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6 marzo 2013 - La news ha avuto 171 visite
Le pensioni dei lavoratori autonomi nella provincia di Macerata – Indagine Confartigianato su dati Inps

Le pensioni dei lavoratori autonomi nella provincia di Macerata – Indagine Confartigianato su dati Inps

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Confartigianato Imprese Macerata ha sviluppato, su dati dell’Osservatorio sulle pensioni INPS, uno studio sulle pensioni dei lavoratori autonomi nella provincia di Macerata. Lo studio si avvale degli ultimi dati disponibili al 1 gennaio 2012, tenendo presente che vengono prese in considerazione le singole pensioni visto che non sono disponibili dati relativi al numero dei pensionati con dettaglio per tipologia di lavoratore: a tal riguardo va di conseguenza rimarcato che il numero delle pensioni non coincide con quello dei beneficiari in quanto ogni pensionato può percepire più trattamenti pensionistici (l’ultimo dato disponibile, del 2010, ci dice che nella nostra provincia il rapporto tra numero di pensioni e pensionati è di circa 1,5). In altre parole, vengono erogate tre pensioni ogni due pensionati.

Esaminiamo ora in dettaglio gli aspetti più significativi di detto studio.

In provincia di Macerata alla data del 1 gennaio 2012 le pensioni destinate a lavoratori autonomi risultano essere 53.324 (il 24,5% del totale delle pensioni percepite da lavoratori autonomi nella regione Marche, che assommano a 217.689).

Se esaminiamo questo numero con riferimento alla tipologia di pensionato vediamo che il gruppo più consistente è rappresentato dai “Coltivatori diretti, Coloni e Mezzadri”(il 51,1% delle pensioni – la media regionale è del 47,6%), seguito poi con il 30,8% dagli “Artigiani” (in regione il dato è al 32,4%) ed infine dai “Commercianti”(con il 18,1% – in regione dette pensioni sono il 20,0%).

Un dato interessante è quello che proviene dall’esame di queste pensioni autonome per classe d’età: il gruppo più consistente lo si ritrova nella fascia “da 65 a 79 anni”, che rappresenta il 52,3%; segue poi quello “over 80” dove si riscontrano il 28,5% di dette pensioni (i due gruppi rappresentano insieme l’80,8% delle pensioni in essere); segue poi la fascia d’età compresa tra i 60 ed i 64 anni (il 13,4%), mentre le pensioni degli “under 60” sono il 5,8%.

Degno di menzione è anche il dato sull’importo medio mensile delle pensioni ai lavoratori autonomi che, nella nostra provincia ammonta a 672,97 euro. L’importo medio annuo erogato in pensioni ai lavoratori autonomi della provincia di Macerata assomma pertanto a 430,6 milioni di euro, che rappresenta il 5,25% del Pil provinciale: il dato, in termini relativi, è il più alto della regione, la quale segna un rapporto medio pari al 4,27% del Pil prodotto.

Ultimo dato interessante che si evince dalla ricerca è quello relativo al dettaglio del numero di pensioni ai lavoratori autonomi per classe di importo medio mensile: il 46,2% è sotto quota 499 euro, il 38% è compreso tra i 500 ed i 999 euro, l’11,8% si riscontra nel range da 1.000 a 1.499 e solo il 4% è incluso nella classe che va “oltre i 1.500 euro”. A titolo di mero confronto rammentiamo che gli importi medi mensili delle pensioni INPS erogati nella nostra provincia sono pressoché sovrapponibili a quelli riscontabili nella regione Marche i quali ammontano approssimativamente a 670 euro per quanto attiene il lavoro autonomo, a 715 euro per quanto concerne la gestione “Fondo pensioni lavoratori dipendenti”, a 860 euro per “Fondi e gestioni diverse” (per completezza di informazione diamo pure il dato medio relativo alle “Prestazioni assistenziali” che ammonta ad euro 410).

Per concludere questa analisi due brevi considerazioni.

Questi dati si riferiscono a pensioni in essere “ante riforma Fornero”: gli effetti da rimarcare di detta riforma per quanto attiene le pensioni dei lavoratori autonomi sono almeno due: si abbasserà notevolmente l’importo mensile a causa del passaggio al sistema contributivo (ciò avverrà per tutte le tipologie di pensioni, ma le maggiori diminuzioni si avranno nelle pensioni degli autonomi: una stima approssimativa prevede un decremento non inferiore al 40% circa) ma, almeno, equiparerà dipendenti ed autonomi per quanto concerne l’età di decorrenza della pensione visto che la nuova discriminante, per quanto concerne l’età, sarà costituita solo dal genere (uomini e donne)

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