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10 aprile 2013 - La news ha avuto 25 visite
Confartigianato: "Non trovare profili professionali a misura d’azienda è un lusso che non possiamo permetterci"

Confartigianato: "Non trovare profili professionali a misura d’azienda è un lusso che non possiamo permetterci"

 

 

Non è infrequente che, specie a seguito di pensionamenti, il rinnovamento generazionale del nostro settore manifatturiero trovi diversi ostacoli non riuscendo a reperire manodopera qualificata e figure professionali specifiche. E questo, specie in un periodo di difficoltà economiche ed occupazionali qual è quello che stiamo vivendo, è un lusso che non possiamo proprio permetterci: da un lato vediamo ogni giorno lavoratori che perdono il lavoro, dall’altro assistiamo a situazioni in cui chi il lavoro lo offre, non trova lavoratori!

C’è da rilevare comunque che la complessità delle competenze richieste nei comparti produttivi del mondo da noi rappresentato è particolarmente elevata perché elevata e’ la polverizzazione delle figure professionali; ecco quindi che le tecniche formative che possono rispondere a ciò non possono che essere individuali, con modalità “on the job” e per periodi mediamente lunghi (anche 2/3 anni), soprattutto perché molte competenze specialistiche sono complicate da trasferire anche per il fatto che quasi sempre i saperi sono informali, cioè sono nella testa e nelle mani dei lavoratori esperti/senior e possono essere trasferiti soltanto con un processo di affiancamento lungo, paziente e sopratutto costoso, il cui onere è però sempre a carico dell’ impresa.

E’ stato stimato che nel nostro distretto calzaturiero, nei prossimi tre anni, andranno in pensione circa 200 figure professionali strategiche per diverse fasi di produzione. E’ lecito e doveroso chiedersi cosa avverrà negli altri settori produttivi! Ed è anche utile e doveroso che noi e chi con noi ha a cuore l’integrità e la salvaguardia del nostro mondo produttivo si interroghi su come sia possibile affrontare la crisi occupazionale e il mantenimento della qualità della produzione richiestaci da un mercato sempre più esigente.

Responsabilmente, in quanto la più grande associazione di categoria della piccola impresa presente sul territorio, crediamo sia opportuna una seria riflessione che veda coinvolte forze sociali ed istituzioni con l’intento di ideare e varare un progetto che possa da un lato far individuare le figure professionali che a breve lasceranno il lavoro e dall’altro pensare contestualmente ad una forma di inserimento lavorativo per giovani disoccupati o fuoriusciti dal mondo del lavoro desiderosi di imparare un mestiere. Un programma ambizioso ma utile perché tarato sulle reali esigenze del nostro sistema produttivo: si parla spesso nel mondo del lavoro della necessità di far incontrare domanda ed offerta. Quale migliore risposta se non quella di individuare per tempo le necessità occupazionali ed al contempo provvedere ad una formazione mirata ed altamente qualificata? Un progetto su cui investire, un progetto su cui coinvolgere Enti (Università, Ebam, ecc.) ed Istituzioni.

Questa nostra idea l’abbiamo formalmente esplicitata nei giorni scorsi alla Provincia di Macerata, sia perché essa è l’istituzione principe presente sul territorio in materia di lavoro e formazione professionale, sia perché negli ultimi tempi ha più volte dimostrato la sua marcata attenzione verso le problematiche del lavoro e dell’occupazione giovanile. Convinti nella validità e nell’utilità della proposta, in attesa di riscontri ribadiamo la nostra massima disponibilità a concorrere nella realizzazione di questa iniziativa.

 

                                     UFFICIO     STAMPA     CONFARTIGIANATO IMPRESE MACERATA

 

 

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