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3 aprile 2013 - La news ha avuto 107 visite
IMPIANTI FOTOVOLTAICI E DETRAZIONE: confermata la detrazione del 36% (o 50%) per l’acquisto o installazione di impianti fotovoltaici

IMPIANTI FOTOVOLTAICI E DETRAZIONE: confermata la detrazione del 36% (o 50%) per l’acquisto o installazione di impianti fotovoltaici

 

 

L’acquisto e l’installazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica rientra tra gli interventi per i quali spetta la detrazione del 36%, elevata al 50% per le spese sostenute nel periodo compreso tra il 26 giugno 2012 e il 30 giugno 2013, in quanto concretizza di fatto un risparmio energetico. L’agevolazione è riconosciuta per impianti posti direttamente al servizio dell’abitazione dell’utente ed è esclusa quando la cessione dell’energia prodotta in eccesso configuri esercizio di attività commerciale. E’ sufficiente conservare la documentazione comprovante l’acquisto o l’installazione. La detrazione è cumulabile con lo scambio sul posto e il ritiro dedicato.

 

 

Con una risposta ad una consulenza giuridica posta dalla Federazione Nazionale Imprese elettrotecniche ed elettroniche (ANIE), l’Agenzia delle entrate ha chiarito che tra gli interventi agevolabili al 36% (elevato al 50% per i bonifici effettuati entro il 30 giugno 2013) sono ricompresi quelli relativi agli impianti fotovoltaici, finalizzati alla produzione di energia posti direttamente al servizio dell’abitazione dell’utente.

L’interpretazione, fornita dall’Amministrazione in data 14 marzo 2013 (in allegato) chiarisce, altresì, che non dovrà essere prodotta ulteriore documentazione o particolare certificazione che attesti il risparmio energetico, in quanto la realizzazione dell’impianto stesso comporta, di per sé, un miglioramento della prestazione energetica.

 

1. IMPIANTI FOTOVOLTAICI E DETRAZIONE 36% – 50%

Con l’introduzione dell’articolo 16-bis nell’ambito del T.U.I.R., la detrazione IRPEF delle spese sostenute per gli interventi di recupero sul patrimonio edilizio è stata resa permanente.

Si ricorda che la lettera h), del comma 1 della disposizione normativa sopra citata, prevede tra gli interventi agevolabili anche quelli:  

 

 

Art. 16-bis, comma 1, TUIR

h) “relativi alla realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia. Le predette opere possono essere realizzate anche in assenza di opere edilizie propriamente dette, acquisendo idonea documentazione attestante il conseguimento di risparmi energetici in applicazione della normativa vigente in materia.”

 

Essendo l’impianto fotovoltaico finalizzato alla produzione di energia, e non, in maniera diretta, al conseguimento di risparmi energetici, è sorto il dubbio se l’installazione del medesimo poteva rientrare tra le spese per le quali è riconosciuta la detrazione di cui alla lettera h), articolo 16-bis, comma 1 del T.U.I.R.

 

Al riguardo, l’Agenzia delle entrate ha acquisito il parere del Ministero dello sviluppo economico, il quale, basandosi sulla normativa specifica, ha concluso che la realizzazione di impianti a fonti rinnovabili è equiparata a tutti gli effetti alla realizzazione di interventi finalizzati al risparmio energetico, in quanto maggiore è la quota di energia rinnovabile, minore è l’energia primaria consumata per metro quadrato all’anno e, quindi, migliore è la classe energetica dell’edificio. 

 

Ciò premesso, poiché il tenore letterale della citata lettera h), non accorda il beneficio fiscale solo a specifiche tipologie di interventi ma, al contrario, riconosce la detraibilità per tutte le spese sostenute e finalizzate ad un conseguimento di un risparmio energetico, senza ulteriori condizioni, ne consegue che anche l’installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, in quanto basati sull’impiego di fonti rinnovabili di energia (fonte solare), rientra nell’ambito degli interventi per i quali spetta l’agevolazione in argomento.

Peraltro ciò appare in linea con la norma in questione che dispone la detraibilità per tutte le spese afferenti interventi realizzati anche in assenza di opere edilizie propriamente dette.

 

Le conclusioni a cui perviene l’amministrazione finanziaria, con la consulenza giuridica fornita all’ANIE, peraltro, pare confermino quanto dalla stessa amministrazione finanziaria, già precisato, con la circolare nr. 57/E del 24/02/98, paragrafo 3.4, in vigenza dell’art. 1, legge nr. 449/97 che introdusse l’agevolazione nell’ordinamento. Ciò alla luce del rinvio al decreto del Ministero dell’Industria del 15/05/92, il cui art. 1, comma 1, prevede, tra gli interventi detraibili, alla lett. e) gli: “impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica”.

 

E’ quindi applicabile la detrazione nella misura del 36% delle relative spese documentate, fino ad un ammontare delle stesse non superiore a euro 48.000,00. La misura della detrazione è elevata al 50% per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 30 giugno 2013 ed il limite di spesa è aumentato a euro 96.000,00.

In attesa dei chiarimenti, da parte dell’amministrazione finanziaria, si ritiene che la data a cui fare riferimento, al fine di individuare la misura della detrazione, sia quella del bonifico. Anche per gli interventi in questione, riguardanti l’installazione di impianti fotovoltaici, occorre aver riguardo a quanto già chiarito nelle istruzioni ai modelli dichiarativi. Pertanto per le spese sostenute negli anni 2012 e 2013, se riferite al medesimo intervento, in considerazione dell’aumento del limite complessivo ad euro 96.000,00 occorre determinare l’importo detraibile, tenendo conto di quanto speso negli anni pregressi e anche di quanto già sostenuto per tali anni, nei limiti di euro 48.000,00, su cui si è calcolata la detrazione nella misura del 36%.

 

L’Agenzia precisa, inoltre, che essendo la detrazione del 36% (o 50%) volta a favorire il recupero del patrimonio edilizio abitativo in relazione a unità immobiliari residenziali, la medesima potrà essere fruita solo se l’impianto è posto direttamente al servizio dell’abitazione dell’utente.

La detrazione è comunque esclusa quando la cessione dell’energia prodotta in eccesso configuri esercizio di attività commerciale, come nel caso di impianti con potenza superiore a 20 Kw o, se di potenza inferiore, qualora non siano posti al servizio dell’abitazione.

 

1.1  La documentazione

In relazione al requisito previsto dall’art.16-bis), comma 1, lett. h) TUIR riguardante:

“…..l’idonea documentazione attestante il conseguimento di risparmio energetico” il dubbio era se fosse necessaria una documentazione “qualificata”, quale l’Attestato di Certificazione Energetica (ACE) idoneo, secondo la normativa di riferimento (D.Lgs. n. 192/05) ad attestare la prestazione energetica di un edificio.

Anche per tale problematica il Ministero dello sviluppo economico ha precisato che la realizzazione dell’impianto a fonte rinnovabile comporta automaticamente la riduzione della prestazione energetica degli edifici, con la conseguenza che qualsiasi certificazione non potrebbe che attestare il conseguimento di un risparmio energetico. Il contribuente deve quindi conservare la documentazione comprovante l’avvenuto acquisto e installazione di un impianto fotovoltaico  a servizio di un edificio residenziale.

 

Pertanto, anche ai fini fiscali, non è necessario acquisire altra specifica certificazione attestante il risparmio energetico derivante dall’installazione dell’impianto fotovoltaico.

Restano fermi gli adempimenti, in ordine alla conservazione della documentazione da produrre, in caso di richiesta all’amministrazione finanziaria, per tutti gli interventi per i quali il contribuente beneficia della detrazione del 36-50%, elencati nel Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 2 novembre 2011.

In tale Provvedimento è previsto che si dovranno esibire agli uffici finanziari le abilitazioni  amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia (laddove richiesti) o, in alternativa, la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, resa ai sensi dell’art. 47 D.P.R. n. 445/2000, inerente, tra l’altro la detraibilità degli interventi medesimi.

 

2. CUMULABILITA’ DELLA DETRAZIONE CON LO “SCAMBIO SUL POSTO” E IL “RITIRO DEDICATO”

Il documento di prassi dell’Agenzia delle entrate esamina la compatibilità della detrazione d’imposta del 36% con il meccanismo dello “scambio sul posto” e del “ritiro dedicato”.

E’ necessario, preliminarmente, fornire alcune precisazioni per spiegare il sistema di incentivazione collegato alla realizzazione dell’impianto fotovoltaico (si rinvia, per le linee generali, all’Informativa n. 72/2010).
L’installazione di un impianto fotovoltaico consente di ricevere gli incentivi del conto energia (tariffa incentivante) e, per quanto riguarda l’energia immessa in rete, la possibilità di scegliere tra due forme di incentivazione: lo scambio sul posto (SSP) o il “ritiro dedicato”.
 

 

Cosa è lo “scambio sul posto

E’ una particolare modalità di valorizzazione dell’energia elettrica che consente di realizzare una specifica forma di autoconsumo immettendo in rete l’energia elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico, ma non direttamente autoconsumata, per poi prelevarla in un momento differente da quello in cui avviene la produzione. 

Il meccanismo consente di ottenere una compensazione tra il valore economico associabile all’energia elettrica prodotta e immessa in rete e il valore economico associabile all’energia elettrica prelevata e consumata in un periodo differente da quello in cui avviene la produzione.

Il GSE (Gestore Servizi Energetici) ha il ruolo di gestire le attività connesse allo scambio sul posto e di erogare il contributo in conto scambio (CS), un contributo che garantisce il rimborso (“ristoro”) di una parte degli oneri sostenuti dall’utente per il prelievo di energia elettrica dalla rete. Il contributo è determinato dal GSE tenendo conto delle peculiari caratteristiche dell’impianto e delle condizioni contrattuali di ciascun utente con la propria impresa di vendita, ed è calcolato sulla base delle informazioni che i gestori di rete e le imprese di vendita sono tenute a inviare periodicamente al GSE.

http://www.gse.it/it/Ritiro%20e%20scambio/Scambio%20sul%20posto/Pages/default.aspx

 

 

 

 

Cosa è il ritiro dedicato

Il ritiro dedicato è una modalità semplificata a disposizione dei produttori per la vendita dell’energia elettrica immessa in rete, in alternativa ai contratti bilaterali o alla vendita diretta in borsa. Consiste nella cessione al GSE dell’energia elettrica immessa in rete, che provvede a remunerarla, corrispondendo al produttore un prezzo per ogni kWh ritirato.

Al regime possono accedere gli impianti alimentati da fonti rinnovabili e non rinnovabili che rispondano a determinate condizioni.

L’energia elettrica immessa in rete dai produttori e ritirata dal Gestore dei Servizi Energetici con il meccanismo del ritiro dedicato viene valorizzata dal GSE al “prezzo medio zonale orario”, ovvero al prezzo medio mensile per fascia oraria – formatosi sul mercato elettrico – corrispondente alla zona di mercato in cui è connesso l’impianto.

http://www.gse.it/it/Ritiro%20e%20scambio/Ritiro%20dedicato/Pages/default.aspx

 

 

 

La scelta tra le due soluzioni dipende, ovviamente, dalla quantità di energia che viene prodotta  e di quella autoconsumata e dal momento in cui questo avviene.

 

 

Con il decreto del Ministero dello sviluppo economico del 5 luglio 2012, all’articolo 12, sono state fornite indicazioni in merito alla cumulabilità degli incentivi per la produzione di energia da fonte fotovoltaica. In particolare, sono state fornite disposizioni in merito alla cumulabilità della tariffa incentivante con altre agevolazioni, sostenendo che:

ž          le tariffe incentivanti non sono cumulabili con le detrazioni fiscali riconosciute per l’impianto fotovoltaico;

ž          le tariffe incentivanti sono alternative al meccanismo dello scambio sul posto.

Poiché nessuna disposizione disciplina  il divieto di cumulo tra lo scambio sul posto (SSP) e altri benefici, il Ministero dello sviluppo economico ha ritenuto che lo stesso sia cumulabile con la detrazione in argomento e che analogo trattamento va riconosciuto al ritiro dedicato.

Prendendo atto di tale considerazione, l’Agenzia delle entrate conclude affermando che lo scambio sul posto e il ritiro dedicato sono cumulabili con la detrazione di cui all’art. 16-bis, lett. h), TUIR.

 

Per completezza, si ricorda che con la risoluzione n. 207/E del 20 maggio 2008, l’Agenzia delle entrate ha chiarito che la cumulabilità della tariffa incentivante e della detrazione nella misura del 55% (di cui all’art. 1, comma 344, legge n. 296/06) non è riconosciuta per i costi di acquisto dell’impianto fotovoltaico, ma spetta esclusivamente per le altre spese sostenute per la riqualificazione energetica (costi di isolamento del tetto e manodopera), semprechè sia stato conseguito un indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20% rispetto ai valori riportati nel D.M. 19/2/2007.

 

 

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