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13 marzo 2013 - La news ha avuto 21 visite
Previsioni occupazionali nel primo trimestre 2013, in provincia di Macerata peggior performance regionale

Previsioni occupazionali nel primo trimestre 2013, in provincia di Macerata peggior performance regionale

 

Il perdurare della recessione e la prospettiva che la stessa si prolunghi per buona parte del 2013 continuano a frenare la ripresa della domanda di lavoro da parte delle imprese. E’ questo il sunto dei dati studiati dall’ufficio stampa di Confartigianato Imprese Macerata che ha approfondito l’argomento per quanto concerne la provincia di Macerata utilizzando le rilevazioni fornite da Unioncamere – Ministero del Lavoro attraverso il Sistema Informativo Excelsior.

Con il rallentamento dell’attività produttiva numerose aziende lamentano un’eccedenza di personale in organico e sono costrette a continuare a ricorrere alla Cassa Integrazione Guadagni (CIG). Questa  potenziale eccedenza di manodopera determina, nelle imprese, due semplici ma pesanti effetti: l’orientamento a ridimensionare il proprio organico e, di conseguenza, la contenuta propensione ad inserire nuovo personale. Non sorprende quindi che la variazione occupazionale attesa nel primo trimestre dell’anno in provincia di Macerata sia di segno negativo: alle circa 820 “entrate” di lavoratori, sia subordinati che autonomi, si contrappongono circa 1.450 “uscite” (dovute a scadenze di contratti, pensionamento o altri motivi). La componente più penalizzata è quella del lavoro dipendente (che però rappresenta il 69% delle assunzioni totali attese) per la quale si prevedono, nell’arco del trimestre, 570 assunzioni e circa 1.400 uscite, vale a dire circa 830 posti di lavoro in meno; parziale compensazione è data dai saldi attesi (tutti positivi) delle altre tipologie di lavoro: + 40 per gli interinali (sono attesi 60 nuovi contratti cosiddetti di “somministrazione”, pari all’8% del totale), + 90 per le collaborazioni a progetto (sono attesi qui 110 nuovi contratti, pari a circa il 13% del totale), + 80 per lavoratori cosiddetti “indipendenti” (collaborazioni occasionali, incarichi a soggetti muniti di partita Iva), per i quali sono attesi 90 nuovi contratti, pari a circa il 10% del totale, il che porta il saldo complessivo della nostra provincia a – 620 unità. Considerando i saldi occupazionali di tutte le province marchigiane, riscontriamo che Macerata ha la peggiore performance al riguardo (- 620), seguita poi da Pesaro (- 410), Fermo (- 280), Ancona  (- 210) ed Ascoli Piceno (- 140).

Analizziamo ora alcuni aspetti relativi alle sole assunzioni di lavoratori dipendenti, che costituiscono come detto la parte prevalente della domanda di lavoro espressa dalle imprese: rimarchiamo che il dato atteso è di circa 570 nuove assunzioni (nelle Marche se ne prevedono  3.400, il dato nazionale si attesta invece a 137.800).

Contratti proposti ai nuovi assunti : 19% a tempo indeterminato; 14% apprendistato; 32% a tempo determinato per coprire picchi di attività; 22% a tempo determinato per periodo di prova per assunzione stabile; 8% a tempo determinato per attività stagionali; 5% a tempo determinato per sostituzione temporanea di altri dipendenti.

Assunzioni per settore di attività : 27% nei servizi alle persone; 7% nei servizi alle imprese; 20% nel commercio, turismo e ristorazione; 12% nel sistema moda; 11% nelle costruzioni; 10% nella metalmeccanica ed elettronica; 13% in altre industrie.

Assunzioni per cui è richiesta esperienza : nel 60% delle assunzioni previste viene richiesta esperienza specifica. Tale dato è maggiore (80%) nel settore moda e nei settori delle costruzioni e della metalmeccanica/elettronica (70%).

Assunzioni di giovani con meno di 30 anni e di donne : in questo trimestre la quota di assunzioni rivolte esplicitamente ai giovani con meno di 30 anni si attesta attorno al 27%, 8 punti in meno rispetto al trimestre precedente. Considerando però le assunzioni per cui l’età non è un requisito espressamente richiesto, le opportunità per i giovani “under 30” salgono fino al 49% (nel trimestre precedente erano però il 56%). Per quanto riguarda il “genere”, richieste specifiche per assunzioni di donne toccano quota 28% (erano al 24% nel trimestre precedente), mentre se consideriamo anche le quote in cui il sesso non è un requisito espressamente evidenziato nelle richieste, le opportunità per le donne salgono al 43% (comunque ben 12 punti in meno rispetto al trimestre precedente).

Profili professionali richiesti dalle imprese : circa il 33% delle assunzioni programmate  riguardano “operai specializzati e conduttori di impianti”; seguono, con il 31% profili “higt skill” (ossia dirigenti, specialisti e tecnici), con il 23% le professioni commerciali e dei servizi, con l’8% gli impiegati e con il 5% i profili generici e non qualificati.

Le principali figure professionali richieste : esse sono rappresentate da operai specializzati e conduttori di impianti nel tessile – abbigliamento (70 assunzioni previste), da cuochi, camerieri e professioni simili (60 assunzioni), specialisti e tecnici della sanità e dei servizi sociali (60 assunzioni), operai specializzati nell’edilizia e nella manutenzione di edifici (50 assunzioni), commessi ed altro personale qualificato nelle attività commerciali (40 assunzioni).

Assunzioni per livello di istruzione (la formazione richiesta dalle imprese) : nel 20% è richiesta la laurea, nel 29% il diploma, nel 25% una qualifica professionale, nel 26% dei casi non è richiesta nessuna formazione specifica.

 

 

                                                                                          UFFICIO     STAMPA

                                                                    CONFARTIGIANATO IMPRESE MACERATA 

 

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