento dell’aliquota Iva altrimenti previsto dal 1° luglio, riducendo l’imposizione Irap, escludendo dall’Imu gli immobili strumentali all’attività d’impresa, ridefinendo il tributo rifiuti e servizi Tares; poi una vera e seria azione di spending review della spesa pubblica contestualmente al contrasto ed al recupero di evasione ed elusione; ed ancora, il proseguo dell’azione di semplificazione che oltre a non costare libera risorse per la crescita; il dare credito alle imprese sia risolvendo definitivamente e rapidamente il problema dei pagamenti della PA, sia aiutando il sistema bancario a reperire liquidità a tassi favorevoli con vincolo di destinazione a favore del credito alle imprese; infine, il favorire lo sviluppo delle imprese attraverso una nuova politica del mercato del lavoro che porti ad intervenire sul costo del lavoro, a predisporre incentivi per l’assunzione di giovani e per favorirne l’ingresso nel mercato del lavoro anche come imprenditori, che porti infine ad utilizzare, al fine di creare nuove opportunità lavorative, tutte le forme contrattuali, nel rispetto delle norme di legge, ma senza penalizzazioni .

 

                                                                                             UFFICIO  STAMPA

                                                                       CONFARTIGIANATO  IMPRESE  MACERATA

 

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