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12 marzo 2013 - La news ha avuto 17 visite
Imprese artigiane nella provincia di Macerata: situazione e aspettative per l’immediato futuro

Imprese artigiane nella provincia di Macerata: situazione e aspettative per l’immediato futuro

 

Confartigianato Imprese Macerata, la più grande associazione di rappresentanza delle piccole imprese della provincia ove annovera oltre 6.000 associati, attraverso uno studio sulla dinamica delle imprese artigiane del territorio basato sulle rilevazioni  fatte da Unioncamere – Infocamere ha fotografato alcuni aspetti interessanti del più importante comparto produttivo della provincia.

Ecco di seguito alcuni spunti degni di attenzione. Alla fine del 2012 le imprese artigiane della provincia di Macerata risultano essere 11.585. Nel corso dell’anno vi sono state 1.276 nuove iscrizioni e 1.137 cessazioni: il saldo risultante è stato di +139 imprese, corrispondente ad un tasso di sviluppo pari a +1,23% (1° posto nella graduatoria nazionale). Delle 11.585 imprese ben 4.304 (il 37,2%) operano nel settore delle “costruzioni”, 3.470 (il 30,0%) nel “manifatturiero”, 2.449 (il 21,1%) nei “servizi alle persone” e 1.217 (il 10,5%) nei “servizi alle imprese”. Se esaminiamo la dinamica di dette imprese osserviamo che nel corso dell’anno 2012 le 139 aziende in più registrate nella nostra provincia nel corso dell’anno sono così attribuibili: +56 al manifatturiero (tasso di sviluppo +1,64%), +13 alle costruzioni (tasso di sviluppo +0,35%), +34 ai servizi alle imprese (tasso di sviluppo +2,87%), +52 ai servizi alle persone (tasso di sviluppo +2,17%).

Ampliando lo sguardo su una dinamica di medio-lungo periodo osserviamo che nell’arco temporale 2009 – 2012 il comparto artigiano in provincia di Macerata ha perso 217 aziende: segno meno nel manifatturiero (-176 aziende, tasso crescita pari a –4,8%) e nelle costruzioni (-102 imprese, tasso di crescita di –2,3%); positivi invece i macrosettori relativi ai servizi alle imprese (+45, tasso di crescita pari a +3,8%) ed ai servizi alle persone (+25 aziende, tasso di sviluppo di +1,0%).

Altro dato interessante che si evince dalla ricerca è il tasso di imprenditorialità (numero di imprese ogni 1.000 abitanti) che si registra nelle province marchigiane: la regione Marche presenta un valore pari a 32,5; la provincia di Macerata annovera 36,2 imprese ogni 1.000 abitanti e si posiziona al 2° posto del rank regionale, preceduta solo dalla provincia di Fermo (42,0%).

Assai significativa è, infine, la dinamica dell’artigianato nei singoli Comuni. Sono stati esaminati tutti i dati comunali prendendo in considerazione i 715 maggiori comuni italiani in cui vi sono almeno 400 imprese artigiane: il risultato è assai sorprendente. Infatti su 150 Comuni che presentano un segno positivo come tasso di sviluppo, 13 appartengono alla regione Marche e ben 10 di questi sono della provincia di Macerata. In particolare, al 1° posto della graduatoria nazionale c’è Civitanova Marche (1.401 imprese artigiane, saldo nell’anno pari a 59, tasso di sviluppo pari a 4,4%); Tolentino è al 3° posto (768 imprese artigiane, saldo +30); seguono poi Morrovalle (5° posto, 454 imprese artigiane, saldo +14), San Severino Marche (17° posto, 423 imprese artigiane, saldo + 9), Macerata (33° posto, 1.119 aziende artigiane, saldo di +17), Potenza Picena (54° posto, 493 imprese artigiane, saldo di +5), Corridonia (97° posto, 580 imprese, saldo +3), Treia (105° posto, 426 aziende artigiane, saldo di +2), Cingoli (126° posto, 650 imprese artigiane, saldo di +2) e Recanati (130° posto, 770 imprese artigiane, saldo positivo di 2 aziende).

I dati sulla nati/mortalità delle imprese nell’ultimo anno – dichiara il Presidente Provinciale della Confartigianato di Macerata Comm. Folco Bellabarba – confermano purtroppo che le difficoltà che stanno attraversando le nostre aziende sono ancora tante e complesse. Preoccupano soprattutto i dati delle cessazioni: nel maceratese sono state ben 1.137 (più di 3 al giorno!) le imprese costrette a chiudere i battenti nel 2012. E benché il saldo nuove iscrizioni/cessazioni risulta positivo, va rilevato che gran parte delle imprese che hanno dovuto cessare la propria attività erano aziende ben strutturate, per cui anche nel nostro comparto si è avuto un discreto calo occupazionale. Quindi, anche se i dati globali relativi alla nostra provincia sono i migliori della regione, essi non sono di entità tale da ridurre timori e preoccupazioni per il futuro: sono ancora tante le nostre piccole imprese in sofferenza! Ci aspettavamo, dopo il voto, la formazione di un Governo forte ed autorevole, attento sì ai conti ma prodigo di interventi e semplificazioni a favore delle imprese visto che sono le imprese quelle che creano ricchezza e che poi la riversano nel sistema sotto forma di creazione di posti di lavoro, di imposte e di tasse! Purtroppo i risultati elettorali non sono stati, apparentemente, tali da favorire questa nostra legittima aspettativa.

Comunque ora ci aspettiamo che nel nuovo Parlamento e tra le forze politiche prevalga il senso di responsabilità: va assolutamente formato, nel più breve tempo possibile, un Governo capace di rassicurare i mercati, i nostri partner europei e, soprattutto, capace di rimuovere gli ostacoli che bloccano il sistema imprenditoriale: difficoltà di accesso al credito, ritardi di pagamento da parte della P.A., imposizione fiscale non più sostenibile, burocrazia, elevato costo del lavoro, scarsa flessibilità degli strumenti occupazionali. Quello che è in gioco non è più solo lo sviluppo, ma è proprio la tenuta del sistema imprenditoriale e quindi la tenuta del sistema Paese .

 

 

 

 

 

 

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