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12 febbraio 2013 - La news ha avuto 187 visite
Gas florurati: le indicazioni ministeriali in materia di obbligo di iscrizione al Registro nazionale sui gas serra (F-Gas)

Gas florurati: le indicazioni ministeriali in materia di obbligo di iscrizione al Registro nazionale sui gas serra (F-Gas)

1360665704_gasIl Ministero dell’Ambiente, con lettera a firma del Direttore centrale per lo Sviluppo sostenibile, il Clima e l’Energia, dott. Mariano Grillo ha inviato la risposta ai quesiti che, congiuntamente, Confartigianato Imprese e CNA hanno trasmesso in materia di obbligo di iscrizione al Registro nazionale sui gas serra (F-Gas) e disposizioni conseguenti (DPR n. 43 del 27 /1/2012). La nota ministeriale, nel complesso assai deludente, è fornita in Allegato 1 mentre quella recante i quesiti confederali è riportata in Allegato 2.

1.    Autoriparazione

Per quanto riguarda il comparto dell’autoriparazione il Direttore sembra, almeno in parte, fare proprie le argomentazioni confederali: gli autoriparatori che si limitano ad effettuare la ricarica dell’impianto di condizionamento sono esclusi dal campo di applicazione del DRP 43/2012 e perciò non hanno l’obbligo di iscriversi al Registro nazionale né di dotarsi di attestato di frequenza al corso di formazione di cui all’art.9 comma 3. Vi è però una severa limitazione. Tale esclusione, infatti, è condizionata alla assenza,  sia prima che dopo l’operazione di ricarica, da attività di recupero dei gas. La definizione di “attività di recupero” può essere rintracciata nel Regolamento (CE) 842/2006 del 17 maggio 2006 (in GUCE 14/6/2006 L161/1) dove si legge: “recupero”, la raccolta e lo stoccaggio di gas fluorurati ad effetto serra provenienti, per esempio, da macchine, apparecchiature e contenitori. Il Ministero rietiene quindi che l’esenzione degli autoriparatori dal campo di applicazione del DPR è prevista solo se vengono effettuate operazioni di mera ricarica, ossia circoscritte al solo rabbocco della quantità di gas ancora presente nell’impianto fino al suo riempimento, senza che, in termini netti, rimanga da questa operazione alcuna quantità di gas (per altre operazioni o in attesa di smaltimento). Se si valuta che, invece, attività di raccolta e stoccaggio dei gas vengono comunque effettuate, l’autoriparatore e l’impresa dovranno necessariamente iscriversi al Registro nazionale e l’addetto alle operazioni sui gas dovrà effettuare il corso di formazione in vista dell’ottenimento dell’attestato.

 Tale orientamento si ricava anche dallo schema di decreto sulle sanzioni applicabili al DPR 43/2012, approvato nella scorsa seduta del Consiglio dei Ministri. Al comma 2 dell’art. 4 si prevede la sanzione applicabile agli operatori senza attestazione che recuperano F-Gas da impianti di condizionamento dei veicoli (da 7.000 a 100.000 €) con esclusione della attività di ricarica che non comporta preventivo o successivo recupero dei gas fluorurati dagli impianti stessi.

2.    Installazione di impianti di condizionamento

Per quanto riguarda il settore dell’installazione di impianti che impiegano i gas di cui all’allegato 1 del Regolamento citato il Ministero non  ha accolto alcuna delle istanze confederali. Con la sua risposta il dr. Grillo conferma l’obbligo di iscrizione al registro nazionale e di certificazione delle persone e delle imprese che effettuano tali attività indipendentemente dalla capacità degli impianti. Viene cioè rigettata la nostra ipotesi che fino ai 3 kg di gas non si dovesse procedere all’iscrizione in quanto tali attività non sono menzionate nell’art. 3 del Regolamento comunitario che impone cadenze fisse di controllo delle perdite dagli impianti a partire dai 3 kg o più.

3.    Schema di decreto sulle sanzioni         

A completare il quadro della normativa sui gas fluorurati si aggiunge lo schema di decreto sulle sanzioni applicabili alle fattispecie del DPR 43, approvato dal Consiglio dei Ministri e atteso per la pubblicazione in Gazzetta ufficiale nei prossimi giorni. Forniamo il documento in Allegato 3. Lo schema prevede sanzioni ingenti per tutte le situazioni di non conformità, pur con una certa considerazione di alcune fattispecie puramente formali, sanzionate meno severamente. La Confederazione intervenne durante le discussioni dei previsti pareri parlamentari per far modificare lo schema in alcune parti. Vi è riscontro dell’intervento confederale nella parziale esenzione dal campo di applicazione per gli autoriparatori e nella possibilità, anch’essa parziale, di applicazione delle pene in misura ridotta.

4.    Attivazione del Registro

Durante una riunione presso Unioncamere, in data 7 febbraio, è stato reso noto che il Ministero dell’Ambiente procederà nei prossimi giorni ad attivare il Registro nazionale ex art. 13 DPR 43/2012. Ciò verrà effettuato  mediante pubblicazione sul sito web del Ministero, previo avviso pubblicato in GU. Ci è stato anche confermato l’accoglimento da parte della Agenzia delle Entrate della richiesta confederale di non applicare alle iscrizioni la Tassa di Concessione Governativa (€ 168): quindi, l’iscrizione sarà gravata dei soli diritti di segreteria (€ 13 per le persone e € 21 per le imprese + bollo € 14.62).

Si ricorda che a partire dalla data di avvio del Registro (come detto, presumibilmente, intorno al 15 di febbraio) decorreranno i 60 giorni  entro cui iscriversi ed ottenere il certificato provvisorio con cui è possibile continuare ad esercitare le proprie attività sino all’ottenimento del certificato definitivo (previa formazione e superamento di un esame per gli operatori e certificazione dell’impresa).

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