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26 marzo 2013 - La news ha avuto 67 visite
Costruzioni: le cause di una crisi lunga oltre cinque anni

Costruzioni: le cause di una crisi lunga oltre cinque anni

 

L’Ufficio Stampa di Confartigianato Imprese Macerata ha rielaborato alcuni dati salienti presentati nel rapporto Anaepa-Confartigianato 2013: ciò ha permesso di avere una fotografia reale delle varie criticità vissute dal comparto delle Costruzioni.

Cerchiamo di esaminare qui le cause di una crisi lunga ormai oltre cinque anni.

Generalità. Studiando l’andamento della produzione di beni osserviamo che, nell’ultimo anno, nel settore delle Costruzioni c’è stato, in Italia, un calo del 16,2% (la peggior performance europea).

Se diamo uno sguardo in ambito europeo notiamo che, raffrontando i dati 2012 (piena recessione) con quelli 2007 (anno pre-crisi) notiamo che i dati peggiori si rilevano in Spagna (- 57,5%); segue poi la flessione dell’Italia (- 35,3%) che è di circa dieci punti superiore a quella rilevata nell’Area Euro a 17 (- 25,6%); meglio di tutti fa la Germania che è sotto il livello del 2007 solo del 6,1%.

Le compravendite immobiliari. Esse nel 2012 hanno avuto una flessione del 22,9% rispetto all’anno precedente, del 43,4% sui dati rilevati nel 2007. Ad andar peggio sono le transazioni concernenti il settore non residenziale che è sceso del 24,9% in un anno e del 48,0% sul 2007; per contro il settore residenziale è in flessione del 23,9% sul 2011 e del 45,0% sul 2007.

Il prezzo delle abitazioni. Rileviamo che nel corso del periodo 2004 – 2010 esso è cresciuto del 29%; nell’anno 2011 è rimasto pressoché stazionario mentre nei primi nove mesi del 2012 esso è sceso dell’11,2%.

Il maggior prelievo fiscale sugli immobili. Il passaggio da ICI ad IMU ha determinato, nel 2012, un maggior prelievo fiscale sugli immobili pari a 14,5 miliardi di euro (IMU 2012 = 23,7 miliardi, ICI 2011 = 9,2 miliardi).

Dinamica degli investimenti fissi lordi in costruzioni. Tra il 2008 ed il 2011 (i dati 2012 non ancora disponibili, ma sicuramente ancora di segno meno) la dinamica degli investimenti fissi lordi in costruzioni mostra quattro flessioni consecutive. Nel 2008 –2,8%, nel 2009 il crollo dell’8,8%, nel 2010  -4,8%, nel 2011 –2,6%.  Tale forte decrescita degli investimenti fissi lordi è stata anche influenzata dalla diminuzione degli investimenti pubblici: nel 2011 la P.A. ha speso a tal riguardo 25,6 miliardi di euro (il 76,5%, pari a 19,6 miliardi di euro, è da attribuirsi alle Amministrazioni locali, il 22,6% (5,8 miliardi di euro) alle Amministrazioni centrali e solo l’1% (0,2 miliardi di euro) agli Enti di previdenza. I 25,6 miliardi di euro di investimenti pubblici del 2011 sono stati per il 48,6% destinati ai Fabbricati, per il 30,4% destinati a Opere stradali ed il restante 21,0% destinato ad Altre opere del genio civile (porti, linee ferroviarie, opere per la difesa del suolo ecc.). Nell’ultimo decennio sono gli investimenti in Opere stradali quelli che sono cresciuti di più (+ 33,6%).

Il credito e la liquidità aziendale. Al calo della domanda sul mercato delle costruzioni si è affiancata una crisi acuta della liquidità aziendale, una dinamica negativa del credito erogato al settore ed un allungamento dei tempi di pagamento.

Per ciò che concerne i finanziamenti erogati al settore delle Costruzioni, lo stock di impieghi vivi rilevato a novembre 2012 si attesta su 146.805,5 milioni di euro (cifra che rappresenta il 16,8% del credito totale erogato al settore produttivo) mostrando una consistente flessione (-7,6%) rispetto a novembre 2011. Ci sono però notevoli differenze territoriali: per quanto attiene le Marche esse, con 5.065,5 milioni di euro presentano un calo rispetto all’anno precedente perfettamente in linea con la media nazionale (-7,6%); in termini di incidenza sul credito totale concesso nel 2012 alle imprese, lo stock erogato alle Costruzioni rappresenta un valore pari al 21,1%, di ben 4,3 punti percentuali più alto del dato medio nazionale.

A livello provinciale Macerata presenta nel 2012 uno stock di finanziamenti alle Costruzioni di 924,1 milioni di euro, con un –8,8% rispetto allo stock dell’anno precedente: questo dato la posiziona al 65° posto della graduatoria per province; lo stock sopra menzionato determina, nella provincia, un’incidenza sul credito totale concesso alle imprese pari al 20,6%.

I mutui delle famiglie. Nel 2011 il 72,4% delle famiglie (pari ad oltre 18 milioni sul totale di quasi 25) abita in una casa di proprietà. La quota di famiglie proprietarie è leggermente aumentata rispetto al 71,3% del 2001.

Per quanto concerne le transazioni del mercato immobiliare residenziale avvenute nel 2011 esse ammontano in Italia a 603.176 (con una flessione di –2,3% sull’anno precedente): di queste, le compravendite di abitazioni assistite da mutuo sono state 253.405 (il 42,0% del totale, in calo dell’1% sull’anno precedente); dette transazioni assistite da mutuo sono diminuite, rispetto all’anno precedente, del 4,5%: in valori assoluti, la diminuzione delle transazioni in ambito residenziale è stata pari a –14.110 e di queste ben 12.034 sono transazioni assistite da mutuo.

Per quanto attiene al rapporto tra stock di mutui per acquisto di case (in Italia, nel 2012, esso è stato di 365.766 milioni di euro e rappresenta il 59,9% dei prestiti totali erogati alle famiglie) e PIL l’Italia mostra un valore molto basso, pari al 23,4%, valore di gran lunga inferiore al valore medio UE a 27 che è del 44,8%: il nostro Paese è al 19° posto nell’Eurozona!

Dal 2008 al 2011 il numero dei nuovi mutui concessi è diminuito in media del 9% annuo: colpiti principalmente i mutuatari più giovani e quelli extracomunitari, penalizzati anche per quanto concerne l’importo concesso.

Diamo infine uno sguardo ai dati relativi ai mutui per acquisto di abitazione a livello territoriale.

Al 30 settembre 2012 il dato nazionale  vedeva uno stock pari a 290.430,1 milioni di euro, con un decremento pari a –7,8% sull’anno precedente, con un importo medio per mutuo a famiglia pari ad  € 11.536 con un’incidenza del 28,2% sul reddito disponibile.

Nelle Marche lo stock è stato di 6.855,0 milioni di euro, con una diminuzione del 6,3% sull’anno 2011, con un importo medio per mutuo a famiglia di  € 10.760 ed un’incidenza sul reddito disponibile pari al 24,3%.

In provincia di Macerata lo stock è stato pari a 1.110,4 milioni di euro (-6,7% sul 2011), con un importo medio per mutuo per famiglia di  € 8.619 e con un’incidenza sul reddito disponibile pari al 19,6%.

 

                                                                                              UFFICIO STAMPA CONFARTIGIANATO IMPRESE MACERATA

  • fonte: Rapporto Anaepa-Confartigianato 2013 – Un tunnel lungo 5 anni
  • dati statistici: Agenzia del Territorio, Agenzia delle Entrate, B.C.E., Banca d’Italia, Eurostat, Unioncamere, Inail, Istat, Ministero Economia, Ministero Sviluppo Economico

 

                                                                                              

 

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