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26 marzo 2013 - La news ha avuto 68 visite
Edilizia: gli effetti della crisi sull’occupazione

Edilizia: gli effetti della crisi sull’occupazione

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L’Ufficio Stampa di Confartigianato Imprese Macerata ha rielaborato alcuni dati salienti presentati nel rapporto Anaepa-Confartigianato 2013: ne è uscita una fotografia reale delle varie criticità vissute dal comparto delle Costruzioni. Esaminiamo qui gli effetti generati dalla crisi sull’occupazione nel settore.

Dinamica dell’occupazione nel settore delle Costruzioni. Dal III° trimestre 2008 (scoppio della crisi) al III° trimestre 2012 si rileva una contrazione dei posti di lavoro di 277.625 unità (–13,9%). Di questi, 242.749 pari a –18,9%, sono i posti persi dai dipendenti, mentre quelli persi da lavoratori indipendenti assommano a 34.876 (-4,8%).

A livello regionale le uniche tre regioni che mostrano un incremento occupazionale nel quadriennio considerato sono il Piemonte (+9,3%), l’Abruzzo (+7,6%) e le Marche (+2,4%). Nella regione Marche il totale degli occupati è cresciuto di 1.007 unità, passando dai 41.967 del 2008 ai 42.974 del 2012: tale crescita è totalmente dovuta all’aumento della componente “dipendente”, cresciuta di 2.345 unità (da 22.785 a 25.130), con un incremento del 10,3%, il più alto d’Italia; le Marche sono l’unica regione in cui si registra crescita di lavoratori dipendenti.

Disponiamo poi, con riferimento all’anno 2011, di una graduatoria per provincia degli occupati nel comparto delle Costruzioni: Macerata presenta 10.178 occupati (4.726 dipendenti, 5.453 indipendenti), con un’incidenza del 53,6% degli “indipendenti” sul totale occupati (la media nazionale è al 38,4%), dato, questo, che la proietta al 9° posto della graduatoria per province.

Infine va rilevato un dato interessante (stime Istat): contrariamente a quanto si crede, nelle Costruzioni il tasso di irregolarità del lavoro (unità di lavoro irregolari sul totale unità lavoro) è pari all’11,3%, leggermente inferiore alla media nazionale del 12,3%, inferiore a quello rilevato nei Servizi (13,5%) ed a quello dell’Agricoltura (24,9%); è invece superiore a quello, assai contenuto, che si registra nel Manifatturiero (4,6%). Il tasso di irregolarità nelle Costruzioni è comunque in netta discesa rispetto al 2001 (15,7%).

Gli occupati stranieri. Nel 2012 nelle Costruzioni lavoravano 319.056 stranieri (il 18,8% degli occupati totali del comparto). Tali stranieri sono per il 71.1% lavoratori dipendenti e per il 28,9% lavoratori indipendenti: un dato, questo, in controtendenza con  quello relativo agli stranieri occupati nel “totale economia”, che ammontano a 2.349.155 unità, e dove il rapporto dipendente/indipendente è molto diverso (86,4% e 13,6% rispettivamente).

Nel 2011 l’incidenza degli stranieri sul totale dell’occupazione del comparto era più bassa (17,9%): nel corso dell’ultimo anno la crisi occupazionale del comparto colpisce infatti meno gli stranieri che scendono del 3,6% rispetto al 2011 a fronte di una diminuzione del totale degli occupati del 5,8%. Nel dettaglio gli stranieri vedono una più profonda flessione nel segmento dei dipendenti, che sono in calo dell’8,4%, rispetto a quello degli indipendenti che invece crescono del 10,2%.

Concludiamo questa panoramica con un esame dei titolari stranieri di ditte individuali. Essi, nel settore, sono 114.443 (rappresentano il 21,1% del totale dei titolari di ditte individuali nel comparto, valore superiore di 9,6 punti percentuali a quello riferito a tutte le imprese).

I titolari stranieri sono per il 65,2% (pari a 74.598 persone) extracomunitari:esaminando il loro Paese d’origine notiamo che circa il 75% di essi proviene da sole 7 Nazioni: dall’Albania (24.061, il 32,3% del totale), dal Marocco (8.316, l’11,1%), dalla Tunisia (7.171, il 9,6%), dall’Egitto (6.157, l’8,3%), dalla Macedonia (3.610, il 4,8%), dalla Serbia e Montenegro (3.200, il 4,3%) e dalla Svizzera (3.096, il 4,2% del totale).

Nelle Marche i titolari extracomunitari sono 2.533; tra le regione le Marche sono all’8° posto; le prime cinque etnie presenti nella regione sono, nell’ordine: albanese (869 persone), macedone (465 persone), tunisina (221), marocchina (168 persone) e svizzera (124 persone).

La struttura dell’occupazione :

a)      la dinamica nel territorio. – Nel 2011 gli occupati nel settore erano 1.846.508 di cui 1.137.798 lavoratori dipendenti, 708.711 indipendenti (il 38,4% sul totale occupati), rappresentando l’8% dell’occupazione nazionale. Nelle Marche gli occupati totali risultavano essere 46.352: 25.274 dipendenti, 21.078 indipendenti; l’incidenza indipendenti su totale occupati era del 45,5% (2° posto nazionale tra le regioni, appena lo 0,1% in meno della Liguria); bassa invece risulta l’incidenza degli occupati nelle Costruzioni su occupati totali (19° posto con il 7,1%).

Su base provinciale Macerata, con 10.178 occupati (4.726 dipendenti e 5.453 indipendenti), è al 9° posto per incidenza indipendenti su occupati costruzioni (53,6%) ed è al 72° posto per incidenza occupati costruzioni su occupati “in toto” (con il 7,7%).

Per completare l’analisi alcune osservazioni:

–         il 93,3% degli occupati sono uomini: la componente femminile (il 6,7%) è più alta tra i lavoratori dipendenti (8,0%) mentre tra gli indipendenti è pari al 4,5%);

–         per classe d’età, osserviamo che il 66,6% degli occupati nel settore ha un’età compresa tra i 35 ed i 64 anni; il 32,1% ha meno di 35 anni. I lavoratori più giovani sono presenti tra i dipendenti piuttosto che tra gli indipendenti: il 38,9% dei dipendenti ha meno di 35 anni a fronte del 21,3% registrato tra i lavoratori indipendenti; all’opposto, il 76% dei lavoratori indipendenti ha un’età compresa tra i 35 ed i 64 anni a fronte del 60,7% registrato tra i lavoratori dipendenti;

–         va infine evidenziato che il 94,2% degli occupati nelle Costruzioni lavora a tempo pieno (a fronte dell’84,5% registrato in Italia nel “totale economia”) senza apprezzabili differenze tra dipendenti ed indipendenti. Elevata è la quota dei dipendenti con contratto a tempo indeterminato (l’85,1%), in linea con il dato nazionale (86,6%).

b)      la dinamica nelle imprese. –  Confrontando i dati 2010 su 2009 rileviamo che il comparto ha perso 15.585 imprese (l’85,6% delle quali erano microimprese); il calo degli addetti è stato pari a –89.473, frutto della perdita di 91.169 dipendenti e dell’aumento di 1.696 lavoratori indipendenti. L’82% circa di tale perdita occupazionale è ascrivibile alle MPI (0-19 addetti).

In un raffronto con l’anno 2008 (l’anno dello scoppio della crisi), rileviamo che:

–         la flessione del numero delle imprese si attesta a – 27.217 (il 96% delle quali sono MPI);

–          la perdita di occupazione segna –189.259 addetti (il 9,4% in meno), ed essa è imputabile, per l’81,5%, alle MPI

                                                                                              UFFICIO     STAMPA

                                                                         CONFARTIGIANATO IMPRESE MACERATA

 

  • fonte: Rapporto Anaepa-Confartigianato 2013 – Un tunnel lungo 5 anni
  • dati statistici: Agenzia del Territorio, Agenzia delle Entrate, B.C.E., Banca d’Italia, Eurostat, Unioncamere, Inail, Istat, Ministero Economia, Ministero Sviluppo Economico

 

 

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